Dai, andiamo.

112 7 3
                                        

Bill.
Mary andò a lavarsi.
Finii di fare colazione, presi entrambi i bambini e li portai nella loro cameretta affianco al soggiorno per cambiarli.
-Allora vediamo, mmh... prima vi cambio il pannolino- dissi prendendone due.
Iniziai con Jazmine, sbottonai la tutina e gliela tolsi.
Iniziai a farle le smorfie e le pernacchie sulla pancia per farla ridere.
Tolsi delicatamente il pannolino e lo buttai, pulii il sederino della bimba e le misi il pannolino pulito.
Lei fece dei versetti come per ridere così le misi un paio di mutandine e una magliettina.
Le diedi dei baci e la missione nel box in modo che potesse stare lì al sicuro, mentre cambiassi il gemello.
Amavo fare ciò, mi divertiva cambiare i loro vestitini.

Il bimbo si mise a piangere perciò lo presi e lo appoggiai delicatamente sul tavolino.
Sbottonai la tutina del bimbo.

Sentii i passi di Mary scendere le scale molto velocemente poi fermarsi e subito dopo ci fu uno strano rumore, qualcosa cadde.
Pensai che fosse svenuta e mi preoccupai.
Misi anche Thiago dentro al box ed andai a vedere Mary.
Infatti lei stava per terra, seduta, piangeva e si teneva forte il petto, presi la bomboletta e mi avvicinai a lei, lei appena mi vide iniziò a piangere più forte.
Mi teneva stretto e quasi mi faceva male.
Non riusciva nemmeno a parlare.
Aprì la bocca molto piano per aiutarmi, le tenni la nuca in modo che il mento fosse all' in sú, così che la sostanza della bomboletta scendesse direttamente in gola.
Spruzzai la sostanza.

Si riprese poco a poco ma continuò a piangere sul mio petto.
-Hey, piccola... che hai?- chiesi.
Non capivo per niente la sua reazione, in cucina non c'era niente, nessuno, perciò non capivo se si fosse spaventata o che avesse fatto così per una visione.
-Bill, dove sono... i bambini?- chiese lei trattenendo le lacrime.
-Sono nella cameretta. Li stavo cambiando...- risposi.
Lei fece un respiro profondo e si alzò diretta verso i suoi figli.
La seguii non capendoci nulla.
-Ho sentito un pianto, e come sono scesa, voi non c'eravate più... mi sono spaventata davvero tanto, Bill- disse cullando Thiago e dando la mano a Jazmine.
L'abbracciai baciandole la guancia cercando di asciugare le sue lacrime.
-Amore, tranquilla. Ci sono io a proteggervi- la rassicurai.

-Io devo fare la doccia... puoi cambiarlo tu, per favore?- chiesi appena lei fu calma, annuì.
Le baciai la tempia abbracciandola e salì in bagno.
Entrai in doccia lasciando che la gelida acqua colpisse la mia chiara pelle.
Pensavo se fosse adeguato lasciare i bambini a quelle tre pazzoidi.
-Ho paura...- sussurrai avvolgendo un asciugamano attorno alla vita.
Iniziai a vestirmi.

Scesi di sotto.
Mary aveva la sua borsa già pronta sulla scala.
-Perfetto. Pumba, dove sei? Cucciolo mio... Pumba- lo chiamai.
-Amore, hai visto Pumba?- chiesi.
-Credo che lo abbia preso Tom, ieri...- rispose.
-Ah... senza avvisare, ma chissene frega se al povero Bill viene un infarto... boh!- dissi esasperato e lei ridacchiò.
Presi la sua e la mia borsa e le portai in macchina, lei mi raggiunse con i bimbi e uno zainetto dietro.
Presi il bimbo e lo misi dietro sul suo porta bebè, così come Mary fece con la bimba, si mise in mezzo ai due porta bebè e mi sorrise.

Arrivammo a destinazione in un lampo, slacciai il bimbo e presi il passeggino dal coffano, insieme alle borse.
Mary slacciò la bimba e la mise sul passegino per gemelli, la mise davanti, mentre io misi Thiago dietro.
Età accordo come facessimo le cose in perfetta sincronia senza nemmeno guardarci.
Mise lo zaino dietro il passeggino e prese la sua borsa a tracolla.
Chiusi la macchina.
L'aiutai ad attraversare la strada, stando attenti alle macchine e ai pedoni per poi entrare in studio.

Le diedi un bacio e poi baciai i piccoli.
-Ci vediamo tra poche ore, vi amo-
La vidi sorridere così la baciai.
-Ti amo infinitamente, sì?- le diedi unaltro bacio.
-Anche io ti amo, infinitamente, amore- sorrise accarezzandomi il viso.
-Sono qui, stai tranquilla!-
Lei annuì e mi diede un bacio.
Andai da Tom, Georg e Gustav che mi stessero aspettando.
Aprii la porta e li trovai tutti seduti a ridere.
-Eccomi. Ciao a tutti- salutai poggiando le chiavi e il telefono sul tavolino e buttando la giacca sulla sedia.
Si girarono e mi salutarono con la mano, mentre Tom venne a battermi il cinque.
-Mary? I bimbi?- chiese lui.
-Anche Mary ha le prove e i bimbi sono con le vostre mogli, credo...- dissi incerto.
-Ah sì? Ecco perché sono volute venire!- disse Gustav.
-Dai, iniziamo...- annunciai salendo sul palco e prendendo il microfono.

Mary.
Arrivai alla mia sala.
Aprii la porta e c'erano già tutti che vennero a salutare, c'era anche Manuel.
-Manu, guarda chi c'è. Sono i cuginetti- disse Lety prendendolo in braccio il bimbo di cinque mesi.
-Eccoci. Scusate per il ritardo. Mary, dove sono i nostri nipotini belli?- chiese Alex.
-C'è anche Manuel- disse Ria battendo le mani per poi prendere il bambino.
-Fate attenzione, per favore!- supplicò Lety.
Lasciai il passeggino a Sarah.
-Jazmine oggi è un po' stanca, non stressatela troppo, Thiago ha voglia di giocare ma non bombardatelo di suoni e colori...-
-Va bene, Mary!- rispose Sarah guidando il passeggino verso la porta.
-Se avete bisogno: chiamatemi, corro da voi. Nella borsa c'è di tutto. Se piangono, chiamate me o Bill... oppure cantate una canzon...- dissi ma chiusero la porta.
-...cina- finii la parola.

-Forza a lavoro, con che cosa iniziamo?- chiese Lety facendo roteare la bacchetta.
-Boh... con le nostre?- chiese Vale.
-Okay, per me va bene. Mary?- chiese Dany attaccando il basso.
-Perfetto iniziamo con Babygirl?- dissi prendendo il microfono.
Salii sul palco ed iniziai a cantare.
Cantammo tante canzoni.
-Dai, questa è l'ultima... anzi la penuitima. Facciamo Monsoon e poi?- chiese Vale.
-Mmh boh... Angel o We Are Who We Are?- chiese Lety.
Io e Dany annuimmo.
E così fu, cantano Monsoon, ma alla fine della seconda strofa entrarono i Tokio hotel con i tre bimbi, si accomodarono su delle sedie e si misero a canticchiare, specialmente Bill.

Iniziammo subito Angel.
Bill si illumò sentendomi cantare.
Finita la canzone fu il primo ad applaudire.
-Grazie, ragazzi- dicemmo noi in coro.
-Cantatene una anche in tedesco. Dai, vi prego- supplicò Tom.
Abbracciai mio fratello.
-Ubers ende der welt o Ich bin nich' Ich?- domandai a bassa voce.
-La seconda, non se l'aspettano, è troppo vecchia!- disse lui.
-Okay... avvisali nel mentre io bevo- dissi aprendo la bottiglia, Vale sussurrò il nome della canzone.
Chiusi la bottiglia.

-Ci siamo!- affermarono annuendo.
Allora iniziarono le prime note di Ich bin nich' Ich.
Bill e gli altri restarono stupiti, non pensavano che sapessimo suonare e cantare le loro vecchie canzoni, ma veramente vecchie.

-Beh? Come è stato?- chiesi.
Loro inizialmente non si mossero poi vennero a farci i complementi.
Scesi dal palco sorridendo per poi bloccarmi con una mano a mezz'aria.

Corro attraverso un bosco, il suono delle foglie sotto la mia scarpa.
Un urlo.
La casetta di legno.
Bill e i due bambini morti.
Luis con la pistola.
La sirena dell'ambulanza.
Le mie mani sporche di sangue.
Una pozza di sangue.
Un sorriso davanti a me.

-Mary, siediti qua e prendi aria. Bevi un po'...- disse mio fratello tenendomi per il polso.
Scossi la testa affannando e mi buttai il collo di Bill.
-Bill... ti prego- sussurrai piangendo.
-Ancora quella visione?- chiese lui.
Mi accarezzò la schiena.
Si sentì uno dei gemellini piangere, mi voltai e guardai il passegino.
C'era solo Jazmine che piangeva.

-Dov'è Thiago?- urlai.
Iniziai ad agitarmi.
-Dio. Dov'è il bambino?- stavo iniziando a sclerare.
-Mary, hey, guardami.  Lo ha Georg in braccio. Guarda sono là, davanti alla finestra... calmati- disse lui fermando il mio viso con le sue mani.
Presi la neonata in braccio ed iniziai a cullarla guardando Georg con Thiago in braccio.
-Shh piccola, la mamma è qui- dissi.
Lei continuò a piangere.
Bill la prese.
-Jaz, la mamma è nervosa, vieni con papà che andiamo a fare un giro. Saluta: ciao!- disse Bill aprendo e chiudendo la mano.
La bimba guardò il suo papà ed uscirono fuori.
-Bill, prendi una giacchina, fuori c'è freddo- dissi preoccupata, ero pronta a corrergli dietro con la giacca in mano.
Vale mi abbracciò per farmi fermare così Ria e Tom presero la giacca in pelle del fratello di quest'ultimo e gliela portarono.
-Siediti... adesso- ordinò mio fratello indicando uno sgabello.
Mi ci sedetti e lui si mise di fronte a me.
Mise le braccia conserte e mi guardò torvo.
-Raccontaci della visione- disse lui.
Spiegai tutto.
-Sta arrivando, me lo sento- dissi tenendomi il petto.
Dopo pochi minuti si sentì uno sparo.
-Bill! Jazmine!- gridai correndo fuori seguita da Dany.

Bill.
-Eccoci qui, io e la mia bambina. Va bene, amore? Eh?- feci una smorfia e lei fece dei versetti.
Feci qualche passo e poi arrivò Tom seguito da Ria.
-Bill, coprila, sennò si ammala- suggerí Ria.
Io sorrisi.
Tom prese la mia giacca e la appoggiò sulla schiena della bimba.
Lei si appoggiò sul mio petto e si lasciò trasportare nel mondo dei sogni.
-Buonanotte, angelo mio- dissi augurando sogni d'oro.
-Si sta bene là con il battito di papà e il caldo della giacca, piccina?-
Era una voce al quanto famigliare.

~Mary.

Tokio hotel~NakamaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora