KILLIAN
BEA: Domanda del giorno: Qual è stato il momento più imbarazzante che hai avuto alle superiori?
ME: Al mattino non so se avere più paura delle tue domande ambigue o del coach che dopo due ore di allenamenti, ci sta facendo allenare in sala pesi.
BEA: Opta per la seconda. Le mie domande non sono ambigue.
ME: Lia, la mia ex, all'ultimo anno di superiori ha gridato davanti a tutti che io l'avessi messa incinta e poi obbligata ad abortire. È stato imbarazzante e mi sono dovuto sorbire tre giorni di un corso sull'educazione sessuale, soltanto perché nessuno mi ha creduto quando ho tentato di dir loro che la mia ex si era inventata tutto di sana pianta.
BEA: Ti è andata anche bene. Lo scorso anno, il movimento pro-vita, ha mandato al patibolo Iryna della squadra di pallavolo perché ha deciso di abortire.
BEA: E comunque non sapevo che avessi avuto una ex...
ME: Solo parlare di Lia mi provoca un mal di testa assurdo.
BEA: Be', qui stai scrivendo. Ero solo curiosa di sapere se la mia vita fosse in serio pericolo o meno.
ME: Tu, invece? Cosa hai fatto alle superiori di così osceno?
Il cellulare mi squilla, rispondo subito, fermando le gambe e lasciando che i pesi della leg press, scendano.
«Allora?»
«Okay, faccio prima a dirlo qui. Non prendermi per pazza. È la cosa più imbarazzante che mi sia mai successa.» Sorrido e lascio che lei racconti: «Alle superiori mi frequentavo con questo ragazzo, Sean si chiamava. Era il mio primo vero ragazzo. Intendo, la mia prima vera frequentazione. Lui era molto più grande di me. Del tipo che io ero al primo anno e lui era al suo penultimo.» Si ferma, poi continua: «E sai come funziona quando una ragazza cerca le attenzioni di un ragazzo molto più grande, no?»
«Del tipo che volevi mostrarti più matura?»
«Esatto.»
«Che hai combinato?» Domando, facendo segno a Jack di non avvicinarsi, visto che sta mimando davanti a tutti, cose oscene.
«Un giorno ho rubato a mia madre dell'intimo sexy. Siccome lui era un giocatore di football, ogni volta mi stressava su quanto odiasse fare la doccia con gli altri e quindi preferiva aspettare che se ne andassero tutti. Così decisi di fargli una sorpresa.»
Rido tra i denti, passandomi una mano in faccia. «Non dirmelo.»
«Sono entrata negli spogliatoi maschili con solo addosso l'intimo e lui era lì, con tutti i membri della sua squadra, più il coach, che stavano avendo una riunione straordinaria.»
«Bee...»
«La cosa più imbarazzante è che mi ero scritta con un rossetto rosso, anche il suo nome sul seno.»
Scoppio a ridere. «Che stronzo fortunato.»
«Che c'è? Vuoi per caso che mi scriva anche il tuo di nome?»
«Forse.»
«Dio, non usare quella tonalità di voce. Sono a lezione...»
Mi sistemo bene sullo schienale della panca, cercando di non far accorgere gli altri di quanto sia duro il mio uccello in questo momento. Solo al pensiero di lei, sul sedile posteriore della mia non-macchina, e le sue mani tra i miei capelli mentre gridava il mio nome... cazzo... «Che ne dici se ti passo a prendere più tardi?»
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THE PUCK PROMISE
RomanceBea ha una passione: l'hockey. Dopo essere stata infortunata, il suo unico obiettivo è riprendere da dove aveva lasciato e ottenere la qualificazione nella nazionale femminile di hockey. Killian è il nuovo arrivato, distaccato, freddo e... irresisti...
