«Ma sei pazzo?» chiedo ridendo.
«No, felice» sorride mettendo in mostra le sue dolci fossette.
«Che giornata eh?» ribatto.
«Fantastica» sorride ancora «Infatti oggi vado a mangiare fuori con la mia ragazza» mette un braccio attorno alle mie spalle mentre usciamo dall'ascensore «Così la giornata sarà perfetta» si ferma davanti alla sua camera.
«Davvero? Fortunata la tua ragazza» dico facendolo ridere.
«Ovvio, ad avere uno come me»
«Mo' non t'allargà» rido «Tu sei fortunato, ho saputo che la tua fidanzata è proprio un amore» si siede sul letto ed io mi metto sulle sue gambe.
«Beh» la sua mano stringe il mio fianco «È simpatica e anche carina, ma un amore proprio no» ride ed io le lascio un colpo dietro al collo.
«Idiota, io sono un amore!» metto un finto broncio.
«Ah perché tu sei la mia ragazza? Me la ricordavo più bella» fa finta di pensarci «Mi accontenterò» ride mentre io lo guardo male.
«Tu non sei un amore» avvicina il suo viso al mio facendo sfiorare i nostri nasi «Sei il mio amore» mi lascia un bacio sulle labbra leggero.
«Sei un ruffiano» dico ad un centimetro dalle sue labbra.
«Forse» sorride prima di far aderire le sue labbra con le mie.
«Lele» urlai.
Nessuna risposta.
«Lelee»
Niente.
«LELEEE!» urlai più forte.
«Si?» rispose dal bagno.
«Ti vuoi muovere? Sei peggio di una donna» lo ammonii. Io ero pronta da ormai venti minuti e lui era chiuso in bagno da almeno un'ora.
«Eccomi» disse aprendo la porta del bagno ed uscendo nella stanza «Mi metto le scarpe, il profumo e sono pronto» aggiunse.
Sbuffai lasciandomi andare sul suo letto.
Avevo deciso di indossare un vestito nero molto semplice, lui aveva una camicia nera e dei jeans dello stesso colore. Più che una cena sembrava stessimo andando ad un funerale data l'eleganza e il colore dei nostri capi.
Afferrai la mia pochette prima di uscire insieme a lui e percorrere il corridoio.
«Quanto sei bella» sussurrò in ascensore lasciandomi un bacio sui capelli.
Intrecciò la mia mano con la sua e ci dirigemmo alla hall insieme.
Gabriele mi aveva spiegato che dato che la maggior parte dei ragazzi domani sarebbero tornati dalle loro famiglie avevano spostato la serata del sabato ad oggi, quindi gli avevo detto di avvisare gli altri che io e Lele non ci saremo stati.
Non mi aspettavo che tutti i ragazzi fossero nella hall così mentre io e Lele cercavamo di uscire mano nella mano non passammo inosservati.
«Elo!» sentì dire da Andreas.
Mi voltai e tenendo la mano di Lele mi avvicinai verso di loro.
Gli sguardi dei ragazzi passarono dai nostri visi alle nostre mani intrecciate.
Rimasi davanti a loro aspettando che qualcuno parlasse.
«Dove andate..» iniziò a parlare Arianna.
«Insieme?» concluse Benedetta tra le braccia di Nick.
«Usciamo» rispondo senza esitazione.
«Siete insieme?» ora è Joshua a parlare.
Girai il mio sguardo verso Lele.
«Si» rispose lui schietto ed io lo affiancai annuendo.
«Grandi ragazzi!» si alzò Joshua e ci abbracciò entrambi «Auguri» sorrise staccandosi.
«Grazie» rispondemmo insieme.
«Auguri»
«Sono felice per voi»
Era tutto ciò che continuavano a dirci i ragazzi.
«Non vogliamo che si sappia in giro» ammisi «Quindi acqua in bocca ragazzi» sorrisi.
In fondo non c'è niente di male dirlo ai nostri compagni di avventura.
Tenerlo nascosto ci avrebbe di sicuro causato tanti problemi ed invece ora che siamo usciti allo scoperto possiamo essere noi stessi almeno in loro compagnia.
«Ed un altro peso lo abbiamo tolto» mi sorrise.
«Già» dissi continuando a camminare.
«Dove stiamo andando?» chiesi.
«Sorpresa» rispose.
«Spero nessun ristorante, abbiamo già esagerato con i vestiti che indossiamo» risi e lui mi seguí.
«Niente ristorante» rispose poi.
«Tu si che ne sai!» stritolai il suo braccio prima di entrare al Mc Donald's.
Prendemmo un tavolino e dopo aver ordinato lui parlò.
«Secondo te abbiamo fatto bene a dirlo?» chiese.
«Si Lele, so che ti ho sempre detto che nessuno doveva sapere niente ma almeno loro devono saperlo» sorrisi «Immagina stare per il resto di questo percorso a far finta di niente, loro saranno sempre con noi» dissi.
In risposta mi accarezzo dolcemente la mano posizionata sul tavolino.
Mi alzai per sedermi accanto a lui e scattai un selfie.
La riguardai e l'unica cosa che si poteva vedere a prima vista era il suo sorriso.
'Alla fine conta quello che conta!' scrissi mentre lui spiava accanto a me.
«Per me conti solo tu» sorrise.
«Romanticismo ovunque» gli diedi un leggero pugno sul braccio per poi lasciargli un bacio sulla guancia e tornare al mio posto di fronte a lui.
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A love disaster./Lelodie.
RomanceDue caratteri opposti che incontrano l'amore, ma niente è così facile come sembra.
