Capitolo 22

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Abbiamo passato la notte abbracciati e al mattino non l'ho più trovato al mio fianco. Sarà andato via prima che qualcuno si accorgesse della sua cella vuota. Resto sdraiata nella penombra ad osservare il tatuaggio sul polso.

Il cerchio più grande ha la stessa larghezza di tutto il polso. Poi dentro c'è quello più piccolo e al centro il grande cerchio totalmente nero.

Osservo la precisione delle due circonferenze sottili e osservo il nero senza nessuna piccola sfumatura del cerchio centrale.

Una volta chiesi il significato a uno dei miei 'colleghi'.
Il cerchio centrale rappresenta noi. Siamo le anime nere, quelle che non provano nessun sentimento, quelle fredde, quelle che portano il male, che sono il male, quelle da cui stare alla larga. La prima circonferenza sottile è ciò che ci tiene uniti, il nostro obiettivo comune. Ed infine l'ultima circonferenza sottile che è la forza e la potenza che ci accomuna.

Questo mi disse.

Passo la giornata così, distesa sul letto immobile.

Mi muovo solo quando Luke viene a controllare la ferita ormai completamente cicatrizzata.

Non mangio nemmeno ciò che Samantha mi porta per pranzo.

Mi fa qualche domanda sulle mie condizioni fisiche e dopo avermi fatto prendere la pillola che accetto volentieri per i forti dolori di testa dovuti alle voci, se ne va.

Michael non lo vedo da stanotte.

Calum e Ashton invece sono venuti ad accertarsi che stessi bene.

Calum è ritornato come lo avevo conosciuto. Un bambino. Ashton mi ha detto che è stato costretto a prendere molte pillole, così come lui e Luke. La responsabile dell'istituto li ha privati di cibo e acqua per una settimana, come punizione.

- Non credo che sia finita qui. Dobbiamo aspettarci il peggio.-

Dice Ashton prima di andare via seguito da Calum che mi saluta muovendo la mano velocemente.

A cena mangio qualcosa, solo per i continui e lagnosi incitamenti di Samantha.

La notte invece, non chiudo occhio.

Aspetto che si ripresenti nella mia cella come la notte precedente. Mi rigiro nelle lenzuola che mi danno un senso di soffocamento.

Aspetto di sentire i suoi passi sul pavimento freddo.

Metto la testa sotto il cuscino nel vano tentativo di trovare la calma alla mia irrequietezza.

Aspetto di sentire il materasso piegarsi sotto il suo peso e le sue mani intorno ai miei fianchi.

Ma nulla.

Lui non accenna a venire.

Così tra le miriade di dubbi che affiorano nei miei pensieri, mi addormento in un sonno movimentato come sempre da incubi.

La mattina è Luke che mi sveglia.

- Puoi alzarti ora, ma non devi fare movimenti bruschi.-

Dice incrociando le braccia.

Lo osservo ancora confusa e con gli occhi socchiusi mentre resta sull'uscio della porta.

Annuisco con la testa e tolgo il lenzuolo dal mio corpo.

Sbuffo leggermente prima di mettere un piede a terra.

Anche i più piccoli movimenti mi creano delle piccole fitte al ventre. Quando sono in piedi, faccio fatica a camminare.

Insane || Michael CliffordDove le storie prendono vita. Scoprilo ora