Elodie.
Tornai al residence con Sergio e Michele, eravamo rimasti ben pochi a non essere scelti o perlomeno le persone con cui avevo più rapporto erano ancora nella scuola. Lele, Gabriele e Alessio erano stati trattenuti da Emma ed Elisa mentre Andreas, Ale, Patrizio e Chiara erano rimasti con Nek e J-Ax, praticamente ci eravamo dimezzati.
Salii nella mia stanza ed entrai subito in doccia, appena uscii guardai il telefono: nessun cenno di vita.
Mi sdraiai sul letto e chiusi leggermente gli occhi, la stanchezza stava prendendo il sopravvento quando il mio telefono iniziò a squillare.
«Amore?» domandò dall'altra parte del telefono e senza darmi il tempo di rispondere continuò «Preparati, tra dieci minuti veniamo a prenderti» chiuse la chiamata ed io rimasi qualche secondo scioccata a fissare un punto fisso.
Per cosa dovevo prepararmi?
Cosa intendeva con 'Veniamo a prenderti'?
Questo ragazzo era il mio dilemma, mai una volta che si spiegasse come Dio comanda.
Dato che non sapevo l'occasione di questa uscita e soprattutto con chi, optai per un pantalone nero strappato sulle ginocchia ed un top corto anch'esso nero. Un po' di copri-occhiaie e un lieve strato di mascara bastavano, non avevo né la voglia né la necessità di truccarmi tanto.
Dopo qualche minuto sentii qualcuno bussare alla porta, la aprii velocemente rivelando il sorriso smagliante del mio spocchioso.
«Siamo in ritardo, muoviti» disse subito appena mi vide.
«Ciao anche a te» mormorai.
Si voltò verso di me e sorrise, poi mi prese il polso e mi trascinò con lui dopo aver chiuso la porta della stanza.
«Quando ti sei cambiato?» domandai vedendolo in una camicia non troppo impegnativa, aveva dei piccoli pois bianchi sullo sfondo blu notte e indossava un semplice paio di pantaloni neri.
«Io e Gab abbiamo fatto una doccia veloce, circa» ci pensò qualche secondo «Cinque minuti a testa» ridacchiò e afferrò la mia mano.
Ci dirigemmo a passo svelto all'ascensore, Gab era fuori da esso ad aspettarci.
Tutti e tre entrammo nell'ascensore che, dopo essere stato chiamato, si fermò al terzo piano.
Anche Alessio, dopo aver salutato, si aggiunse a noi e tutti assieme andammo alla hall.
Pensai che fosse qualcosa che riguardasse la loro squadra, ma l'idea svanì quando mi ricordai di esserci anch'io.
«Ma dove dobbiamo andare?» chiesi spazientita.
«Tra poco lo vedrai» disse lui visibilmente teso.
Ci sedemmo nei divanetti della hall e aspettammo, non so precisamente chi.
«Dovrebbero arrivare a momenti» commentò Gabri.
«Eccole!» esclamò Alessio alzandosi, mi voltai di scatto vedendo entrare nell'hotel Emma ed Elisa.
Guardai Lele che con uno sguardo cercò di rassicurarmi, poi prese la mia mano e la fece intrecciare con la sua, insieme ci dirigemmo verso le due donne di fronte a noi.
Sempre tenendo la mia mano con la sua, abbracciò con un solo braccio la mora lasciandole due baci sulle guance e lo stesso fece con la bionda.
«Ciao Elodie» disse quest'ultima, si avvicinò a me e mi diede due baci, così fece anche la seconda.
«Andiamo?» domandò poi Elisa, dopo aver salutato tutti.
I ragazzi annuirono ed insieme a Lele le seguimmo.
«Abbiamo ordinato ad un ristorante qui vicino, quindi non c'è bisogno delle macchine» spiegò Elisa affiancata da Emma.
Dietro di loro, Alessio e Gabriele stavano ridendo su qualche battuta probabilmente, ed io e Lele eravamo gli ultimi della fila.
«Amò ma che ci faccio io qui?» chiesi, con tutta la disperazione e la vergogna che mi stava divorando.
«Ho chiesto se potevi venire con noi» rispose lui semplicemente.
«Cosa? Spiegati meglio»
«Emma e Elisa ci hanno chiesto a noi della squadra bianca se andavamo a mangiare fuori con loro, per conoscerci meglio ed io ho subito detto di no, Elisa mi ha chiesto il motivo ed ho risposto che non volevo lasciarti sola quindi mi hanno detto che non c'era nessun problema se ci fossi stata anche tu, a patto che non lo avresti detto a nessuno» spiegò contornando il discorso con un sorriso.
«Anche perché non sarebbe giusto nei confronti degli altri» aggiunse.
«Certo» ammisi «Non dovevi preoccuparti per me» dissi sincera, guardandolo.
«Non ti avrei lasciato in camera da sola, mentre io mi divertivo Elo» rispose.
Continuammo a camminare per qualche metro fino ad arrivare al fatidico ristorante, all'interno era molto accogliente, i colori che prevalevano erano il bianco e il rosso.
Andammo al tavolo già prenotato e mi sedetti ovviamente accanto a Lele, vicino a me come capotavola si mise Gabriele, di fronte a me Emma, accanto a lei c'era Elisa ed infine l'altro capotavola era Alessio.
«Mamma mia quest'anno tutti maschi siete!» iniziò ad intraprendere una conversazione la bionda.
«E siamo pure fighi!» esclamò Alessio facendoci ridere.
«Una donna in casetta ci vuole di sicuro» replicò Elisa.
«Io e Lele abbiamo già la nostra donna» spostai il mio sguardo verso Gab.
«Nostra donna» ripeté il ragazzo accanto a me «Non ti allargare» rise.
«Elodie, noi non ti vogliamo illudere, ora sei qui con noi però dobbiamo valutare tutti» mi spiegò Emma.
Elisa iniziò a ridere da sola, come al suo solito.
«Ma che è?» domandò Emma.
«Ma se non fai altro che elogiarla dalla mattina alla sera!» continuò a ridere.
«Stronza!» disse la bionda mettendosi una mano davanti alla bocca «Non doveva saperlo, almeno non ora» ribattè ridendo.
Sentii lo sguardo di Lele bruciare sul mio viso, mi voltai e lo vidi mentre mi sorrideva, ricambiai e tornai a guardare Emma.
«In realtà mi rivedo molto in te quando ero ad Amici quindi mi hai incuriosito parecchio, ma ne parleremo quando sarà opportuno» disse giocherellando con il tovagliolo.
«La piccola anticipazione che ti possiamo dare è che non ci scapperai facilmente» ridacchiò Elisa e Lele gli porse la mano per battersi un cinque con tanto di risatina di sottofondo.
Era una cosa positiva, immagino.
Mi avevano forse detto che sarei stata la prossima entrante in questa squadra?
«Ci vediamo in settimana per le nuove assegnazioni» mi sussurrò Emma all'orecchio prima di darmi due baci sulle guancie.
Salutai anche Elisa ed insieme a Lele, Alessio e Gabriele tornammo al residence.
«Sei piaciuta amò» mi disse Lele entrando in camera.
«Non voglio che si sentano obbligate» risposi amareggiata.
«Amò fidati, Emma va matta per te» ridacchiò «Mi ha chiesto della tua carriera almeno dieci volte» si buttò sul letto a pancia in su, sospirando «Ad un certo punto ho pensato che ti volesse portare via da me» rise ed io mi accoccolai accanto a lui.
«Quindi ti ha chiesto lei di me?» domandai timorosa.
«Si, penso sia legata a te da qualcosa che non si può vedere, da una strana magia che vi accomuna» spiegò lui.
«Lo spero, lei mi piace molto come carattere» dissi «E se per qualche strana divinità mi scegliessero i blu?» chiesi.
«A quel punto sta a te decidere, come ho fatto io» mi disse lui, sembrava tranquillo.
«Nek e J-Ax sono bravi quanto vuoi ma.. Emma» constatai sognante.
«Poi ci sono io» sorrise lui.
«E Gab» continuai «Ho troppi motivi per scegliere voi» ridacchiai «Ma che resti un segreto» dissi e lui ridacchiò.
«Magari sarai davanti alla commissione sabato» disse poi.
«Forse, ma non avrò mai l'unanimità» pensai.
«Secondo me si»
«Magari, sarebbe bellissimo» risposi.
«Senza magari Elo, dovresti capire che sei più forte di quanto tu possa immaginare» mi disse «Credimi e soprattutto credi in te» mi diede un bacio sui capelli.
«È solo grazie a te se io ora credo un po' più in me stessa Lele»
«Ti meriti tutte le cose belle e se dovrò essere io ad aiutarti né sarò più che felice, ti amo Elodie» sorrise e sporgendosi, mi baciò sul naso.
Mi squillò il telefono e non tardai molto a prenderlo dal comodino per rispondere.
«Ciao papà, come mai a quest'ora?» domandai al telefono.
«Si certo, va bene»
«Okay ora glielo dico, a domani papà»
«Buonanotte» sorrisi e riposai il telefono sul comodino.
«Lele devo proporti una piccola cosa» iniziai.
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A love disaster./Lelodie.
Любовные романыDue caratteri opposti che incontrano l'amore, ma niente è così facile come sembra.
