KILLIAN
L'aria fredda del campus mi colpisce in pieno volto, appena esco dall'edificio della dirigenza sportiva. Mi fermo un secondo, inspirando a fondo per riuscire a metabolizzare la cosa.
Come direbbe Peter, «Un passo alla volta». Ed è quello che faccio quando pesco il mio cellulare dalla tasca del pantalone.
ME: Non mi hanno sospeso.
BEA: Meno male.
ME: Lo rifarei altre mille volte, Bee.
ME: Volevo solo che lo sapessi.
BEA: Non dirlo.
ME: Cosa? Che sono innamorato di te e che voglio che diventi la mia ragazza per davvero così da avere una motivazione logica a tutto quello che faccio?
Sorrido al messaggio, ma poi capisco che forse è stata una mossa azzardata scriverle quella cosa. Mi sono ripromesso di non ritornare su quell'argomento, almeno non finché lei avesse avuto le idee chiare e mi avesse comunicato una scelta.
Facendo così mi sembra di averla messa di fronte ad un bivio e non voglio. Non voglio nemmeno dover continuare a restare in bilico però.
BEA: Penso sia meglio affrontare questo discorso di persona.
Leggo il suo messaggio per tre volte consecutive.
Le mie dita si stringono intorno al cellulare, mentre il cuore mi martella in petto. Non so se sia un buon segno o se debba prepararmi a una bella batosta. Bea è sempre stata chiara con me. Niente relazioni serie. Non dovrei nemmeno esserne tanto stravolto, ma prima che la mia testa mi porti a essere insicuro, decido di tagliare la testa al toro e chiamarla.
Nell'udire il primo squillo, me ne pento quasi subito. Ha detto chiaramente che avrebbe voluto parlarne di persona. Allora perché la sto chiamando?
Sto per riagganciare e poi spiegarle che ho sbagliato e mi è partita la chiamata, quando sento: «Kill.»
«Senti, scusa, sono stato impulsivo», la interrompo subito, sputando fuori parole come un missile: «Per un attimo mi sono lasciato trasportare. Non intendevo metterti sotto pressione.»
«Penso di provare qualcosa anche io» Oh. Davvero? «Dove sei?» Chiede poi frettolosa.
«Ai parcheggi della Silverleaf, sono stato da Dunn. Tra l'altro mi ha chiesto...»
«Bee! La macchina!» Strilla spaventata quella che sembra la voce di Madelyn. Huh?
Aggrotto la fronte confuso, sentendo poi il suono di un clacson protrarsi. «Aspetta un attimo, stai guidando?»
«Sì», risponde tranquilla. «Dammi un secondo.» Dio, Bea. Non voglio nemmeno pensare al fatto che abbia letto quei messaggi, mentre è alla guida della sua Tesla. «Calmati, Mad, avevo la precedenza.»
«No, a dire il vero l'aveva quel tipo», borbotta la rossa.
«State scherzando, vero?» Fa la mia ragazza irritata. «Sono una donna, ho sempre la precedenza.» Oddio, chi le ha dato la patente?
Il resto è una discussione accesa su chi ha ragione e chi no, per poi tornare a parlarsi tranquille e a scherzare come se nulla fosse successo. Sospiro. Ragazze. «Kill, ci sei?» mi chiama Bea poco dopo.
«Tutt'orecchi, piccola.»
«Ew, inquietante», commenta Stella.
Alzo gli occhi al cielo.
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THE PUCK PROMISE
RomanceBea ha una passione: l'hockey. Dopo essere stata infortunata, il suo unico obiettivo è riprendere da dove aveva lasciato e ottenere la qualificazione nella nazionale femminile di hockey. Killian è il nuovo arrivato, distaccato, freddo e... irresisti...
