Davanti a me il muro di una casetta abbandonata aveva uno striscione enorme appeso.
«Ma che dire, che fare quando io non posso fare a meno di te..» lessi a voce alta un piccolo pezzo della canzone di Fabrizio ricordando subito quel giorno in cui io e Elo la cantavamo a squarciagola nella mia stanza insieme a Gabriele che non azzeccava nemmeno una parola.
«Tanti auguri spocchioso..» diceva la scritta al centro un po' più grande mentre sotto in un angolo a destra ci stava un'altra frase.. Quella che mi fece scoppiare il cuore «Sei il senso che ho dato a sto mondo sbagliato» mi precedette lei mentre la leggeva rivolta verso di me, sorrisi.
Uno di quei sorrisi che non riesci a fermare, uno di quei sorrisi che fanno realmente capire quanta felicità avessi da esternare. La guardai, era bellissima.
La luce del lampione la illuminava mentre spostava lo sguardo imbarazzato tra me e lo striscione bellissimo che aveva creato.
Gli corsi incontro abbracciandola più forte che potevo, le sue braccia tenevano saldamente il mio collo e le sue mani accarezzavano dolcemente i miei capelli.
«Auguri» sussurrò al mio orecchio baciandomi il collo.
«Mi sei mancata» dissi.
«Anche tu, anche tu» rispose lei facendosi spazio sulla mia spalla.
Rimanemmo abbracciati per un bel po' sino a quando lei non spezzò il silenzio che si era creato.
«Le sorprese non sono finite» si staccò dalle mie braccia ed entrò nella casetta abbandonata.
Tornò con un pacco tra le braccia, la aiutai a posizionarlo sulla panchina e ci sedemmo.
«Spero ti piaccia» disse guardandomi.
Slegai il fiocco da sopra la scatola e aprii il coperchio.
Un'altra scatola in superficie aveva l'immagine di una loop station, la presi tra le mani.
«Quella è da parte mia e dei tuoi amici, l'ho presa stasera con Gabri» sorrise mentre guardavo la scatola stupito. Uno strato di polistirolo e poi un'altro pacchetto.
Lo aprii, era una felpa bianca dove al centro aveva una scritto 'Nowhere'.
«Da nessuna parte» tradussi.
«Senza te» aggiunse lei.
«Gabri mi ha detto che l'avevi vista stasera e la volevi, così l'ho presa io» spiegò.
«Grazie davvero» mi alzai e la raggiunsi dall'altra parte della scatola dove era seduta lei.
Si alzò e la strinsi a me per la seconda volta in quella sera.
«C'è una lettera dentro quella scatola, però leggila quando sei solo» disse al mio orecchio.
«Va bene fragolina, grazie di tutto» sorrisi tra le sue braccia e dopo esserci staccati fece uno squillo a Gabriele che arrivò insieme a tutti i miei amici con una torta.
Appena finirono di cantare la canzoncina degli auguri alquanto imbarazzante decidemmo tutti insieme di andare a casa per mangiare la torta e festeggiare. La macchina di mio padre la guidava Elodie, si era organizzata proprio bene per questa sorpresa, Gabriele l'aveva aiutata in tutto e non potevo desiderare persone migliori di loro al mio fianco. Nonostante la nostra ultima lite lei era qui, con me. Sinceramente non mi importa di quello che è successo con il suo ragazzo a Lecce, non mi importa se lo ha visto o se l'ha baciato, l'unica cosa che veramente conta è che lei ora è qui, ha lasciato tutto e tutti per venire da me e non credo l'abbia fatto tanto per fare qualcosa.
La guardo mentre con le indicazioni di Gabo guida la macchina di mio padre, io sono nel sedile posteriore dietro di lei e la fisso dallo specchietto, affianco a me i miei due amici più cari chiacchierano tra loro.
«Gira a destra e siamo arrivati» sento Gabriele e mi risveglio dal mio stato di scemo tra le nuvole.
Sono le 4:00 del mattino e i miei amici sono appena andati via così come Elodie, ho insistito tanto per farla rimanere qui a dormire ma continuava a ripetermi che aveva la stanza dell'albergo qui vicino prenotata. Ci siamo divertiti tanto e la mia cucina rustica è quasi diventata una sala da discoteca, elo si è ambientata bene con i miei amici ed era a suo agio.
Ho accompagnato Gab nella stanza degli ospiti e sono sul letto con la sua lettera in mano con il timore di aprirla.
Apro.
"Ciao Lele, o meglio ciao spocchiosetto, scrivo questa lettera per farti sapere tutto ciò che a voce non riuscirei mai a dirti.
Tutto è iniziato quasi due mesi fa, io andavo a fare i casting speciali dopo che mi avevano selezionato e tu, arrivato leggermente in ritardo, eri lì per iniziarli con la speranza di passarli nonostante fosse già abbastanza tardi. Con quel ciuffo alzato perfettamente e quegli occhioni marroni mi sei entrato subito dentro. Perché è così che è stato, ti ho urlato contro per essermi venuto sopra e da quel momento hai smosso qualcosa dentro di me, subito pensai fosse qualcosa di negativo che mi portai dentro per il resto dei giorni in cui non ti vidi. Qualche giorno dopo i miei casting tornai nella scuola per portare il modulo compilato e mi fermai nella sala danza 9, quella con la finestra, dove tu stavi eseguendo il tuo provino. Non sentii la tua voce e il dubbio mi rimase sino al giorno della formazione della classe. Ti sentii cantare e rimasi stupita da come un ragazzo di 18 anni fosse così preparato e fluido nel cantare. Quando rimasi tra gli ultimi ad accedere alla scuola sperai con tutto il cuore che tu entrassi, non ti sopportavo eppure volevo averti con me dentro quella scuola.
Passò la prima settimana ed io e te eravamo distaccati e infastiditi ognuno dalla presenza dell'altro. O perlomeno per me era così, tu provavi a parlarmi ritrovandoti sempre e solo porte in faccia, poi un giorno capii il grande sbaglio che stavo facendo, ti facevo soffrire e non facevo nulla per fermare la tua sofferenza.
Poi qualcosa è cambiato o forse non è cambiato nulla, ho semplicemente aperto il mio cuore e accettato che quello che provavo per te non era odio. Ho provato a capirti e tu hai capito me, non tardò molto ad arrivare anche il nostro primo bacio.
Quelle tue labbra, le avrei esplorate per il resto della mia vita, così soffici e bisognose delle mie. Sò che sino ad ora ti ho detto cose che già sai, quindi voglio approffondire un po'.
Lele voglio dirti che mi sei entrato dentro, nel cuore, nel più profondo del mio cuore e non è facile sai? Ma tu, con quel sorriso da far mancare il fiato e quei modi di fare da spocchioso mi hai rubato l'anima. Non riesco a spiegartelo. Non riesco a spiegarlo a nessuno quello che mi sta succedendo, non riesco a spiegarlo nemmeno a me stessa. Per questo ti chiedo scusa per tutte le volte che non ti ho capito e tutte quelle volte che ti ho trattato male ma non posso prometterti che non succederà più. Non posso dirti che non ti farò innervosire o che sarà tutto facile perché non sarà mai così con me al tuo fianco, l'unica cosa certa che posso dirti è che se lottiamo insieme forse riusciremo a vivere felici. Sai, Lele mi sono accorta che, tu sei la mia felicità.
Non riesco più a stare senza te, è peggio di un pugno allo stomaco, ogni volta che non ci sei io mi giro a cercarti. Vorrei dirti che possiamo stare insieme per sempre Lele, ma non posso. Ti prometto che un giorno avrai davvero quello che ti meriti, io sistemerò tutto per me, per te e per noi, solo chi sa aspettare sa anche essere felice.
Ricorda: 'Se ci perderemo, non ti perderò e non mi perderai. Perché io lo so e tu lo sai, ci sono tramonti che non tramontano mai.' Buon compleanno mio piccolo grande spocchioso, anzi.. buon compleanno amore mio!"
Asciugai le numerose lacrime che scendevano dal mio viso, presi il giubbotto ed uscì di casa, mi misi a correre come un pazzo con un sorriso che non riuscivo a trattenere.
Sooorpresa! Spero vi piaccia, lasciate tanti commenti per questo capitolo speciale.
Ps. Ci ho messo secoli a scriverlo😁❤
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A love disaster./Lelodie.
RomanceDue caratteri opposti che incontrano l'amore, ma niente è così facile come sembra.
