Dopo aver parlato con Louis sono ritornata nella mia cella chiudendo la porta, ma lasciando incastrata la forcina in modo tale da poter uscire questa notte. Vorrei poter parlare con Michael prima di tutti e chiedergli spiegazioni, di sicuro lui saprà più di me, ma non è nella sua cella anche se manca poco all'orario di chiusura delle celle. Sono passata da Angel prima, fortunatamente sta meglio di prima e Luke non la lascia da sola nemmeno un secondo, nemmeno la notte. Calum mentre parlavo con Louis ha picchiato un paziente per la rabbia e adesso si trova nella sua stanza imbottito di farmaci. Mi siedo sul letto portando le mano nei capelli. E penso che non siamo mai stati così tanto nella merda.
Sposto le mani sul viso provando ad immaginare anche solo per un attimo la mia vita se non fossi mai finita qui.
Sicuramente ha i suoi pregi, ma anche i suoi difetti. Ad esempio Michael. Che vita sarebbe stata senza lui?
Scuoto la testa togliendo le mani dal viso e sobbalzando indietro urlando per la figura minuta e pallida che si trova a pochi centimetri da me.
- Cazzo, Brittany!-
Dico alzando il tono di voce e portandomi una mano al petto mentre la ragazza dai capelli rossi ai piedi del mio letto abbassa la testa dispiaciuta.
- Perdonami Alison, non era mia intenzione spaventarti.-
Mi avvicino a lei facendole segno di sedersi e sorridendole leggermente.
- Non fa nulla, tranquilla. Solo che non ti ho sentita arrivare, come hai fatto a non fare un minimo di rumore?-
Le dico incrociando le gambe e tirando più giù il camice una volta bianco, ora sporco.
- Non mi chiamano Fox solo per i miei capelli rossi, ma anche per la mia maestria nel muovermi nel silenzio più assoluto.-
Dice portando una ciocca di capelli dietro l'orecchio. Annuisco silenziosamente ricordandomi di un articolo su di lei di qualche mese prima che finissi qui.
- Quindi stasera passerai la notte con Michael?-
Dice all'improvviso girandosi velocemente verso di e provocando varie scosse al materasso che ha scricchiolato per qualche secondo.
All'inizio la guardo confusa, poi ricordo "l'invito" di Michael e annuisco poco convinta.
- Ti presenti così?-
Alza il mento verso di me e inarca un sopracciglio divertita.
Abbasso lo sguardo sul mio camice e noto varie strisce di fango e delle piccole macchie di sangue appartenenti a Louis. Porto una mano dietro la testa innervosita per la sua domanda.
- No, infatti devo prendere un cambio dall'armadio.-
Stringo le labbra alzandomi dal letto e avvicinandomi all'armadio. Apro le ante e faccio finta di guardare in modo interessato il contenuto e ignorando il fatto che al suo interno ci siano quattro jeans neri, dodici tra felpe e maglie a mezze maniche rigorosamente nere e un paio di vans anch'esse nere.
Nemmeno questa volta sento la presenza di Brittany dietro di me fin quando non parla.
- Scelta difficile.-
Sogghigna poggiandosi all'anta dell'armadio in attesa della mia scelta.
Alzo gli occhi al cielo e stringo più che posso le mani ai bordi delle ante per evitare di girarmi e prenderla a pugni. Allungo la mano destra afferrando prima un jeans e poi una maglia nera a caso.
Richiudo l'armadio sbuffando e poggio i vestiti sotto il cuscino in modo da potermi vestire in fretta stanotte.
- Tra poco Samantha fa il giro delle celle, è meglio che tu vada.-
Le dico sedendomi di nuovo sul letto. Brittany resta ferma al suo posto dondolandosi di poco sui talloni.
- Eri venuta per qualcosa di preciso?-
Continuo portandomi una ciocca dietro l'orecchio e vedendo che non aveva intenzione di andare via.
Abbassa il viso lasciando che i suoi capelli le ricadano in avanti e incrocia le mani sul ventre.
- Oh io ero venuta qui per poterti chiedere se potevo pettinare i tuoi capelli.-
Sussurra piano portandosi una mano davanti la bocca e alzando ogni tanto lo sguardo su di me in modo furtivo.
Brittany ha nella sua cella decine di bambole che pettina e veste allo scoccare preciso di ogni ora e ogni giorno cambia loro il nome.
- Non puoi pettinare le tue bambole?-
Dico confusa e spazientita dalla situazione.
- Non parlano, non respirano, non ascoltano.-
Mentre parla si avvicina alla sedia e la tira davanti il letto incitandomi a sedermi. Mi alzo piano dal letto e tenendo lo sguardo fisso su di lei il più possibile mi siedo.
Le sue mani si poggiano sui miei capelli che le lascia scendere fino alle punte accarezzandoli.
- Dopo un po' ti stanchi di giocare con le bambole.-
Inizia a spazzolare i miei capelli con la spazzola in una mano e con l'altra continua ad accarezzarli.
- Ti stanchi della loro inespressione, a loro va bene qualsiasi cosa tu faccia.-
La spazzola si muove lenta tra i miei capelli mentre attorciglia una piccola ciocca di capelli con le dita dell'altra mano.
- Non reagiscono al dolore.-
Dice tirando di poco la piccola ciocca di capelli che ha tra le dita. Sussulto al leggero dolore provocato da Brittany.
- Vedi, è diverso con le persone.-
Dice ridendo leggermente fermando la spazzola e avvicinandosi al mio orecchie.
- Le persone lo sentono il dolore.-
Sussurra per poi ritornare a spazzolarmi i capelli.
- Le bambole puoi torturarle all'infinito, una persona perde la pazienza.-
Le dico chiudendo gli occhi e cercando di mantenere la calma.
- Sarà, ma è sempre meglio delle bambole.-
Ribatte poggiando di più la spazzola sulla mia testa graffiandomi.
- Solo che le bambole non possono decidere di giocare con te, come può deciderlo una persona.-
Appena finisco di parlare alzo il braccio destro dietro la testa afferrando il suo polso facendola smettere di spazzolarmi i capelli. Mi alzo di scatto tirandola in avanti e spingendola sulla sedia. Mi posiziono dietro la sedia e mi avvicino al suo orecchio come aveva fatto prima lei.
- Vai dritta al punto Brittany, non ho tempo da perdere per giocare alle bambole come te.-
Sussurro stringendo i denti.
- Voglio uscire anche io di qui e ho bisogno che mi prometti che mi porterete con voi.-
Rimane immobile fissando il muro davanti a lei.
- Perché io?-
Dico posizionandomi davanti a lei e incrociando le braccia al petto.
Brittany distoglie lo sguardo dal muro e punta i suoi occhi nei miei assumendo un'espressione divertita.
- Perché solo tu sai come uscire da qui.-
Mi avvicino di qualche passo alla sedia.
- Io non ho minimamente idea di come uscire da qui, chiaro?-
Dico poggiando le mani ai braccioli della sedia.
- Hai tutti i pezzi, devi solo collegare.-
Brittany alza le mani muovendo le dita e poi le incrocia tra loro mentre parla mimando ciò che diceva.
Si alza dalla sedia e così sono costretta a fare dei passi indietro lasciandola così andare.
Credo che non riusciremo mai ad uscire qui.
BAELL
Ueeeee come state? Piaciuto il capitolo? In pratica doveva uscire uno special chapter ma mi sono dimenticata e ho scritto un capitolo normale e bu non so se farlo al prossimo capitolo oppure un capitolo normale, fatemi sapere.
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Bu mi sono dimenticata che altro dovevo dirvi. Ciao xx
