Capitolo 26

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Porto le gambe al petto e inizio a muoverle freneticamente, aprendole e chiudendole. Alcune ciocche di capelli mi ricadono sulla faccia facendomi innervosire e provocandomi irritazione dato che solleticano le parti graffiate del mio volto. Le labbra mi tremano. Le mani strette nella camicia di forza mi rendono impotente di fare qualsiasi movimento. La prima settimana di isolamento, angoscia e rabbia si erano impossessate della mia mente tanto che iniziai ad impazzire, graffiandomi, sbattendo la testa al muro, tirandomi i capelli, cercando di soffocarmi. I medici furono costretti a sedarmi nuovamente e a mettermi la camicia di forza per la seconda volta. Riesco a ricordare solo poco di ciò che successe prima di risvegliarmi qui, nel buio più totale. Immagini di Michael a terra sanguinante, di ragazzi terrorizzati vagano per la mia mente in modo confusionario. I medici continuano a darmi pastiglie e a sedarmi. Le poche volte in cui riesco a stare sveglia, ho degli attacchi di panico che non riesco a controllare. Inizio a dondolare per calmarmi.

I miei occhi cercano la luce, una via d'uscita, ma sembra di essere chiusa in una stanza senza porte o aperture.

Alcuni flash della mia vita attraversano la mia mente come ombre nascoste che fuggono nell'oscurità.

Un sospiro strozzato esce dalle mie labbra.

Le voci di persone di cui ora non ricordo nulla, iniziano ad uscire dai miei pensieri e a perdersi nella stanza. Vorrei tapparmi le orecchie e fuggire da qui, ma non posso. Poggio la testa al muro violentemente come a cercare di tapparmi un orecchio e alzando l'altra spalla per tappare l'altro orecchio. Ma le voci sono troppe e sempre più rumorose. Inizio ad entrare in panico, cerco di liberare le braccia e nel farlo scivolo a terra. Inizio a urlare fino a quando non entra un medico.

- Stai lontano! Non toccarmi! Non ho bisogno di quella roba! Vai via! Lasciami!-

Continuo ad urlare mentre il medico mi inchioda al pavimento per poter farmi un'iniezione al collo.

Non ho la forza di spingerlo, posso solo urlare e piangere.

- Ti prego... lasciami... non voglio questa merda...-

Piano piano, sento ogni muscolo rilassarsi e la vista sfogarsi. Il tocco del medico sul collo diventare sempre meno pesante e le voci sempre meno urlanti.

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Mi risveglio dopo non so dopo quanto, sempre nella stessa direzione.

Alzo il busto di colpo, provocandomi un giramento di testa. Con i piedi indietreggio fino a quando le spalle non sbattono al muro. I miei occhi sono aperti, i capelli sempre disordinati sul mio volto e le labbra socchiuse. Poggio la testa al muro sbruffando e chiudendo gli occhi.

Una lacrima scende sul mio viso.

Ricordi della mia infanzia passano per la mia mente. Uno in particolare.

Flashback
Una bambina si muove irrequieta nel suo lettino durante la notte. Un brutto sogno la fa svegliare urlando e tutta sudata. Alza la testa dal cuscino e inizia a piangere.
La mamma arriva correndo da lei e si siede affianco alla bambina abbracciandola.
- Tranquilla Alison, ora passa. È solo un brutto sogno.-
La bambina risponde singhiozzando e piangendo.
- Mamma, quelle voci volevano che uccidessi un mio amico e io non volevo, così mi hanno sparato. Mamma, ho paura. Aiutami, mamma.-
La mamma le lascia un bacio in fronte e le asciuga le lacrime.
- Stenditi bene nel letto che ti canto una canzoncina.-
La bambina annuisce e si sistema bene sotto le coperte e ascolta la voce della mamma che pian piano la culla in un sonno profondo.

Fine Flashback

Ricordo quella canzone che aveva inventato mia mamma, per calmarmi dopo i risvegli cruenti per colpa degli incubi. Inizio a dondolare e a ricordare la sua dolce voce.

Riesco a sentire le sue carezze sul mio viso che tanto mi confortavano.

Inizio ad intonare quella piccola ninna nanna sussurrando.

- Chiudi gli occhi e dolce sonno,
dolce sonno della mia bimba.
Sogna il mare e il cielo stellato,
sogna un grande e verde prato.
Senti il vento che accarezza il tuo viso,
come una dolce carezza,
e il sole che t'illumina il cuore gioia,
come un bacio pieno d'amore.
Chiudi gli occhi e immagina un verde prato,
il luogo ove t'ho sempre amato.
Chiudi gli occhi e dimentica ogni cosa,
perché nulla è un ricordo gioioso.
Chiudi gli occhi e sogna la felicità,
perché la vita soffrire ti farà.-

E così, come da bambina, queste parole mi accompagnano in un sonno dove gli incubi non osano disturbare.

LA LEGGE DI HOOKE.
Vi è piaciuto il capitolo? Lo so che è corto, ma volevo pubblicarlo lo stesso. Poi volevo dirvi che per la pubblicità delle storie dovete contattarmi in chat.
Ecco alcune storie:
~ Appearances|| Michael Clifford || di abbracciamiluke
~ Good Girl~Luke Hemmings di LukeHemmingsLoveMe1
~ AVEVI DETTO CHE RESTAVI  di Virgi_11
Detto questo, ciao xx

Insane || Michael CliffordDove le storie prendono vita. Scoprilo ora