«Amore» sentii.
«Hei amore sono tornato» la sua voce era più vicina a me. Mi affacciai da sotto le coperte scoprendo solo gli occhi e lo vidi a pochi passi da me, posò il borsone per terra e si avvicinò al letto.
«Tutto okay?» domandò sedendosi accanto alle mie gambe.
Annuì, semplicemente, lui prese ad accarezzarmi la gamba coperta dal piumone.
«Che hai Elo?» domandò.
«Niente» sussurrai abbozzando un sorriso.
«Non penserai che ci creda davvero» sussurrò guardandomi con la coda dell'occhio mentre fissava il muro.
«Fai come vuoi» borbottai portando la testa dentro il piumone.
«Mi faccio la doccia, quando esco devi essere fuori da quel letto pronta a parlare, sappilo» disse a voce alta per farsi sentire meglio.
Certo che l'idea di venire nella sua camera non era stata tanto intelligente dato che non avevo messo in conto le mille domande che mi avrebbe fatto.
Le soluzioni erano due: scappare nella mia camera nel giro di tre secondi o fingersi morta sul letto.
Optai per la seconda.
«Elodie» disse uscendo dal bagno.
Rimasi in silenzio ed anche abbastanza divertita.
«Okay» sussurrò.
Fu tutto molto veloce sino a quando non mi ritrovai sdraiata per terra ma ancora avvolta nelle coperte.
Dopo qualche secondo volarono anche quelle.
«Ma sei stupido?» gli urlai contro.
«Ti avevo avvertito» scrollò le spalle.
Si voltò verso l'armadio per prendere una maglietta pulita e dei pantaloncini, nell'albergo si stava parecchio bene nonostante fossimo ancora in inverno.
«Per questo mi lanci in terra?» continuai a urlare infastidita.
«Esatto» disse con no chalance.
Mi alzai da terra e andai verso la porta.
«Dove stai andando?» domandò lui ormai vestito.
«A cena» risposi.
«Aspettami» ordinò.
«No» aprii la porta e lui mi afferrò il polso.
«Aspettami» ripeté.
Sbuffai e mi appoggiai al muro mentre lui si metteva le scarpe.
«Possiamo andare» disse poi posando una mano dietro la mia schiena. Senza opporre resistenza uscii insieme a lui dalla stanza e ci dirigemmo all'ascensore.
«Mi dici che hai?» chiese prendendo la mia mano e portandosela alle labbra.
«Oggi Braga mi ha dato la pagella» spiegai brevemente.
«Scommetto che ti ha demoralizzato, lascia perdere amò» prese la mia mano e la strinse.
«Tutto il contrario» dissi uscendo dall'ascensore.
«Davvero?» il suo viso si illuminò grazie ad un sorriso.
«Mi ha dato dei voti altissimi, milioni di complimenti» sorrisi «Ho pianto tanto ed anche lui si è commosso» ridacchiai.
Mentre raccontavo ciò che era successo in sala con Braga vidi Andreas correre verso di noi.
«Elo esci fuori, ti sta aspettando una persona» disse con il fiatone ed un lieve sorriso.
«Grazie Andre» sorrisi ed insieme a Lele uscì fuori.
Strinsi la sua mano appena il vento freddo ci colpì e con il pollice accarezzai la parte superiore della sua mano. Ci girammo da una parte all'altra senza vedere nessuno e poco dopo mi accorsi che una testa di ricciolini stava seduta sul muretto di fronte all'entrata.
«Buonasera» dissimo io e Lele.
«Eccoci di nuovo Elodie» sorrise e con un sorriso salutò anche Lele.
«Ti parlerò chiaramente anche se è presente un altro concorrente, tanto ormai condividete tutto quindi non penso sia un problema per te» spiegò, feci un cenno negativo con la testa e lui riprese a parlare «Dopo la pagella di oggi volevo informarti che per me oltre ad essere cambiata tantissimo, sei diventata una vera e propria star, quindi non ti nego assolutamente il fatto che io sia di parte» sorrise «Dalla tua» concluse.
Dopo aver percepito le sue parole sorrisi e, staccandomi da Lele, lo abbracciai.
«Grazie davvero, tutto ciò che sono è grazie a lei» dissi e lui rise.
«Grazie a te Elodie, per esserti fidata e per avermi lasciato entrare nella tua mente contorta» mise le mani in tasca infreddolito e dopo averci salutato andò via.
«Capisci quello che ti dicevo?» dissi a Lele euforica.
«Non capisco il tuo atteggiamento di stasera però» rise lui.
«È che non so cosa sta succedendo, sono talmente felice che se penso a perché sono felice divento automaticamente triste» ridacchiai «Immagina che tutto questo finirà, non vedrò più lui dopo il serale, tutto cambierà ed io non so come sarà» spiegai con la voce spezzata, tutto sarebbe cambiato ed io come reagirò? Cosa succederà?
Lele.
Entrai in sala per provare e mi soffermai alla figura riflessa nello specchio.
Vedermi con la tuta bianca mi dava un grandissimo onore di quello che avevo costruito ed io finalmente ce l'avevo fatta, avevo raggiunto il mio obiettivo. Ero al serale, avevo tutto.
Mentre giocherellavo con la chitarra insieme al maestro Luca si aprì la porta rivelando un Braga sorridente. Aprii le braccia alla mia vista ed io, togliendo la chitarra, lo abbracciai forte.
Sentii le sue braccia stringermi, come se fossi suo figlio.
«Bravo Lele! Ce l'hai fatta!» mi diede una pacca sulla spalla e si accomodò di fronte a me.
Era felice per me, si poteva leggere tutto attraverso il suo sguardo.
«Sono molto felice per te, te lo sei meritato» sorrise «Hai dimostrato tante cose» disse.
«Fammi sentire le assegnazioni» mi chiese poi.
"I've got sunshine
On a cloudy day
And when it's cold outside
I've got the month of May
Oh, I guess you'd say
What can make me feel this way?
It's my girl
I'm talking 'bout my girl
Ooh-hoo
I don't need no money
I just need my baby
Yeah, I've got all the riches, baby,
That one man can claim
So I guess you'say
What can make me feel this way?
It's my girl
I'm talking 'bout my girl
Ooh, I've got a sunshine with my girl
Yeah, yeah, yeah, yeah
I've got a sunshine with my girl
Ooh-hoo."
«Pensi a lei quando la canti?» domandò appena finii di cantare.
«Direi» mormorai.
«Mmh» biascicò «Ci hai messo qualcosa di strano, ti viene veramente bene, ci hai messo dentro un tocco di leggerezza, un tocco di classe ma anche di spensieratezza» disse mentre io, imbarazzato, annuivo.
«Si sente un po' responsabile per questa cosa?» chiesi scoppiando a ridere, lui mi ha sempre detto di buttarmi sulle cose di cuore, sulle cose che riguardavano l'amore.
Scoppiò a ridere insieme a me e mi schiacciò il cinque.
«Sai che ti dico Lè?» disse poi.
«Cosa?»
«Esponiti, dedicala a lei, cantala a lei, devi farle sentire tutto» spiegò.
«Lo farò»
«Sei cambiato tanto Lele, sei un buon lavoratore spacca tutto»
«Io volevo dirle una cosa, le sono molto grato» ammisi.
«Perché?»
«Perché ciò che io ho cambiato in questo percorso, molto è passato attraverso i nostri discorsi» spiegai, ha fatto tanto per me, per tutti noi.
«Sono contento» sorrise.
«Quindi..Grazie!» sorrisi.
Ci abbracciammo di nuovo e lui andò via.
«Torniamo insieme amò?» dissi lasciandole un bacio sulla tempia.
«Se aspetti mezz'ora, ho l'ultima lezione» sorseggiò dell'acqua.
«Si certo, aspetto qui» mi accomodai sul divano rosso in sala relax, mi lasciò una carezza ed andò via.
Sussultai sul divano dopo qualche minuto, tutto ciò era dovuto ad una sedia caduta o almeno così mi era sembrato.
Tolsi velocemente le cuffiette dalle orecchie e l'immagine di un Alessio disperato era l'unica cosa che mi si presentò davanti. Afferrò un'altra sedia tra le mani e la scaraventò a terra, richiamando l'attenzione di tutti all'interno della sala.
«Che succede?» esclamò Sergio alzandosi.
La porta della sala relax si aprì di scatto, mi sembrava di stare in un film.
«Alessio!» il corpo di Marcello saettò verso il ragazzo che lo tirò a sé in un abbraccio.
«Stai tranquillo, ti prego, è un duro colpo per tutti ma stai tranquillo» cercava di consolarlo con gli occhi lucidi. La faccia di Alessio era rigata dalle lacrime e vari singhiozzi uscivano rumorosi dalla sua bocca.
Non riuscii a capire cosa stesse succedendo quando anche la Celentano, con grande sorpresa, arrivò in sala relax. La faccia pallida e il passo svelto verso Alessio. Con grande sorpresa lo abbracciò e lui si fece coccolare tra le sua braccia.
«Voglio andarmene» continuava a ripetere.
Mi avvicinai a Marcello che si era momentaneamente seduto su una sedia.
«Che è successo?» domandai intimorito.
«Andreas ha avuto un incidente durante le prove, abbiamo avvisato Alessio ed ha reagito molto male» spiegò velocemente passandosi una mano tra i capelli.
«Come sta Andreas?» chiesi con la voce spezzata.
«Lo stanno controllando, non sappiamo molto» mi disse abbassando la testa.
La sua faccia e la sua voce non promettevano niente di buono. Cosa era successo al mio amico? Perché sentivo che il mio cuore batteva troppo veloce?
Perché deve esserci sempre qualcosa che va male?
Ecco un nuovo capitolo, se vi piace fatemi sapere come sempre con un commento! Se vi piacerà probabilmente scriverò subito un nuovo capitolo, sperando di riuscirci così non aspetterete tanto, fatemi sapere un bacio😘
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A love disaster./Lelodie.
RomanceDue caratteri opposti che incontrano l'amore, ma niente è così facile come sembra.
