"Ma come mangi"dico ad Ares mentre gli pulisco la bocca,lui sbuffa e mi fa la linguaccia.
"Molto maturo sul serio".
"Si vede che è tuo fratello"dice Vic.
"Amore fai la brava"la riprende Jonathan e io ridacchio.
Hen si avvicina a Ares e gli taglia a pezzetti piccoli la carne.
"Adesso non dovresti sporcarti"gli dice lui.
"Guardate un attimo da questa parte"dice Zoe,ci mettiamo in posa e ci scatta una foto prima di sparire di nuovo con la macchina fotografica.
"Sai saresti un ottimo genitore"dice Billie seduta al mio fianco.
"Forse tra qualche anno"dice lui.
"O forse mai"mormora Alan e Hen lo guarda di traverso.
"Scusa tesoro ma molto probabilmente nostro figlio lo dimenticheremo al parco"scoppio a ridere seguita da Vic.
"No tu lo dimenticheresti al parco,io sarei super attendo"lo corregge Hen.
"Ha ragione"dice Billie.
"Sono sicuro che nemmeno tu saresti così brava"le dice Alan.
"Almeno ci proverei,di sicuro non mi metterei a giocare a football con lui"gli dice Billie e io ridacchio.
"Anche perché sei pessima in ogni sport"le dico io e tutti scoppiano a ridere.
"Non è un mio problema se ho l'asma".
"Ma se una volta mi hai rincorso per tutta casa con un cuscino e sembravi molto in forma".
"Perché lì te lo meritavi".
"Perché sei una scema"lei si porta una mano al cuore e mi guarda con un'espressione ferita e io ridacchio.
"Di sicuro non l'hai colpita abbastanza forte"dice Ares.
"Sei proprio cattivo lo sai"gli dico io mentre Billie ride.
"Si forse avrei dovuto"dice lei io scuoto la testa.
Qualche secondo dopo,quando ognuno al tavolo è preso dalle loro cose,Billie si avvicina al mio orecchio.
"E comunque avevo molto fiato anche per un'altra cosa"mi sussurra all'orecchio,le sue labbra sfiorano il mio lobo e io rabbrividisco,sia per il contatto che per le parole.
"Si,me lo ricordo molto bene"sussurro a mia volto a pochi centimetri da lei.
Sul suo viso compare un sorrisetto che mi fa saltare un battito e lancia uno sguardo alle mie labbra.
Dietro di lei vedo mia madre avvicinarsi al nostro tavolo.
"Camille"dice Vic alzandosi.
"Volevo farti gli auguri per la gravidanza da tutta la serata ma eri sempre circondata da persone"le dice abbracciandola.
"Grazie tesoro"dice mia madre e poi si alzano anche gli altri per farle gli auguri.
"Mya,tra poco devi fare il discorso"mi avvisa.
"Va bene,allora vado un attimo in bagno"mi alzo e mi dirigo verso il bagno.
Mi lavo le mani e faccio un sospiro sistemandomi allo specchio,la porta di apre e mi giro.
"Ei"dico a Billie che mi sorride.
"C'è una cosa che non capisco"dice lei avvicinandosi al lavandino.
Aggrotto le sopracciglia e sorrido.
"Che cosa?".
"Non ho più visto Renè da quando siamo arrivate"dice lei e io resto qualche secondo in silenzio.
"È andata via prima della cerimonia".
"Pensavo che ne avreste parlato dopo il matrimonio".
"Lei ha voluto farlo prima"dico soltanto.
"Stai bene?".
"Si,forse è la prima volta in cinque anni che sto bene e che sono felice per una delle sue scelte"lei mi sorride e mi accarezza la mano.
"Per quanto potrà essere strano mi dispiace"dice sinceramente e io le credo.
"Anche a me,ma sapevo che non era destino,non lo è mai stato"ammetto con un pòdi dispiacere.
"E che cos'è destino?"mi chiede lei facendomi distogliere dai miei pensieri.
I suoi occhi azzurri scattano sul mio volto e poi sulla collana con al rosa al collo,sorride e abbassa la testa.
Resto a guardarla per qualche secondo,i lunghi capelli marroni scuro le ricadono sul viso e la camicia bianca cade sul suo corpo oltre i suoi bacino.
È bellissima.
"È destino che Ares sia così spiritoso"dico cercando di distrarmi,lei scoppia a ridere e la seguo anche io.
"Senza di lui sarebbe noioso".
"Lo so,sono grata di essere sua sorella"dico e lei sorride.
Mi stacco dal lavandino e mi metto davanti a lei,Billie alza lo sguardo e mi sorride.
"E sono anche grata di averti conosciuto"mormoro giocando con le dita della sua mano destra.
Il suo sorriso si allarga e poggia la fronte sulla mia.
"Sai che sei bellissima"mi lascio sfuggire non riuscendo più a tenerlo per me.
Sorride ampiamente e si morde il labbro.
"Tu sei meravigliosa"dice lei facendo battere forte il mio cuore.
Restiamo in silenzio per svariati minuti e poi mi ricordo che ho un discorso da fare.
"Bil"sissurro.
"Mh".
"Devo tornare di là"lei annuisce,mi afferra la mano e mi riporta nella sala.
Mi lascia un bacio sulla guancia e torna a sedersi facendomi sorridere.
Una volta che mi sono accertata di avere l'attenzione di tutti mi schiarisco la gola e mi metto al centro della sala.
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Come out and play
عاطفيةMya dopo un'infanzia travagliata cambia città e vita trasferendosi a Los Angeles,e incominciando a nutrire un certo interesse per la sua vicina di casa
