Vittima 30.
Alison si trovava a New York in gita con la scuola. Veniva derisa e presa in giro, veniva picchiata anche lì. Perciò le fecero l'ennesimo scherzo. Avrebbero preso l'aereo che li avrebbe riportati a Londra tra un paio d'ore. Charlotte, una ragazza dai lunghi capelli rossi, andò nella stanza 37 dell'hotel momentaneamente di Alison.
- Alison! Alison!-
Gridò la rossa, camminado dentro la stanza con quei tacchi che facevano un rumore assordante. Alison provava disgusto per le ragazze come Charlotte.
- Che cosa vuoi.-
- Oh ma come siamo aggressive. Senti qua tesoro, ho bisogno di qualcuno che mi tenga le buste. Sai tra poco si parte e devo ancora fare un po' di shopping. Quindi muoviti, non voglio perdere tempo. E vestiti da ragazza, balena.-
La rossa uscì dalla stanza, lasciando Alison da sola. Nessuno l'aveva voluta come compagna di stanza. Iniziò a mettere gli ultimi vestiti nella valigia e poi indossò un jeans nero, le sue amate vans ai piedi e poi mise una camicetta bianca. Si guardò allo specchio. Forse così sembro più femminile, pensò. Mise un po' di matita agli occhi e prese il telefono, per poi uscire e andare alla hall dove Charlotte l'aspettava. Girarono decine e decine di negozi, fino a quando non era arrivata l'ora di partire.
- Muoviti balena, ritorniamo in hotel.- Alison annuì senza dire nulla. Ormai età abituata agli insulti. Arrivati in hotel, trovarono già tutti pronti. L'amica di Charlotte aveva preso la sua valigia e mancava solo quella di Alison. Gli altri ridacchiavano, mentre la prof sgridava Alison perché ancora non era pronta e sotto gli occhi di tutti si diresse verso l'ascensore per andare a prendere la sua valigia. Riuscì a sentire anche gli insulti che le dissero. - Avresti potuto prendere le scale, così dimagrivi balena.-
Arrivata nella stanza trovò tutti i suoi vestiti sparsi per la stanza. Le avevano fatto un brutto scherzo. Alison cominciò a sentirsi male. La testa le stava per esplodere. Iniziò a gridare e a piangere. Mise tutto dentro la valigia il più presto possibile, per poi scendere giù. Era infuriata.
Calmati dolce Alison, ora fai tu uno scherzo a loro.
E noi ti aiuteremo. Non è così difficile.
Devi solo ucciderla, come hai già fatto tante altre volte.
Percosse il corridoio e trovò Charlotte ridere.
- Piaciuto lo scherzo, balena?-
Disse continuando a ridere più forte.
Dai Alison,ora.
Uccidila.
Alison lasciò cadere la valigia e si avventò contro la rossa. Le mise le mani, coperte dai guanti invernali, al collo, stringendolo. Non pensava di avere tutta quella forza. Charlotte smise di ridere e la paura si impossessò di lei. Gli occhi erano spalancati e stringeva tra le sue mani gli avambracci di Alison cercando di liberarsi da quella stretta. Alison spintonò la testa di Charlotte verso il muro, facendola sbattere tre volte. La presa della rossa diminuì così come quella di Alison che la lasciò cadere a terra. Charlotte ora era stesa contro quel muro bianco macchiato da una scia di sangue. Riprese la sua valigia e scese al piano inferiore dove tutti le stavano aspettando, ma soprattutto aspettavano che Charlotte completasse lo scherzo, che purtroppo non si sarebbe potuto completare.
È così che morì la vittima 30.
Vittima 104.
Erano tutti ubriachi alle 3:00 am a Londra. Alison amava osservare Londra di notte ed è per questo che stava sul Tower Bridge ad osservare la sua amata Londra. Voleva saltare nel vuoto, ma le voci glielo impedivano. Non farlo, piccola Alison. Ti aiutiamo noi a farti stare meglio. La soluzione non è ucciderti, ma uccidere. Un ragazzo ubriaco le si avvicinò. Era alto, aveva dei capelli scuri e ricci tirati all'indietro, le labbra rosse tirate in un sorriso grande, due fossette spuntavano agli angoli della bocca e due grandi occhi verdi. Indossava un paio di jeans neri e una maglietta nera aderente che metteva in risalto i suoi muscoli.
