!Sono tornata,spero per il tempo necessario che mi serve per finire la storia,scusate per l'assenza e per il capitolo abbastanza corto,ma la scuola ha prosciugato la mia fantasia e all fine il
bel capitolo che volevo scrivere è andato a farsi una vacanza,ma spero che vi piaccia lo stesso!.
-e
Il cruscotto della Range Rover segna le 4:35
mentre entro nel vialetto di casa e spengo l'auto.
Non esco subito dal veicolo,rimango a fissare l'enorme porta del garage bianca,senza pensare a nulla in particolare.
Insomma a cosa dovrei pensare dopo quello che è successo?.
Sposto lo sguardo sulla casa e la luce del salotto é accesa,avevo detto a Billie di non rimanere sveglia.
Sfrego le mani sul mio viso nonostante il mascara e mi slego i capelli che avevo legato precedentemente,a causa del sudore.
Rigiro un paio di volte l'anello attorno all'anulare mentre i ricordi di poche ore fa si susseguono nella mia testa,come se al fondo della mia testa ci fosse un video proiettore e io stessi guardando un film.
Voglio entrare in casa per vedere Billie,ma al tempo stesso non voglio perché so che scoppierei a piangere,di nuovo.
Voglio farmi una bella doccia per rilassarmi,ma non ne ho le forze.
Voglio dormire ma se chiudessi gli occhi la mia mente penserebbe senza fermarsi.
Quindi rimango in auto fino a quando,forse minuti dopo o forse ore,non ne sono sicura,la
porta di casa si apre e Billie,stringendosi nella sua felpa a causa del freddo di febbraio,raggiunge la mia auto.
Vorrei correrle incontro e sprofondare tra le sue braccia,dove mi sento protetta,ma non ci riesco.
Rimango solo a fissare il portone del
garage anche quando lei sale in auto e si sfrega le mani per scaldarle.
Rimaniamo in silenzio,io perché sono troppo stanca e lei perché sa che ho bisogno di questo.
Lei sa sempre quello di cui ho bisogno,l'ha sempre saputo ed è per questo che,in parte,la amo.
Non le ho mai chiesto di ricordarsi che il silenzio mi aiuta dopo una brutta giornata,o che il gelato mi tira sempre su di morale.
Nemmeno il fatto che fare lunghi bagni mi rilassa o che,il calore di un abbraccio mi fa sentire protetta.
E neppure lo sfiorarsi di una mano,che incendia il mio cuore e fa tacere la mia mente.
Lei lo sa e basta,come se fosse stata creata per questo,per capirmi.
Infatti le basta prendere la mia mano per attirare la mia attenzione su di lei.
É stanca,glielo leggo negli occhi che sono un po' arrossati,scommetto che anche lei era in ansia,ma lo stesso mi sorride lievemente facendo brillare il suo volto.
Mi scruta il viso,mi sta studiando,vuole capire quanto sto ancora male e penso che lo possa intuire dai miei occhi gonfi e il mio labbro distrutto.
O dai miei capelli spettinati e il mascara non più sulle ciglia ma attorno ai miei occhi.
"Come stai?"mi chiede infine,con la sua voce dolce e premurosa.
Strano che lo chieda a me,ma sono così esausta che le rispondo lo stesso.
"Bene,un po' stanca"mormoro accarezzando con il pollice il dorso della sua mano per tranquillizzarla.
Osserva le mie dita e poi di nuovo i miei occhi.
"Se entri in casa ottieni una vaschetta di gelato e tante coccole"mi propone e mi scappa un piccolo sorriso che a lei non sfugge.
A lei non sfugge mai nulla.
"Posso entrare tra cinque minuti?"le chiedo,anche se effettivamente non devo avere il
suo permesso.
"Certo Mimi,quando vuoi"mi rassicura e io annuisco mentre mi sporgo verso di lei,il suo braccio sinistro mi circonda le spalle,mentre poggio la testa sulla sua spalla e le nostre mani destre rimangono intrecciate.
Mi accarezza dolcemente i capelli,le sue dita passano tra le ciocche con calma,forse cercando di districare i nodi e a intervalli irregolari mi bacia la fronte.
Io rimango a fissare ancora una volta la porta del garage,forse questa volta tirando un sospiro di sollievo,perché solo adesso che sono con lei sono in parte consapevole che sia tutto finito.
Lei sta bene,ha bisogno solo di riposare.
Mi ripeto come un mantra per tutto il
tempo che rimaniamo sedute sui sedili della mia auto.
Quelle parole sono l'unica cosa che regolano il mio respiro e non fanno uscire lacrime dai miei occhi.
Quindi le ripeto,mentre siamo sedute in auto,mentre le nostre mani si sciolgono e io mi allontano da lei per scendere dall'auto,mentre attraversiamo il vialetto di nuovo con le mani intrecciate e mentre entriamo in casa.
Le ripeto anche anche quando mi tolgo la giacca e mi accovaccio per accarezzare i due cani e la gatta con i suoi cuccioli che la seguono ovunque.
Forse smetto solo quando mi siedo sul ripiano della cucina,con la vaschetta del gelato in mano,e Billie che mi accarezza con calma la coscia fasciata dai jeans mentre è seduta sullo sgabello.
O forse smetto quando mi strucco con lentezza guardandomi allo specchio o forse quando mi
lavo con Billie e le sue braccia mi stringono a sé e i nostri corpi cercano a vicenda un po' di calore e di amore.
Ma so per certo che quando ci infiliamo nel letto,insieme,sto meglio di prima.
Non bene,solo meglio.
Ho la gamba appoggiata suo fianco,le sue dita mi accarezzano il tessuto dei pantaloni del pigiama con dolcezza,e le nostre fronti si sfiorano.
"Hai sonno?"mi chiede lei,mentre io cerco di scorgere i suoi occhi al buio.
"Un po'"mormoro sospirando.
Lei fa scivolare il suo corpo verso al mio fino a quando non sono attaccati.
"Dormi amore"bisbiglia baciandomi la fronte,ma io rimango immobile con gli occhi spalancati.
Non ci riesco.
"Amore"mi richiama lei ma io non dico nulla e non mi muovo.
La sua mano affonda tra i miei capelli e le sue dita scorrono fra di essi.
"Mya parlami ti prego"mormora lei e sento la sua preoccupazione dalla sua voce e dal suo tocco.
"Non posso chiudere gli occhi"dico con voce ferma.
"Ogni volta che lo faccio,anche per qualche secondo,rivedo l'ospedale e rivivo le ore prima"ammetto con voce tramante.
"Io ho paura"mormoro sentendo le lacrime solcarmi le guance.
"Ei Mimi"Billie mi prende delicatamente il viso e mi guarda negli occhi.
"Camille sta bene,ha solo bisogno di riposare ma non l'hai persa,hai ancora la tua mamma"scoppio a piangere,forse perché sono sollevata o perché è uno dei miei modi per scaricare l'ansia,e Billie mi stringe a se.
Qualche ora fa Luke ci chiamò dicendoci che Camille era in travaglio,così tutti abbiamo raggiunto l'ospedale ansiosi di vedere lei e il bimbo o la bimba.
Non ci lasciarono nemmeno il tempo di salutare Camille dopo il parto,perdeva troppo sangue e non riuscivano a fermare l'emorragia.
Mi era rimasta solo mia madre,non potevo perderla.
Così sono andata in ansia e ho avuto un attacco di panico dopo mesi,é stato spaventoso ma Luke,nonostante la sua paura per sua moglie,mi ha stretto a lui e mi ha aiutato a respirare.
Billie non lo sa,l'ho chiamata dopo dicendole che Camille non è stata bene e stavano facendo di tutto per salvarla.
Inutile dire che voleva venire in ospedale,ma per il sua sicurezza e per non farla preoccupare,le ho detto che si sarebbe sistemato tutto e così è stato.
Un'ora dopo la chiamata con Billie una dottoressa é venuta ad avvisarci che mia madre stava bene e potevamo salutare la bimba.
Una sorellina.
Io e Luke siamo stati i primi ad entrare,mia madre dormiva serenamente,ma una piccola manina si agitava in aria.
Ci siamo avvicinati alla culla e ho visto la bimba,con gli occhi marroni come mia madre e i capelli biondi come Luke,più bella di tutto il mondo.
L'ho lasciata prenderti prima a Luke,che l'ha stretta a se ed è rimasto così per qualche minuto,forse perché aveva paura di non poterla vedere o forse perché era solo sollevato.
Poi è toccato a me,mentre la cullavo mi ha guardato con quegli occhioni marroni e ho rivisto mia madre.
Non l'ho lasciata un secondo,non volevo e non potevo anche perché si era aggrappata alla mia maglia come se fosse la sua salvezza.
Gli altri l'hanno solo salutata dalle mie braccia e poi stanchi ma felice sarebbero ritornati la mattina dopo per vedere Camille.
É stato spaventoso,dopo che mio padre se n'era andato mi era rimasta solo lei e se qualcosa fosse andato storto la scorsa notte avrei perso il mio tutto.
Mi è sempre stata affianco sin da quando ero piccola e più che una madre mi ha fatto anche da sorella.
Ci siamo raccontate tutto e non ci siamo mai mentite.
Non volevo smettere di vederla sull'uscio della porta ogni volta che andavo a trovarla,non volevo che smettesse di fare i biscotti alle undici di sere,non volevo che Luke perdesse sua moglie e Maggie la sua migliore amica.
La volevo con me,la voglio con me per sempre.
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Come out and play
RomanceMya dopo un'infanzia travagliata cambia città e vita trasferendosi a Los Angeles,e incominciando a nutrire un certo interesse per la sua vicina di casa
