Gabrielle Aplin, Please Don't Say You Love Me
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Morto.
Quest'unica parola si ripete senza sosta nella mia mente, in un'orrenda cantilena che non smette di suonare, ed è l'unica cosa a cui riesco a pensare.
Il mio primo istinto è quello di negare. E, se fossi una persona razionale, lo farei. Ma la mia natura non è questa; io penso, pondero con attenzione ogni frase, ogni parola, ogni gesto, ogni dettaglio.
Così, quando ognuna di queste cose si insinua nella mia mente, imponendo con forza la sua presenza e la mia attenzione verso di esse, negare mi risulta completamente impossibile.
Quel suo strano freddo, tutti i suoi tentativi di tenermi lontana, la sua stessa presenza in quel dannato bosco, come se appartenesse a quel luogo e vi fosse praticamente incatenato.
Forse ho inconsciamente - o deliberatamente, almeno in parte - scelto di ignorare tutto questo, e forse l'ho fatto perché in me c'è qualcosa che non va. Quale mente sana potrebbe mai anche solo arrivare a trovarsi in una situazione simile?
"Jane..." La voce di Harry mi fa sussultare. Per un attimo avevo dimenticato che lui è qui, o che Elizabeth si trova esattamente alle sue spalle e mi rivolge uno sguardo compiaciuto.
Il mio respiro accelera immediatamente quando lo vedo avvicinarsi, e una scia di brividi percorre la mia schiena quando percepisco la sua mano sollevarmi il mento.
"Guardami" sussurra, e se non sapessi che se ora mi ritrovo con una simile rivelazione a pesarmi sulle spalle la colpa è sua, direi che la strana nota nella sua voce è di dolore. "Ti prego, guardami."
Istintivamente, indietreggio di qualche passo, sottraendomi al suo tocco. Notando il mio gesto, lui ritrae la mano e si allontana un po'.
"Mi dispiace" mormora.
"Anche a me" interviene Elizabeth, avvicinandosi per poi affiancarsi a Harry e avvinghiarsi al suo braccio. "Credimi, io non avrei voluto farlo. Ma tu non mi hai dato scelta, amore mio."
Harry si libera dalla presa di lei e si volta nella sua direzione. "Davvero? Porca puttana, sei ricomparsa dopo tutto questo tempo, che diavolo hai in quella dannata testa? Non spettava a te parlarle. Perché diamine l'hai fatto, che cosa ci hai guadagnato?"
Elizabeth scuote la testa e indietreggia di qualche passo, come se le parole di Harry l'avessero colpita fisicamente. "Tu non hai il diritto di farmi alcuna predica. L'hai perso quando mi hai-"
"Dovresti andare" la interrompe Harry, rivolgendosi a me.
Sbarro gli occhi, colta alla sprovvista da questa sua improvvisa uscita. "Perché? Che altro c'è? Dimmelo tu, o sono sicura che la tua amica sarà lieta di farlo per te."
"Non hai paura?" domanda lui in un sussurro.
Sorrido amaramente. "E per cosa? Per quello che... quello che dici di essere?"
Faccio una pausa prima di continuare, attenta a ponderare la sua reazione.
"Sì" mormoro, distogliendo lo sguardo da lui.
Qualcosa nel suo volto cambia dopo questa mia ammissione. Un cipiglio gli si forma sulla fronte e lui si incupisce improvvisamente.
"Ho paura di me stessa" ammetto in un sussurro, rivolgendomi a me stessa più che a lui.
Ed è la verità. Con ogni minuto che passa, mi convinco sempre di più che tutto questo non ha niente di reale, che è tutto frutto di una follia di cui non sono consapevole.
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Lost Souls | H.S.
Fanfiction«Ci sono persone a cui la morte concede un'altra possibilità.» Jane Dawson ha sofferto molto più in diciassette anni di quanto la maggior parte delle persone faccia in una vita. Il fratello è morto in un misterioso incidente, la madre ha abbandonato...
