Un minuto di pazzia.

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Mi prese per mano mentre chiudevo il cancello, presi il guinzaio del cucciolo e lo diedi al biondo.

Lui aveva sempre quello splendido sorriso sulle labbra.

Era sempre stato il mio idolo, il mio unico amore, era sempre stato l'unico ragazzo con cui abbia avuto una relazione seria e bella, meravigliosa, splendida, indescrivibile.

-Piccola, a che pensi?- chiese lui mettendosi di fronte a me mentre mi alzava di poco il viso per guardarlo in faccia.
-Oh... no, niente...- mentii.
-Ti ho chiesto se ti va un gelato... eri distratta a guardare il mio sorriso anche stavolta... hey, lo so di avere un sorriso da paura ma non incantarti ogn-
Lo zittii con un bel baccio.
Mi sentivo una di quelle ragazzine che hanno relazioni a distanza con un ragazzo che vive molto lontano e lo vedono solo dopo mesi se non anni.
-Shh. Sì, mi va il gelato, al Kinder cereali... e lo vorrei dividere con te... e ti amo, non me ne fotte più di niente e di nessuno. TI AMO, OKAY?- urlai sorridendo.
Lui rise e mi abbracciò.
-Sei pazza- sussurrò ridendo al mio orecchio.
-AVVISO A TUTTE LE RAGAZZE, QUESTO BIONDINO È MIO, SOLO MIO, GUAI A CHI LO TOCCA. LUI AMA SOLO ME!- gridai e la gente che mi guardava e rideva, mi prendevano in giro ma poco me ne fregava.

Continuammo la nostra passeggiata, ci fermammo solo per prendere i gelati al bar poi ripartimmo.
Ci sedemmo sul prato, ormai il gelato lo avevamo anche digerito.
Il cielo rispecchiava il mio cuore: quel misto tra amore, gioia, felicità e amarezza.
Quelle nuove rosa che navigavano tranquille mentre il sole si nascondeva.
-Che meraviglia...- dissi.
-E già... qui tutto è una meraviglia...- disse lui.
-Come mai tu hai un dono? Dico, un tuo parente stretto lo ha?- chiese.
-No, sono l'unica. I miei parenti non sanno che lo abbia perché credono che sia una maledizione e poi... io... loro non mi hanno mai accettato...- dissi.
Non riesco a parlare, perché?

Bill mi mise la mano sul petto ed accarezzò la mia schiena.
-Fai dei respiro profondi...- mi prese in braccio, mi teneva dietro, sulla sua schiena in modo da proteggermi.
Appoggiai la mia testa sulla sua spalla e le braccia attorno al suo collo stando attenta a non soffocarlo.
Arrivammo a casa, andai a frugare in bagno, presi la bomboletta e la spruzzai in gola.
Tornai me stessa, ero solo affaticata senza sapere il perché.
Ma era da qualche tempo che mi sentissi così.

Passarono due giorni.
Chiamai Tom con una scusa lo feci accomodare affianco al fratello.
-Bene, ho una sorpresa per voi... visto che tra pochi giorni partirete... una persona è passata a salutarvi ora...-dissi.
-Chi è?- chiesero entrambi.
Scossi la testa fingendo di chiudermi la bocca con una zip e sorrisi.
Uscii dalla casa chiudendo la porta.
Lei e il bambino erano appena arrivati.
Lei era alta e magra, aveva gli occhi grandi a mandola e neri, come i miei ma i suoi capelli erano sul rossiccio.
Il bimbo, aveva gli occhi come Bill, di un bel color castano, leggermente a mandorla, le sue guance rosee da piccolo bambino, la sua piccola bocca era come quella dei gemelli.
-Lei è la zia Mary- disse lei al bimbo.
Lo presi in braccio.
-Piacere di conoscerti, Bill- dissi.
Salutai entrambi con un bacio nella guancia ed entrai dentro.


-Ecco a voi, Bill e Sonya- dissi sorridendo.
I gemelli andarono da Sonya urlando il sul nome mentre io tenevo il bimbo.
Bill si avvicinò e si mise a giocare con le manine del bambino.
-Ciao piccolo, io sono lo zio Bill... e lui è lo zio Tom-
Iniziarono a parlare e a giocare con il bimbo mentre parlavano con la loro cugina.
Io li guardavo mentre pensavo al bambino.

Come mai questo bambino mi prova una strana sensazione?
Un misto tra dolcezza e amarezza, tra gelosia e felicità.
È come se io avessi la stessa fortuna di Sonya ma non capivo perché la mia testa continuasse a ripetermelo.

La sera lei e Bill, il piccolo Bill, andarono in albergo, il giorno dopo sarebbero dovuti andar via.
Tom tornò da Ria, per passare del tempo loro due da soli.
Andai a dormire senza neanche toccare cibo.
La mattina mi alzai, Bill dormiva ancora.
Aprii il frigo cercando qualcosa per farmi un bel panino ma non trovai niente.
-Amore... cosa vuoi da mangiare?- chiese una voce dietro di me, la sua voce dolce, così bella e splendida.
-Voglio... umh... un bel panino al bacon... ma non c'è bacon- dissi triste.
-Lo hai mangiato ieri, l'altro ieri, l'altro ieri ancora, e mi sa tua la settimana scorsa, oggi mangia qualcos'altro... ti farà male tutto questo bacon...- disse abbracciandomi.

-Già. Allora, mmh... un bel panino con maionese, salame, mortadella e pattatine fritte- dissi leccandomi le labbra.

Mi guardò stupito ed io ridacchiai per poi fermarmi a causa di una fitta nel basso ventre.

Si facevano sempre più forti, sentivo come se avessi qualcosa che mi entrasse dentro e spingesse con tutta la sua forza verso la pelle.

Mi tenne stretta per reggermi ma lo tranquillizzai dicendogli che sarebbe passato subito.
-Amore, vai a coricarti un po'. Nel mentre io ti faccio un bel panino sano e nutriente... okay?- chiese guardandomi ancora stranito e confuso.
Io annuii e salii le scale ma mi fermai per via dei dolori alla pancia, stavo per vomitare, corsi in bagno e mi misi a vomitare.
Poi tornai in camera mia e mi misi coricata.
Alzai il busto appoggiando la schiena sui cuscini poi presi un termometro e lo misi sotto l'ascella accendendo la televisione nella speranza che mi desse conforto, ma i programmi parlavano solo di stupidaggini e gossip su qualche celebrità.

Arrivò Bill bussando, aprì la porta e si avvicinò posando un vassoietto sul comodino.
Prese il panino, me lo diede ed io iniziai a mangiare.
Aveva solo insalata, era buonissimo.
Lo ringraziai e lui ricambiò sfoggiando un bellissimo sorriso.
Finito il panino, presi il termometro e lo diedi a Bill.
Lo prese.
-Hai 36.4, non hai la febbre, deve essere solo stanchezza. Riposati- disse spegnendo la TV.
Mi diede un bacio sulla fronte.
Fece per andarsene ma gli bloccai il braccio.
-Resta con me- dissi.
Lui sorrise e si coricò affianco a me, mi abbracciò ed iniziò a coccolarmi.


Aprii gli occhi non riuscendo più a dormire, mi girai a guardare Bill che dormiva tranquillo.
Mi attaccai al telefono fino all'ora di pranzo, quando mi alzai per andare a fare delle foto avevo i miei fratellini che mi aspettavano dai fotografi.
Scrissi un biglietto e lo misi sulla mensola, sul tavolo gli avevo lasciato la sua colazione preferita e i vestiti puliti.

Era tutto pronto.

Salii in macchina e giudai fino al centro per poi arrivare al set fotografico.
Vale mi abbracciò subito appena scesi dalla macchina.
Salutai Dany e Steve, poi tutti gli altri.
Lety non venne, il bambino iniziava a pesare e a muoversi molto.

Iniziammo a fare mille foto.
Tornammo a casa e subito Bill mi abbracciò.
Parlammo ore e ore, parlammo di tutto, di musica, di foto e dei fan.
-Non immaginavo che ti facessero paura le ragazze, soprattutto quelle perverse al massimo...- scherzai prendendomi gioco di quello che mi aveva confidato.
-Brava, eh... prendimi in giro, intanto io non ho paura di farmi fare le foto in intimo o nudo... per le riviste- rise lui di me.
-Non ho paura, ho vergogna...- dissi fingendomi offesa.
-Oh amore mio. Scusa, non lo faccio più- disse lui facendo la faccia da bambino.
-Non ti perdono... perché sei tu che mi devi perdonare - dissi mordendomi il labbro.
-Mmh... non so... ti dovrei perdonare? Mmh- disse allontanando il viso per scappare dal mio bacio.
-Dai- lo supplicai.
-Mmh... non lo so, dovrei?- scherzò.
Mi prese la mano ed iniziò a giocare con le dita per darmi un bacio dolce.


Ovviamente non poteva mancare la chiamata di mio fratello per distruggere la fantastica atmosfera che si era creata.
-Hey, fratellino-
-Hey un cazzo... perché non me lo hai detto?-
-Mmh? Che cosa ti avrei dovuto dire?-
-Che Lety e Dany domani partono, vanno in Italia e tornano a il 5 settembre. Sei una stronza, potevi dirmelo- disse lui urlando al telefono.
-Che vuole?- chiese il biondo al mia fianco.
-Boh, è arrabbiato... Vale, non lo sapevo nemmeno io...- dissi.
-Ah... okay- chiuse.
-Ma che cazzo?- dissi.
-Cosa?- chiese Bill baciandomi la tempia.
-Mi ha risposto 'ah... okay' e poi ha chiuso. Cazzo, ma che problemi ha?- chiesi.
Lui rise contagiando anche me.
-Troppi, per fortuna tu sei sana...- rise.


-Ora si dorme- disse lui caricandosi sul divano.
-Arrivo- dissi, spensi il computer e misi il telefono a caricare.
Mi coricai con lui e dormimmo tutta la notte abbracciati.
Beh, l'ultima notte prima che partisse per il tour.

~Mary.

Tokio hotel~NakamaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora