54. Troppo arrabbiato.

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«Siete sicuri che non ci sono stati altri casini?» chiesi a Gab.
«Siamo andati via quando si sono tranquillizzati» spiegò entrando in doccia.
Elodie era andata via presto quella mattina per tornare a Lecce dai suoi amici mentre io stavo aspettando Gabri per partire verso Napoli, saremo tornati stasera.
Il biglietto dell'aereo lo avevamo fatto all'ultimo momento quasi, considerando che in treno ci avremo messo troppo tempo e saremo stati a casa ben poco.

Cercavo di riposarmi in sala relax quel lunedì mattina, ero stanco morto dato che per colpa del viaggio avevo dormito poco, quando entrarono la Celentano e Kledi.
Dalle loro facce non mi sembrava che dovessero dirci qualcosa di buono, anzi tutt'altro.
«Buongiorno a tutti» dissero entrando e noi ci accomodammo di fronte a loro sul divano oppure in terra.
«È arrivata una lettera dall'albergo che vi ospita» iniziò e subito pensai che i casini non erano per niente finiti quella notte «Adesso ve la leggo» disse mettendosi gli occhiali e prendendo in mano il pezzo di carta che aveva portato con sé «Vorremmo dirvi che ieri sera abbiamo avuto problemi con alcuni nostri ospiti a causa dell'esuberanza dei ragazzi, in particolar modo della camera 302, quindi Andreas, Alessio e Michele» disse accennando un movimento del mento ad ogni nome che pronunciava «I nostri richiami non hanno avuto nessun riscontro, siamo stati costretti stamani a causa di questo problema a spostare un nostro ospite che aveva la camera vicina a quella segnalata» notai che mentre la Celentano leggeva lo sguardo di Michele completamente preoccupato era rivolto verso Alessio che ascoltava senza batter ciglio «La lettera ci è stata data ieri, quindi il baccano risale a sabato» aggiunse lei.
«Adesso vi faccio vedere qualche fotina della sala relax» disse poi dopo aver letto e sullo schermo apparvero le foto di indumenti, buste, carta, scarpe e bottiglie sparse per tutta la sala relax, un vero e proprio porcile.
«Mi sembra tutto abbastanza disordinato e sporco» appuntò.
«Adesso io non voglio stare dalla parte dei ragazzi» ridacchiò Kledi con la sua solita voce calma e dolce «Però stanno sempre a provare e lavorare, hanno bisogno di un po' di svago» disse tentando di difenderci.
«Abbiamo perso anche Kledi!» esclamò la Celentano facendoci ridacchiare tutti.
«Anche se Kledi è un pochino dalla vostra parte, subirete delle punizioni» disse lei, più calma del solito stranamente.
«La punizione per tutti sarà che vi verrà congedata la paghetta per un mese» affermò.
«Perché?» chiese qualcuno.
«Disordine e sporcizia riguarda tutti no?» domandò lei.
«Mh» sentì la voce della mia ragazza dall'altra parte del divano «Più o meno» disse facendo una faccia schifata.
A questa frase seguì la piccola ramanzina della maestra che dava ragione ad Elodie. Ovvero che non è giusto che tutti paghino le colpe che solo alcuni effettivamente hanno.
«Come dicevo inoltre dovrete per una settimana pulire tutta la scuola» aggiunse «Invece quelli della famosa camera, la 302, dovranno raccogliere tutti i panni sporchi di tutta la giornata, di tutti i ragazzi e lavarli» finì.
«Dai!» si lamentò Andreas.
«Lavarli? E dove li laviamo?» protestò Alessio.
Venne ignorato completamente e dopo averci detto di parlarne tra noi e prendere una decisione, uscirono dalla stanza.
La prima a controbattere fu infatti Elodie, poi quando la situazione stava degenerando più o meno tutti eravamo coinvolti in brutte e accese discussioni.
Solo nervoso, rabbia e tanto tanto dolore fu quello che mi penetrò l'anima dopo aver parlato in sala relax.

Elodie.
«Lele!» urlai mentre a passo svelto percorreva il corridoio.
«Elodie torna dentro e lasciami stare!» urlò a sua volta senza nemmeno girarsi.
Lo vidi parlare con la Celentano e mentre lei annuiva lui uscì dalla porta principale.
«Posso andare?» chiesi anche io.
«Elodie non posso farvi andare tutti, manca ancora tanto prima della fine delle lezioni» mi disse.
«Posso almeno uscire mezz'ora prima, alle cinque e mezza, stasera?» domandai speranzosa.
Annui semplicemente, la ringraziai e tornai in relax.
Per fortuna, la serata la passai in compagnia di Moro mentre parlavamo del brano che mi ero guadagnata. Con lui, i pensieri su Lele passarono in secondo piano per fortuna, gli devo molto per quello che riesce a fare per noi e soprattutto per me.

A love disaster./Lelodie.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora