- Sally, ti verso del the? Oggi ho comprato dei biscotti al cioccolato, sono buonissimi. Ti consiglio di assaggiarli.-
Le mie mani, ora libere, prendono la teiera immaginaria e versano del the inesistente nella tazzina invisibile di porcellana della mia bambola più che reale. Piego la testa da un lato sorridendo alla bambola che mi somigliava tanto. I miei occhi spenti e circondati da occhiaie non si possono paragonare ai bellissimi occhi color oceano della bambola. La mia pelle pallida piena di lividi a confronto col la delicata e pulita superficie della bambola, non si può vedere. I capelli neri ben pettinati della mia piccola miniatura sono imparagonaili ai miei capelli neri, sporchi e incarbugliati. Riesco a ricordare due infermieri togliermi la camicia di forza e farmi ingoiare la solita pastiglia. Ricordo anche Samantha, era venuta a salutarmi. Si è piegata per poter essere alla mia altezza, dato che ero seduta a terra, mi ha accarezzato il viso, mi ha sorriso e ha lasciato tra le mie mani la bambola. Quella bambola che avevo visto nella sala qui vicino, quella in fondo al corridoio.
Prendo la bambola in braccio e provo ad alzarmi. Le mie gambe tremano, poggio una mano al muro e mi aiuto ad alzarmi, ma ricado. Dopo vari tentativi riesco a stabilizzarmi su entrambi i piedi e a fare qualche passo, sempre poggiata al muro. Mi allontano leggermente dal muro e faccio qualche passo verso il centro della stanza con la bambola in mano.
La testa mi gira, il sangue sembra non scorrere nelle mie vene, i piedi sembrano non toccare terra, il soffitto sembra schiacciarmi. Barcollo fino al muro opposto dove mi poggio e chiudo gli occhi, aspettando che il giramento di testa passi. Inizio a mormorare melodie forse che ho già sentito o che forse sto inventando al momento. Sempre barcollando e con gli occhi chiusi mi muovo verso il centro della stanza, attratta come da una voragine. Inizio a ondeggiare a destra e poi a sinistra con la bambola tra le mani. Ai miei occhi appare una grande sala preparata per una grande festa, le luci allegre e i colori che trasmettono gioia. Inizio a girare intorno e a ridere. Improvviso un valzer con la bambola, facendo ondeggiare il mio camice sporco.
- Che bel vestito che hai, Sally. Sarai la più bella della festa.-
Dico sfiorando il vestito della bambola con le mie dita che tremano.
- Guarda il mio. È stato cucito apposta per me. È di stoffa rossa pregiata. Adoro questo colore.-
Dico iniziando a toccare il mio vestito immaginario.
Sei bellissima Alison.
- Grazie Sally. Ora balliamo! Balliamo!-
Inizio di nuovo a ballare per la stanza intonando qualche melodia allegra.
Saluto tutti i presenti con cui scambio qualche chiacchiera, assaggio del buon vino rosso in compagnia di Sally. Continuo a ridere per l'allegria con tutti i presenti fin quando non si sente una porta aprirsi violentemente. Tutti i presenti fuggono, provo a correre anche io, ma resto ferma sul posto. Delle ombre entrano nella stanza, distruggendo tutto, urlando. Attraversano il mio corpo come se fossi invisibile e provocandomi un senso di vuoto. Il bellissimo vestito rosso viene strappato dalle ombre le quali ora mi circondano. Si avvicinano velocemente a me, trapassandomi tutte insieme e facendomi sentire un corpo privo di anima. Apro gli occhi di scatto e scaraventato Sally a terra, la quale si rompe. Cado a terra urlando e cercando di allontanarmi da quel male. Mi rifugio in un angolino accovacciandomi su me stessa e iniziando a piangere.
Improvvisamente il respiro mi si blocca. Apro la bocca cercando di prendere più ossigeno possibile e porto una mano al petto per provare a ne stessa che il cuore stia ancora battendo, ma non sento nessun battito I miei polmoni sembrano incanalare sabbia che blocca il mio respirare.
Nelle vene al posto del sangue scorre adrelina pura.
La mia pelle ha perso sensibilità.
La stanza sembra riempita d'acqua.
Mi avvicino ai cocci della bambola, e ne prendo uno in mano e stringendolo con tutta la forza che ho.
Ho bisogno di sentire che sono viva.
Ho bisogno di sentire il sangue.
Ho bisogno di vedere un colore che sia diverso dal bianco.
Ho bisogno di essere più folle di quello che sono.
Il sangue inizia a bagnarmi la mano.
Lascio cadere il coccio ormai sporco per terra e poggio la mano ferita su quella sana bagnandola di sangue per poi rialzarla.
Porto entrambi le mani sul viso e facendole strisciare fino al collo, sul camice, sulle braccia. Feriscono anche l'altra mano e ripeto l'azione precedente.
Passo la lingua tra le labbra assaporando il sangue che vi si era depositato.
Il cuore riprende a battere e l'acqua che prima mi circondava sembra sparita, sembra essersi ritirata nel centro della terra, nelle profondità, portando con sé buona parte della mia follia.
Resto a terra per ore. O forse giorni. Ma potrebbe anche essere passato un minuto.
Alzo la testa dal morbido e freddo pavimento e osservo la mia unica compagnia distrutta a pezzi. Quella bellissima bambola, distrutta come la mia anima. Mi avvicino di più ai cocci e inizio a metterli insieme come un puzzle.
- Un occhio di Sally.-
Sussurro prendendo un coccio dove vi era disegnato un occhio della bambola.
- La bocca di Sally.-
Prendo il secondo coccio.
- I capelli di Sally.-
Afferro il terzo coccio.
Ormai le ferite delle mani si erano quasi del tutto cicatrizzate date le sottili ma lunge ferite.
- Il corpo di Sally.-
Allungo la mano per prendere il morbido corpo della bambola, ma qualcosa cade da esso.
Lascio cadere i cocci e il corpo di Sally e prendo il bigliettino che è appena caduto. Osservo il piccolo foglietto piegato a quattro mentre lo rigiro tra le mani. Prendo un lembo e lo tiro verso l'alto per aprirlo, ma la porta si apre di scatto.
Porto la mano con il foglietto dietro la schiena e osservo l'infermiere venire verso di me.
- Forza, alzati. La tua punizione è finita, ma prima di tornare in camera devi andare a darti una pulita, stronza.-
A fatica mi alzo da terra. Quando ormai sono in piedi, l'infermiere mi prende per un braccio e mi trascina fuori dalla stanza dove c'è Samantha.
La osservo sorridere serena.
- Finalmente Alison! Mi sei mancata tanto, sai? Spero ti sia divertita con la bambola.-
Il suo sorriso si trasforma in un ghigno inquietante che mi fa indietreggiare di qualche passo, stringendo tra le mani, il foglietto. Sento le ferite delle mani riaprirsi e il sangue scorrere sulle mani.
Samantha scuote le spalle con fare innocente e aiuta l'infermiere a portarmi al piano inferiore.
I pazienti sono nelle loro celle, dietro le sbarre che urlano, ridono, si muovono freneticamente.
Vorrei fuggire da tutto questo.
Vorrei fuggire da queste urla.
Da quei due occhi verdi che mi fissano da dietro le sbarre della sua cella con rancore e sofferenza, come a chiedere perdono al dolore che ha consumato ogni parte di me.
PIZZA
Viva la pizza yeee. Piaciuto il capitolo? Andate a leggere anche le altre mie ff, please? E passate a leggere anche HEARTBREAK GIRL|| CALUM HOOD di @you_are_my_rainbow .
E anche tutte le storie di @calsaveme.
E poi andate a leggere le fanfiction di @Moki_Momi e andate a leggere l'intervista che mi ha fatto. Ti amo Moni aw. Detto questo, non so che dirvi. Ciao ciao xx
