Faccio un profondo respiro e mi sistemo per l'ennesima volta i capelli dietro alle orecchie, mentre porto una ciocca dietro le spalle con il resto dei capelli perfettamente lisci.
Stringo tra le mani vari foglietti su cui c'è scritto il discorso d'apertura della mia galleria.
Eh già il giorno tanto attesto è arrivato,ci sono voluti quasi sei anni ma finalmente sto per inaugurare la galleria nella città che mi ha stravolto la vita.
New York era imponente e stupenda,con Time Square,Central Park e l'Empier State Building mi aveva completamente stregata.
Ma diciamoci la verità Los Angeles ha avuto il mio cuore sin dal primo istante e non mi riferisco solo a Billie.
Durante l'ultimo anno di liceo ho incominciato a girare LA da sola con Vic e Hen e qualche volta anche con René.
Ho visto Santa Monica,Beverly Hills,Malibù e Hollywood.
Una sera sono anche riuscita a vedere il tramonto dalla Hollywood Sign e mi sentivo in pace seduta a gambe incrociate su una coperta blu,i capelli sciolti e un leggero venticello.
Ero in pace con la felpa di Billie addosso a desiderare che fosse lì con me.
Scuoto la testa e riporto lo sguardo sulla mia figura allo specchio.
Chiudo gli occhi e faccio un altro sospiro. Infondo avevo fatto anche un discorso a New York ma lì non c'era tutta la mia famiglia.
Billie per ovvie ragioni viene quando la galleria è vuota e non mi farà da supporto morale,quindi me la devo cavare da sola.
Ce l'ho sempre fatta da sola,e ce la farò anche oggi.
Annuisco e passo le mani sul tessuto del mio vestito bordeaux,che finisce un po' prima del ginocchio e mi lascia le braccia scoperte.
Il mio telefono squilla e mi distrate dal mio ennesimo tentativo di sistemarmi i capelli.
Mi dirigo velocemente verso la camera e afferrò il telefono sul mio letto.
Schiaccio sull'icona verde e me lo porto all'orecchio.
-Ei straniera come va?-mi chiede Vic.
-Alla grande-dico mentre guardo l'orologio e sgrano gli occhio quando mi rendo conto che mancano venti minuti.
-So che non va tutto alla grande-dice ripetendo le mie parole mentre io saltello per la stanza cercando di mettermi i tacchi neri.
-Quindi appena ti decidi ad arrivare davanti alla galleria ti farò un bel discorso motivazionale-mi raddrizzo e rabbrividisco.
-Penso che chiederò ad Hen-dico mentre afferro la borsa e scendo le scale.
-E perché scusa?-mi chiede irritata.
-Perché hai le capacità di rassicurare le persone di sasso-affermo mentre mi infilo la giacca.
Mi do una ottimo sguardo allo specchio posto nel corridoio e faccio un ultimo sospiro.
Pensa che tra qualche ora potrai essere tra le braccia di Billie e rilassarti.
Mi ripeto in testa mentre bacio la testolina di Atena e poi esco da casa.
-Mya?Ci sei ancora?-mi ricordo della chiamata solo quando entro in macchina,quindi attivo il bluetooth.
-Ci sono-dico mentre parlo.
-Eccotti,comunque devi stare tranquilla perché questa cosa è quella che desideri più di tutte e qualsiasi parole o gesto che sceglierai sarà così naturale che sentirai di avere la galleria da anni-sorrido e piano piano mi tranquillizzo.
-Grazie Vic,ti voglio bene-mormoro.
-Anch'io ma sbrigati ad arrivare perché Natalie è impazziente di vederti e mi sta facendo irritare-ridacchio.
-Cinque minuti e ci sono-dico.
-Ti conviene-mette giù e io scuoto la testa.
Almeno ho avuto la Vic affettuosa per cinque secondi,i migliori di sempre.
In realtà sono fortunata ad averla come migliore amica,può essere fredda quanto vuole ma quel settembre di cinque anni fa,quando sono tornata a casa dopo essere stata in clinica non la smetteva di piangere.
Mi ha stretto forte in un abbraccio,mentre tremava e io l'ho stretta a me mentre Hen scattava qualche foto di nascosto.
Insomma sarò sempre grata a loro di essere ancora con me.
Durante il tragitto ascolto 'Chihiro' e 'Birds of a feather' e quando arrivo davanti alla galleria solo la persona più rilassata di tutto il mondo.
Parcheggio con manovre abbastanza discutibili e mi affretto a scendere.
I miei tacchi risuonano sull'asfalto mentre mi dirigo verso il gruppo di persone tra cui intravedo Vic che mi guarda con occhi sgranati.
"Che c'è?Ho qualcosa in faccia?"chiedo preoccupata.
"Signorinella"sento la voce di mia madre tuonare e sussulto,mi giro verso di lei e la vedo con le mani sui fianchi.
"Chi ti ha insegnato a guidare?Un orangotango?"chiede arrabbiata.
"Un orangotango parcheggerebbe molto meglio"sento mormorare Natalie.
"Non ci vediamo da mesi e la prima cosa che dici al tuo capo è questa?"chiedo incrociando le braccia.
Lei mi guarda in silenzio e dopo poco scoppiamo a ridere.
"Ciao Nat"dico mentre l'abbraccio.
"Mi sei mancata tanto"ammette mentre ricambia l'abbraccio.
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Come out and play
RomanceMya dopo un'infanzia travagliata cambia città e vita trasferendosi a Los Angeles,e incominciando a nutrire un certo interesse per la sua vicina di casa
