KILLIAN
Perché penso di essere innamorato di te, Bea.
Dillo, Kill. Avanti. Non è troppo presto. Lei capirà. Ti dirà che ti ama.
O forse scapperà. Ha precisato che non vuole correre.
Dillo.
«Perché...»
«Sai, ho un po' di paura», mormora Bea, da sopra il mio petto. È poggiata sul mio torso con il mento sulle mani e i suoi occhi blu mi guardano teneri, mentre le mie dita giocherellano con una ciocca dei suoi capelli.
«Paura di cosa?»
«Ritornare a casa da sola, sorbirmi i miei e spiegargli la relazione che abbiamo... Non lo so, ma provo ansia nel sapere che l'attenzione di tutti sarà rivolta verso me.»
Resto in silenzio, non sapendo cosa dirle, quando se ne esce: «Kill?»
«Sì?»
«Ti va di trascorrere il natale con me e la mia famiglia?»
La guardo fisso negli occhi per un tempo infinito. Non so precisamente per quanti minuti sono stato in silenzio, ma infine mi esce un: «Sei sicura che andrà bene per loro? Se te lo fossi scordato, mesi fa ero il cattivo ragazzo che ti aveva sbattuta contro la barriera durante una stupida partita benefica.»
Sorride divertita. «Be', posso trasformare un cattivo ragazzo in buono per un fine settimana, non credi?» Mi fa l'occhiolino.
Cristo, amo questa ragazza.
«Perché se hai paura, puoi afferrare la mia mano», dico infine in tono serio. Perché io ti vedo per quello che sei, Bea. Perché so che le tue paure in realtà sono dei mostri che hai dentro.
Perché io ci sarò sempre, piccola. Sempre.
Ma questo non glielo dico. Questo preferisco tenerlo per me.
«Prima a casa mia ho fatto una cosa bruttissima», rivela in tono agitato. Aggrotto la fronte e mi giro, notando la sua preoccupazione. «Non volevo frugare tra la tua roba, ma quel dannato cellulare non smetteva di suonare.» Si blocca e la mia testa ha smesso di funzionare nell'esatto momento che ha collegato tutto: Bea ha letto i messaggi di mia madre. «Kill, stai bene?»
Mi limito solo ad annuire, guardando la strada.
«Non volevo leggere cosa ti scriveva, davvero.»
«Ma lo hai fatto», replico in tono neutro.
Bea appoggia una mano sul mio braccio. «Perché ti scrive quelle cose?» La sua voce è dolce ora, angosciata e le sue dita prendono ad accarezzarmi l'avambraccio, infondendomi rassicurazione.
«Perché non sta bene», mi limito a spiegare.
«Kill...»
«Non è lei in quel momento.» È la sua stramaledetta droga. «A volte scrive delle belle cose.» Mi fa male lo stomaco solo al pensiero. «Tranquilla, conosco lo scopo di quei messaggi. Ma sai perché odio quando le persone tentano in tutti i modi d'illudere?»
Scuote la testa. «No.»
«Perché a volte nell'illusione ci troviamo speranza», spiego. «E infine ci illudiamo. Indipendentemente se lo si odia o meno.» Mi sgrano la voce, fermando la macchina nei parcheggi del centro commerciale.
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THE PUCK PROMISE
RomanceBea ha una passione: l'hockey. Dopo essere stata infortunata, il suo unico obiettivo è riprendere da dove aveva lasciato e ottenere la qualificazione nella nazionale femminile di hockey. Killian è il nuovo arrivato, distaccato, freddo e... irresisti...
