69. TIPO UN CONIGLIO IN PRIMAVERA

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BEA


NOTE AUTRICE: IN QUESTO CAPITOLO SONO PRESENTI SCENE DI SESSO E LINGUAGGIO SCURRILE. I PROTAGONISTI DELLA STORIA COME MOLTE VOLTE CITATO, SONO ENTRAMBI MAGGIORENNI E CONSENZIENTI. NON È PRESENTE NESSUNA VIOLAZIONE DELLE NORME DI WATTPAD, PERTANTO, SE SIETE MOLTO SENSIBILI O NON AVETE PIACERE DI LEGGERE SCENE O ATTI SESSUALI, VI PREGO DI SCORRERE. INOLTRE, CI TENGO A FAR SAPERE CHE L'AGGIUNTA DI QUESTE SCENE, È PENSATA PER DARVI E FARVI LEGGERE UN PRODOTTO CHE PIÙ SI AVVICINA ALLA REALTÀ E ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI.


«Quella stronza è stata ripescata dalla Nazionale Americana anche quest'anno. Ci credi?» Faccio irritata, giocherellando con la schiuma nella vasca da bagno, mentre Killian mi bacia lentamente la spalla.

«È forte, ci avrei scommesso qualsiasi cosa», farfuglia tra un bacio e l'altro. 100% è difettato. Non può averlo detto.

Mi acciglio confusamente irritata, e poi mi volto con sguardo assassino verso il mio ragazzo. «Scusami?»

Lui si stacca e fa la sua classica e irritante scrollata di spalle. «È solo la verità. Nel primo e secondo tempo vi ha dato filo da torcere. Se non fossi entrata tu, Clarissa non avrebbe mai segnato.»

Tutto sommato non ha tutti i torti.

In qualche modo mi sento sollevata, però. Sicuramente gli osservatori avranno visto che la sottoscritta, non è altri che la Kryptonite di quella stronza di Natalie.

Dovranno per forza prendermi in squadra, se vogliono anche solo avere una chance di battere l'America al torneo Quattro Nazioni o di vincere il Mondiale femminile di hockey sul ghiaccio.

Gli concedo di chiamarmi Superwoman.

«La cosa ti rende felice?» Mi domanda Kill.

Annuisco. «Sì, nonostante il trambusto iniziale, penso di aver giocato un'ottima partita ed essermi fatta notare dagli osservatori.»

Lui si sistema bene nella vasca, schiarendosi la voce quando dice: «Non è poi così tanto importante il parere degli altri, sai?»

«Parla per te», replico divertita, girandomi totalmente verso di lui, da averlo ora di fronte. Gli poso una mano sul petto. «È un pensiero abbastanza assurdo, ma se non dovessi entrare nella Nazionale, che faccio? È tutto quello che ho sempre desiderato.»

«Hai un Mondo di altre cose da fare e tanti altri sogni da realizzare», spiega Killian dolcemente.

«A te non piace il mio sogno.»

Aggrotta la fronte leggermente. «Perché pensi questo?»

«Be', non so, sembra che vorresti che desiderassi altro in questo momento.»

«È solo che non voglio che ti focalizzi troppo su una cosa che potrebbe anche non realizzarsi. Io sono realista, Bee.»

Alzo gli occhi al cielo. «Sì, lo so.» Realista, pessimista, talvolta e raramente ottimista, ma soprattuto inespressivo. Se non fossimo una coppia, sicuramente si sarebbe limitato ai gesti. Ma è questo che apprezzo di lui, che ogni volta mi riporta alla realtà.

«Non voglio che pensi che i tuoi sogni non siano importanti per me.»

«Perché lo sono?»

«Certo!» Esclama serio. «Lascerei l'hockey se me lo chiedessi o se servirebbe a farti realizzare anche solo uno dei tuoi sogni.»

THE PUCK PROMISELa tua prossima ossessione. Scoprilo ora