31. Capodanno.

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Tornammo dentro tutti e quattro insieme, gli altri erano tornati da un pezzo e non si erano nemmeno accorti della nostra assenza, erano troppo presi dai loro discorsi. Era davvero bello vederli così, nessun problema, solo tanta voglia di scambiare pensieri e divertirsi. Vedere Rudy e la Celentano ridere alle battute stupide di Alessio era veramente qualcosa da fotografare ed appendere sul muro della nostra scuola. Tornammo nei nostri posti e riprendemmo la cena nel migliore dei modi.
«Ma che diavolo stai facendo?» urlò Michele contro Andreas.
«Metto l'osso delle olive nel tuo piatto» rispose tranquillamente.
«Sei scemo per caso? Che schifo!» disse allontanando il piatto da lui.
Elodie rideva come una pazza così come me e il resto delle persone che avevano visto quella scena, la serata fu piena di situazioni del genere.
Non si poteva stare un attimo in silenzio che le risate di qualcuno riempivano il locale dovute alle cazzate generalmente di Alessio, Andreas o Gabriele. Oltre ad essere ballerini la professione che li caratterizzava tutti e tre era la stupidità estrema.
Si inventavano di tutto pur di divertirsi e far divertire noi.

«Dieci!» le voci di tutti i presenti si mischiavano tra loro. Chi con le bottiglie in mano e chi con i bicchieri già pronti eravamo tutti preparati allo scoppio della mezzanotte. Il giardino era popolato ora, nonostante il gelido freddo di dicembre, gli animi avevano scaldato persino quell'ambiente.
«Nove!» urlai insieme agli altri mettendo una mano sulla spalla di Gabriele.
«Otto!» iniziavo ad esaltarmi sempre di più.
«Sette!» Alessio di fronte a tutti noi alzava le mani al cielo ad ogni numero.
«Sei!» Alessio venne raggiunto da Andreas e Rudy.
«Cinque!» le bottiglie di spumante iniziarono ad essere agitate dai professori che le tenevano come fossero trofei.
«Quattro!» questi due mesi mi passarono nella mente come un flashback.
«Tre!» pensai a quanto fossi stato fortunato ad incontrare tutte queste persone che erano diventate la mia seconda famiglia.
«Due!» urlai più forte stringendo con un braccio Elodie, questa volta.
«Uno!» anche la sua mano strinse il mio fianco.
«Zero!» urlai con tutto il fiato che avevo e la prima cosa che feci fu abbracciare lei.
La abbracciai così forte che per un momento pensai che le sue costole si stessero per rompere.
Ci staccammo in silenzio, senza nemmeno dire una parola, né un augurio, niente.
«Fratello mio!» mi buttai su Gabriele stringendolo forte.
«Che quest'anno possa darti ciò che ti rende felice!» sussurrò lui al mio orecchio tenendomi forte.
Ho già detto che adoro questo ragazzo?
Abbracciai poi gli altri ragazzi con cui avevo legato di più perdendo di vista per un attimo Elodie.
«Non fartela scappare Lè!» furono le parole di Fabrizio sussurrate sul mio collo.
«Non lo farò» sorrisi.
«Mi raccomando Lele, per qualsiasi cosa ci sono» furono invece le parole di Alex.
Entrambi quest'oggi mi avevano reso felice, mai mi sarei aspettato che loro due tenessero così tanto a me, a Elodie, o meglio a noi.

Stavamo nel locale a ballare da almeno mezz'ora dopo la mezzanotte e vedevo Elodie divertirsi con Gabriele mentre cercavano di ballare un valzer in una canzone che di valzer non aveva niente.
Mi avvicinai a loro, nessuno ci stava guardando così ne approfittai per prenderla per un braccio e trascinarla fuori. Senza dire una parola la portai nel giardino, dietro il locale in modo che nessuno venisse a disturbarci.
La baciai d'istinto spingendola con la schiena al muro, le sue mani avvinghiate al mio collo torturavano le mie orecchie e le mie mani stavano vagando sull'apertura del vestito che mi portava alla sua schiena.
Sembrerà una cosa banale ma nonostante lo spumante che circolava nel mio corpo ero completamente cosciente di tutto quello che avevo fatto e che stavo facendo, il tutto aveva un senso.
Avevo abbracciato lei per prima, allo scatto della mezzanotte, per poter dire di aver iniziato l'anno nel migliore dei modi tenendo tra le mie braccia la persona che nutriva in me il maggior interesse in questi ultimi mesi.
Speravo che quest'anno andasse meglio di quello precedente, non che qualcosa in particolare me l'abbia rovinato ma un'insieme di piccole cose aveva reso quell'anno uguale a tutti gli altri senza niente di esilarante o di particolarmente bello. In realtà speravo una cosa in particolare, speravo di poter riuscire a stare con lei, di togliere tutti i miei dubbi e di riuscire una volta per tutte ad avere ciò che volevo.
«Come vorrei iniziare questo nuovo anno insieme..» dico seduto sull'erba dando voce ai miei pensieri.
Il suo sguardo si sposta su di me, non capisco cosa vuole comunicarmi con quello sguardo, sembra quasi perso nel vuoto. So che per lei è difficile parlare di questo e che le ricordo solo di quanti problemi deve affrontare ma a volte è più forte di me esprimere quello che penso. La vedo alzarsi davanti ai miei occhi e andare via senza dire una parola, come al solito ho rovinato tutto.
Non mi alzo a rincorrerla o qualcosa del genere, rimango lì da solo sull'erba a pensare, la solitudine mi avrebbe aiutato. Ma che stavo dicendo? Era la notte di capodanno e stavo iniziando quest'anno come un depresso anzi, come uno psicopatico mentale che rovina anche il poco che aveva costruito. Mi alzo e torno nella sala, cerco con lo sguardo i suoi capelli rosa e li trovo subito. Stava seduta su una sedia da sola mentre guardava tutti gli altri divertirsi. Mi dirigo verso di lei e la guardo negli occhi porgendole la mia mano, un po' titubante la afferra lasciandosi trascinare in mezzo alla pista.
Non smetterò mai di ripetermi da solo di quanto siamo strani noi due, forse è proprio questo che ci lega. Metto la mano sulla sua schiena tirandola verso di me, la sua testa si appoggia alla mia spalla «Scusa» le sussurro.
Entrambi non ci preoccupavamo di chi poteva vederci per il semplice fatto che tutti ballavano con chiunque. Infatti, scoppiai a ridere vedendo la Celentano ballare con Braga, non erano l'unica coppia strana dato che Sergio ballava con Garrison!
Più guardavo attorno a me più ridevo ed anche Elodie era particolarmente divertita dalla situazione che si era creata.
Un Fabrizio brillo si precipitò su me e Elo mettendosi al centro tra di noi, poggiando un braccio sulle mie spalle e uno sulle sue.
«Belli de Fabri loro!» disse stringendoci.
Dopo aver visto la situazione Braga si affianco ad Elo mettendo un braccio sulla sua spalla e Kledi si affiancò a me creando così, una fila immensa.
Con i piedi facevamo passi tutti insieme, con la speranza di azzeccare i passi che la Titova cercava di farci imparare.
Finimmo poi per chiudere la fila in un cerchio urlando come delle scimmie.
Le risate non ci mancavano.
La sbornia non ci mancava.
La pazzia non ci mancava.
La musica non ci mancava.
E no, non ci mancava nemmeno l'amore.

Ormai riesco a pubblicare sempre più spesso ed è anche grazie a voi, più leggo i commenti positivi più mi viene la voglia di scrivere, grazie di tutto❤

A love disaster./Lelodie.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora