-love,love,love-

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Ho avuto poche relazioni nella vita,così poche che posso contarle sulle punta delle mie dita,ma nessuna di queste ha avuto giorni silenziosi come tra me e Billie adesso.
Billie é partita per il tour tre settimane fa senza lasciarmi un biglietto o un messaggio e io alla fine non sono andata alla visita.
Martha non mi ha chiesto il perché,ha lasciato correre,come se sapesse il perché o forse perché nemmeno lei era sicura di questa visita come Billie.
Non ce l'ho con lei,o meglio non del tutto,se lei non se ne fosse andata in silenzio io non
mi sarei chiusa nella mia galleria,se lei mi avesse parlato allora ci sarei andata.
É come se inconsciamente mi abbia fermato o mi abbia fatto ignorare le quattro di quel pomeriggio.
Un po' ci sono rimasta male quando mi sono svegliata,la mattina della sua partenza,e non ho trovato un bigliettino sul suo cuscino o sul mio comodino.
Non aveva mai fatto così,nonostante le piccole litigate lei mi faceva sempre capire che c'era un dopo,mentre adesso no.
Ha lasciato solo silenzio e sia di persona che al telefono,le poche volte che l'ho chiamata partiva la segreteria telefonica o mi rispondeva sempre Maggie.

Più volte la donna mi ha chiesto se fosse tutto a posto tra di noi e io rispondevo sempre di sì,poi mettevo giù e scoppiavo a piangere.
Poi una settimana fa anche Vic ha partorito,una bellissima bambina che hanno voluto chiamare Abigail,come la madre di Jonathan venuta a mancare quando lui era solo un ragazzino.
Il suo parto é stata una bellissima distrazione,sono rimasta in ospedale tutto il tempo necessario e ogni giorno mi sveglio,mi preparo,passo la mattina in galleria e poi corro a casa di Vic e Jonathan fino alla sera.
Lei é felice di avermi intorno perché le do una grossa mano ma so che ha captato qualcosa e lo
posso capire dal modo in cui rimane a fissarmi.
Forse é colpa delle mie occhiaie o dal mio viso un po' dimagrito a causa del mio saltare pasti,ma non mi dice mai nulla nemmeno quando preferisco cullare la bimba e lasciare la mia migliore amica mangiare da sola.
Pensandoci bene io non mi accorgo nemmeno dei mie comportamenti,mi sento come una spettatrice,che guarda la propria vita seduta su una di quelle comodissime sedie del cinema di velluto rosso.
Solo che invece di divertirsi si sta distruggendo di nuovo da sola,trascurando se stessa e dandosi la colpa di qualcosa che forse desidera troppo.

La sveglia suona,come ogni mattina,e io mi alzo subito,non avendo dormito molto nemmeno stanotte.
Accarezzo Atena ai piedi del mio letto e aspetto che i suoi cuccioli mi investono come ogni sempre.
Rimango con loro per parecchi minuti,osservandoli e sorridendo del fatto che sono cresciuti un sacco.
Come prima cosa mi dirigo in bagno,mi faccio una bella doccia e quando esco evito di guardarmi allo specchio.
Mi asciugo i capelli un po' assonnata e poi li lego in una coda alta,guardo il lavello in bagno anzi l'anello sopra di esso e me lo metto accarezzando la pietra sopra al metallo.
Mentre scendo in cucina mi fermo davanti al calendario,sul mese di marzo sono segnate tutte le date del tour,come per gli altri mesi,e a causa di tutto quello che è successo mi rendo solo conto ora che Billie é libera da una settimana.
Un'altra fitta mi colpisce il cuore,sarebbe corsa subito a casa per stare con me e invece adesso non c'è.
Con la mente altrove do ai gatti da mangiare e poi mi preparo un caffè,butto nel cestino le rose ormai secche che mi aveva regalato Billie,senza metterle da parte come ho sempre fatto con i suoi fiori.

Mi metto un maglione beige e dei jeans neri,recupero la borsa e poi esco di casa,con solo il rumore dei miei tacchi e dei miei pensieri nell'aria.
Il mio telefono vibra e mi fermo in mezzo al vialetto per vedere chi è.
Non é Billie ma Vic.
-Vieni da me?-
Recita il messaggio.
-Vengo nel pomeriggio,adesso vado alla
galleria-.
Aggrotto le sopracciglia stranita,lei sa che vado da lei sono nel pomeriggio e a volte penso che non sia nemmeno così tanto felice di vedermi.
Allora perché adesso mi chiede di andare da lei di prima mattina?.
-Abigail non la smette di piangere e io ho bisogno di farmi una doccia e dormire per un po',non te lo chiederei se non fosse urgente-.
Sospiro e salgo in auto,prima di partire però chiamo Nat avvisandola che oggi non ci sarei stata alla galleria.
Dopo pochi minuti parcheggio l'auto davanti a casa della mia migliore amica e mi stranisco notando anche la macchina di Hen nel vialetto.
Una volta dentro mi tolgo le scarpe e lascio la borsa nell'uscio ma mi fermo subito quando noto un paio di scarpe che io conosco bene.
"Non dire nulla e vieni in salotto"mi dice Vic appena scende le scale.
"Cosa?"chiedo spaesata"Dove la bimba?".
"Non ti preoccupare,l'ho messa a dormire,forza vieni"mi dice camminando verso il
suo enorme salotto.

Con il cuore che batte forte la seguo e quando giro l'angola la vedo.
É seduta a uno degli sgabelli dell'isola con o suoi lunghi capelli e una maglia azzurra.
Appena mi vede noto il suo viso stanco e abbassa subito lo sguardo.
"Cosa succede?"sussurro a Vic.
"Adesso voi due la smettete con questo silenzio e parlate perché mi sono rotta di vederti di nuovo così"mi sussurra arrabbiata.
"Così come scusa?"chiedo non capendo.
"Come sei anni fa"rimango in silenzio mentre la guardo negli occhi che traspirano preoccupazione e tristezza.
Una mano mi sfiora il braccio e incrocio pure gli occhi di Hen.
"Mya parlare perfavore"mi supplica accarezzandomi la stoffa del maglione e posso sentire il suo calore attraverso la lana.
Guardo Billie che si muove lentamente sulla dieta girevole sempre dandoci le spalle,come se volesse lasciarci privacy e sospiro.
"Noi andiamo di sopra,per qualsiasi cosa vieni da noi...anche se dovesse finire nel modo in cui nessuna delle due vuole"mi dice Vic e io annuisco continuando a guardare la sagoma di Billie.

I ragazzi si allontanano e io mi prendo qualche secondo per raccogliere tutte le mie idee,ma il desiderio di annegare di nuovo in quegli occhi azzurri me lo impedisce quindi prendo un respiro e mi siedo vicino a lei.
Con le dita gioca con un fazzoletto malconcio e io fisso il pezzo di carta sperando che esso mi dia le risposte a tutte le domande che ho,o forse solo una.
I minuti passano e il ticchettio dell'orologio diventa così fastidioso che incomincio ad innervosirmi.
Così senza pensarci faccio la domanda sperando di non avere una risposta positiva.
"É finita tra di noi Billie?"la voce,che doveva uscirmi forte e senza incertezza,esce in un sussurro e quasi incrinata.
Si gira di scatto verso di me,facendomi quasi spaventare,e molla il fazzoletto lì dov'é.
"Non dirlo mai più Mya"lo dice con voce ferma e che quasi mi pento della domanda fatta.
Rimango a fissare i suoi occhi,stanchi e piedi di sensi di colpa,e rimango in silenzio sapendo che avrebbe parlato da lì a poco.

"Lo so che ho sbagliato a dirti quella cosa quel pomeriggio,ho sbagliaro ad andarmene senza un biglietto,a non chiamarti,a non venire da te appena tornata dal tour e in generale a non parlarti ma avevo paura-ammette mettendo da parte l'orgoglio-anzi ho paura di non essere all'altezza di fare la madre perché io in primis non so come sto ogni giorno che vivo,ne ho passare tante e non voglio che capiti ai nostri figli per nessuna ragione al mondo e no non so pronta adesso.
Perché si siamo giovani ma so che ho ancora tanto da lavorare su me stessa e so che il tuo intendo non é quello di obbligarmi a diventare madre ma so anche che per te é uno strazio perché non sai se potrai mai dare vita ad un essere umano,non potrò capirti fino infondo ma potrò starti accanto ogni singolo giorno.
Non so ancora come comportarmi con te cosa dirti su questo perché é un argomento delicato ma sto imparando dal mio errore e sto cercando di rimediare adesso,e ammetto anche di non aver avuto le palle di venire a casa nostra ma
so anche che tu non mi avresti voluta vedere all'inizio quindi si ho preferito farti un'imboscata qua.
Ti amo Mya e no non é finita tra di noi e mi dispiace veramente se tu l'hai pensato,non era quello il mio intento ma non sapevo cosa dire quindi ho preferito tacere sbagliando,perché lo so,ma ti prometto che la prossima volta sarò più pronta e non scapperò come una codarda"conclude con gli occhi lucidi e io rimango in silenzio.

"Ho avuto paura mercoledì,ma sono contenta di non esserci andata,probabilmente Martha mi avrebbe dato una notizia negativa"sussurro,non c'è bisogno che io la ringrazi per il discorso,lo sa che ha significato molto per me.
Il suo sguardo si addolcisce e quando poggia la mano sulla mia noto il suo anello all'anulare e sospiro sentendo le lacrime uscire dai miei occhi.
Alzo lo sguardo e inclino la testa verso sinistra mentre il mio labbro inferiore trema.
"Possiamo prometterci che non accadrà mai più una cosa così?"chiedo con la voce rotta.
Lei mi attira a sé e io poggio la testa sulla sua spalla lasciandomi andare ai singhiozzi.
"Te lo prometto Mya"dice mentre mi accarezza la
schiena e tira su con il naso.
"Te lo prometto"ripete e io annuisco chiudendo gli occhi e stringendola a me.
Camille una volta mi disse che nonostante l'amore tra due persona possa essere forte a volte c'è bisogno di un periodo di silenzio per capire quello che é giusto e quello che é sbagliato e per ritrovarsi più consapevoli.
Molto probabilmente l'ho capito solo adesso,tra le sue braccia mentre piano piano mi dimenticavo dei giorni silenziosi passati in quella casa enorme che custodisce tanto di noi.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Sep 29, 2025 ⏰

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