Bea ha una passione: l'hockey. Dopo essere stata infortunata, il suo unico obiettivo è riprendere da dove aveva lasciato e ottenere la qualificazione nella nazionale femminile di hockey. Killian è il nuovo arrivato, distaccato, freddo e... irresisti...
ME: Sto andando a portare gli esiti del dottore alla coach. Sono ufficialmente guarita. Stasera da Garl's offro io.
ME: Non montarti, non è un appuntamento.
KILLIAN: Che ragazzaccia :P
ME: Inquietante.
KILLIAN: 😑
Osservo la coach che studia i fogli come se fossero stati manomessi o falsificati in qualche modo. È da più o meno dieci minuti che minuziosamente legge e... e continua a leggere.
A me era bastato solo vedere 'Positiva alle visite mediche. In grado di riprendere l'attività fisica.' Per rassicurare la mia ansia e non far caso al senso di pressione che provo ora.
Nervosamente gioco con le mie mani. Ogni tanto le strascino sul pantalone di jeans che ho indossato. Dai. Quanto le ci vuole ancora per dirmi: «Bea, bentornata nella squadra» ?
Passa ancora qualche minuto, prima che la coach Welson posa i fogli sulla sua scrivania e alza lo sguardo a me. «Bene, ad essere sincera, non mi aspettavo che in solo un mese saresti guarita del tutto.» Nemmeno io, ma è quello che dicono le carte e il dottore.
«Sono pronta...»
«Bea.» Oh, no, non mi piace proprio il tono di voce usato. «Io penso che data la tua situazione, sia bene prima recuperare anche a livello sportivo.»
«Che significa?» Domando confusamente in panico. Il cuore continua a battermi in petto come un martello pneumatico pronto a uccidermi.
«Non sarai convocata per le prossime partite. Almeno, non finché non vedrò dei miglioramenti durante gli allenamenti.»
No... «Coach...»
«Ti allenerai con la squadra, è già un passo avanti, che sai, dato un intervento del genere, non avrei tollerato per le altre ragazze.»
Cosa me ne faccio degli allenamenti? Ho bisogno di giocare! Specialmente ora che gli osservatori delle nazionali stanno guardando ognuna di noi con una lente d'ingrandimento minuziosa. «So qual è il tuo obiettivo e fidati, se ci fosse stata qualcun altro al posto mio, ti avrebbe rimessa in pista già dopo la tac positiva. Ma come sai, agisco per il vostro bene.» Sì, certo. «La mia responsabilità è assicurarmi che ognuna di voi stia bene.» E io sto bene!
«La comprendo, coach, ma...»
«Ma niente, Bea. La mia decisione è questa.»
Stringo la presa sul pantalone. Sento l'ansia percorrere quel briciolo di autostima che mi è rimasta, facendola a pezzi. «Q-quando posso ritornare in pista? Non c'è una data?»
«Al momento no. Valuterò e prenderò le mie decisioni durante gli allenamenti.»
Lascio la presa sui pantaloni. Devo andare subito via. Sto per avere un crollo e non posso qui. Non di fronte a lei.
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