Che stupida.

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L'ultima notte, prima di partire per il tour, sapevo cosa stesse pensando Bill, ma non me la sentivo di farlo.

Mi dispiaceva disilluderlo così, ma sentivo come una forza dentro di me che mi urlasse di non farlo, perciò ci addormentammo abbracciati.
In quella notte feci sogni ed incubi strani.

Correvo, poi mi fermai, saltai addosso a qualcuno che mi strinse le braccia sulla schiena.

Poi un altro ancora più strano.

Bill coricato nel letto che pensava e ripensava al suo futuro e pensava a quanto sarebbe stato bello formare una famiglia tutta sua.

Avevo sempre fatto sogni stupidi, ma così, mai.
Mi svegliò Bill dandomi baci sulla schiena e sul collo.
-Dormigliona, forza che oggi devo partire... amore, dai. Non rendermela difficile- piagnucolò.
Lui mollò la mia mano ed entrò nella cabina armadio.
-Arrivo- risposi sbadigliando.
Alzai la testa e vidi due valigie mezzo vuote sul letto.
Mi ributtai sul letto, coprii la testa con il lenzuolo ed abbracciai il cuscino sperando che non mi sarei messa a piangere.

Bill.
Allora, questo... questo... anche questo mi serve... questo lo prende Tom. Poi? Ah sì eccolo!

Cercavo le cose per il viaggio.
Entravo ed uscivo dalle camere e dalle stanze.
Svegliai la mia piccola, mi recai alla cabina per prendere i miei vestiti, quando tornai, la trovai raggomitolata sotto le coperte.
Mi stavo per mettere a ridere quando sentii dei piccoli singhiozzi.
Mi zittii.
Lei, infatti, singhiozzava.

Buttai i vestiti sopra il letto e corsi da lei abbracciandola.

Lei non si scoprì, restò sotto le coperte.
Dopo mezz'ora riuscii a calmarla.

Ha ragione, sono tornato da qualche giorno e già devo ripartire lasciandola con quel pazzo maniaco in libertà che la chiama.

Arrivate le 7 di mattina, arrivammo in aereoporto, incontrai gli altri ed iniziammo a salutare, tranne lei, la lasciai ultima, in modo che facesse meno male.

Mary.
Salutai tutti.
Abbracciai Tom, Gustav, Ria, Georg, Alex e Sarah.
Pensando a quanto fossero fortunate a viaggiare con il loro fidanzato, o marito.

Lui, posò la sua borsa per terra, mi guardò con occhi lucidi e pieni di tristezza.
Mi abbracciò forte e mi tenne qualche minuto in quella stretta nel quale volevo restare per sempre poi si staccò.
Appoggiò la sua fronte alla mia e mi baciò.
-Bill, non è un addio...- dissi asciugando una sua lacrima.
-Lo so bene ma mi mancherai, tornerò molto presto... lo giuro, ci vedremo presto- sussurrò.
Si abbassò a prendere la borsa e si girò verso il fratello che fece segno di andare.
-Bill. Mi mancherai- dissi a bassa voce.
-Sei bellissima, mi mancherà tanto il tuo sorriso, ti amo- sorrise da lontano.
Io arrossii, sorrisi imbarazzata e lui vedendo la mia reazione, si voltò alzando il braccio per salutarmi da lontano.

Lo vidi salire sull'aereo, un'altra volta, lui se ne andava lontano, mentre io restavo là a piangere e a guardare l'aereo volare via.
Solo a pensarci mi scesero le lacrime.
Dovevo farcela, ero forte. 
Qualcuno mi abbracciò da dietro.
Pensai fosse Bill.
Mi girai ma vidi mio fratello.
Ma ripensandoci Bill era partito, non poteva essere lui.
Ricambiai l'abbraccio.

Entrai in macchina e tornai a casa, Vale e Denise dormirono da me, per farmi compagnia visto che anche Pumba fosse partito.
Passarono tre giorni, io e Bill ci sentiamo tramite chiamate e Skype ma non era la stessa cosa.

Mi mancava tutto di lui, quelle chiamate alimentavano solo l'angoscia.


La mia strana stanchezza non spariva.
Mi svegliai, mi misi a fare la colazione per tre, mandai un messaggio al ragazzo che amassi, per dirgli che fossi sveglia.

Poco dopo mi chiamò.
-Ciao, bella, mi manchi-
-Ciao, amore, anche tu...-
-Hey, sembri triste...-
-Lo sono, ma non farci caso: mi sono svegliata male. Tu, come stai?-
-Bene, anche ieri il concerto è andato alla grande c'era una marea di gente-
-Meglio così. Ve lo meritate, siete fantastici, meritate tutto l'appoggio possibile, siete unici-
La linea saltò, perciò mandai il telefono a farsi benedire e svegliai i due marmocchi.
Il diciassettenne non si svegliò subito, mentre la sua ragazza fosse già sveglia e lo prese a cucinate.
Fecero colazione, mentre io, non me la sentivo poiché non avessi fame.

-Mary... mangia, ora!- mi ordinò quel nano con il mio stesso sangue in vena.
-Chicco, non ho voglia. Piantala!-risposi garbatamente.
-Dai, devi mangiare. Su! Su!- continuò lui prendendo un fetta di pane tostato e mettendolo davanti alla mia bocca.
-Sorellina, devi mangiare...- insití lui.
Così presi un toast e lo morsi.

Dopo averne mangiati sei, andai a provare a chiamare ma l'unica suoneria che si sentiva, era quella di Valentino.
-Hey, zio...-
Fece una pausa avvicinandosi a me.
-Umh... okay... va bene. Certo glielo dico subito... Ciao, zio- chiuse.
-Ti va di andare in Messico il 31, l'1, il 2 e il 3?- chiese.
-Per cosa?- chiesi.
-Diciamo che zio ci sta dando una piccola vacanza...- rispose sapendo che avrei risposto ovviamente in modo positivo.
-Cosa? Zio ci sta regalando il viaggio?-iniziai a saltare e ad urlare come​ una pazza.
-Tieni, avverti Bill- mi diede il suo telefono dato che il mio non andasse.

I ragazzi, in quei giorni, avevano delle date à in Messico e tutto era stato organizzato da Steve per permettermi di vederlo.
-No. Non lo devono sapere. Ho un'idea, gli faremo una sorpresa...-
Iniziammo ad organizzare il piano.


Dopo due giorni tutto era pronto.
Mi vestii ed andai in studio per provare, il pomeriggio tornai, mi misi al computer sperando che Bill fosse online, e così fu.
-Hey-
-Hey, bella, che bel sorriso che hai ora-
-Ahah grazie, Billy-
-Come mi hai chiamato?-
-Billy, c'è anche Bibu e Billino
Puoi scegliere, ahahah-
-Nessuno!? Ahahaha-
-Okay allora: pasticcino?-
-Okay, pasticcino va già meglio, fragolina-
-Ma a me piace 'Billy'!- dissi piagnucolondo.
-Va bene- si arrese ridendo.

Passammo un'ora a scherzare così.
Era bello poterlo sentire ridere ancora un po'.
-Beh dai, che mi racconti?-
-Bah... niente. Aspetta un secondo, torno subito...-
Mi alzai e andai a vomitare.
Tornai al computer, Bill mi guardò male.
-Non sei ancora andata dal dottore, vero?- mi fulminò.
Strinsi le labbra all'indentro in modo colpevole
-Già. Ci vado domani...- promisi.

-Me lo prometti?-

Annuii ma mi fermai sentendo di nuovo quella fitta.

-Di nuovo quel dolore? Amore, devi andare da un medico: potrebbe essere qualcosa di pericoloso-

-Ti prometto che domani ci andrò- risposi mentre la fitta passava.
-Okay, io ora vado a nanna. Buonanotte, amore-
-Buonanotte- chiusi sorridendo.

Il giorno dopo, svegliai i bambini ed andai da dottore.

Billl forse aveva ragione, potevo avere qualcosa di pericoloso nel mio corpo.
Gli raccontai che ultimamente fossi sempre stanca, vomitavo spesso, che sentissi quei doloro e avevo i capogiri.
Lui mi visitò facendo varie ipotesi per poi guardarmi e ridacchiare.
-Ha provato a fare il test, signorina?-
-Test? Di cosa?-
-Di gravidanza... se vuole lo può fare anche qui, richiede solo un campione di sangue... domani può tornare a prendere i risultati-

-No, aspetti di cosa sta parlando?-

-Senta, sono classici sintomi di una gravidanza. Non ha infiammazioni né virus intestinali ed è più probabile che sia un feto a provocarle quei dolori-

Perché non ci ho pensato subito?
Avevo tutti quei sintomi, Madonna, che stupida che sono.
Potevo essere incinta.
Cazzo... che tonta!

-Grazie... farò qui il test- dissi dopo che mi convinse.
Lui prese ciò che gli servisse dalle mie vene e lo mise in una fialetta.
Io tornai a casa felice e serena.
-Tino, ho una cosa da raccontarti- urlai canticchiando e lui si precipitò si di me.
-Cosa?- chiese curioso.

~Mary.

Tokio hotel~NakamaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora