Vittime 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46
Tutta Londra è addobbata con zucche, ragnatele abitate da ragni finti, fantasmi appesi ovunque e altre maschere di mostri che rendono la città ancora più misteriosa e spettrale. Anche la nebbia di quel 31 ottobre favoriva l'atmosfera paurosa per un Halloween fantastico. I bambini si stavano già preparando per uscire di casa e andare a fare il tradizionale 'dolcetto o scherzetto?'.
Alison non aveva addobbato casa sua come tutti gli altri. In quel periodo le voci si erano fatte più frequenti. Era come fuori controllo. Le stavano sempre di più divorando ogni sua forza che si opponeva contro di loro.
Tutto inizió circa due settimane prima, quando le voci la costrinsero ad uccidere i due proprietari di una casa mal ridotta, nella periferia di Londra. Questi due signori, stavano preparando la loro casa, come casa degli orrori. Avevano tolto tutto l'arredamento moderno, per far spazio a mobili d'epoca, fantasmi e scheletri di plastica. Alison li aveva accoltellati, squartati e gli aveva tolto le interiora per poi usarle come addobbi. Fece la stessa cosa con i corpi. Li appese, uno al lampadario in soggiorno e l'altro in corridoio. Erano la vittima 40 e 41. Inoltre girò per cinque notti a scrivere sui muri con della vernice rossa alcune frasi per finire di fare pubblicità a questa attrazione. Ora il grande giorno era arrivato e Alison si stava preparando. Aveva indossato un lungo vestito bianco, i capelli disordinati le ricadevano sulla faccia. La matita colata le dava un aspetto trasandato e inquietante. Le sue labbra erano state colorate da un rossetto rosso sangue. Sapeva che sarebbe andata molta gente. I ragazzi non vedevano l'ora di visitare quella casa. Solo che qualcuno non sarebbe mai più uscito da lì.
Quando ormai la notte era calata sulla grande città, gruppi di ragazzi giravano per la casa. Nessuno sospettava che quei due corpi nessi come addobbi, erano umani. Nessuno si rese conto che la ragazza seduta sulla sedia a dondolo era reale e non era solo una bambola a dimensioni giganti. Alison rimase immobile per tutta la notte. Fino a quando entrò l'ultimo gruppo di ragazzi. Avranno avuto tra i sedici e i diciotto anni, ipotizzò Alison.
I ragazzi passarono per il corridoio, visitano il salotto dove c'era anche Alison e appena salirono al piano di sopra, Alison si alzò e andò a chiedere la porta provocando un sonoro boato. Alison salì al piano superiore trascinando una catena. I ragazzi cominciarono a scherzare sul fatto che erano effetti per far spaventare i bambini, ma quando videro Alison andargli in contro cominciarono a scappare urlando. Non avrebbero mai trovato via d'uscita. Erano nella sua trappola. Nel suo gioco. Erano nelle sue mani e li avrebbe uccisi uno ad uno. Alison si avvicinò correndo vicino al ragazzo che era rimasto fermo per la troppa paura. Si dimenava, urlava mentre Alison gli avvolgeva al collo quella catena. Lo strattonò a terra e trinse la presa delle catene sul suo collo fino a decapitarlo. Il sangue rosso del ragazzo macchiò il vestito bianco di Alison.
Scese al piano di sotto.
- Vediamo, vediamo chi c'è qui.-
Disse sorridendo malignamente.
Si diresse in cucina e prese due coltelli. Si diresse nel salotto dove dietro la tenda vide una mano. Si avvicinò lentamente e aprì le tende tutto d'un colpo facendo spaventare l'altro ragazzo che uccise pugnalandolo. Il sangue di quest'ultimo schizzò sul vestito dell'assassina.
Sotto il tavolino che c'era un mezzo alla stanza, si nascondeva il terzo ragazzo che stava cercando di non urlare per il terrore. Alison si avvicinò al camino dove aveva appeso delle asce. Ne prese una e si avvicinò al tavolino.
Alzò l'arma e l'abbassò violentemente facendo spaccare il tavolino e tagliando in due il ragazzo.
Riprese, dal corpo del ragazzo accoltellato, un coltello e si diresse verso la cucina dove sentì qualcuno piangere.
Il ragazzo aveva chiuso la porta, Alison la aprì lentamente e vide il ragazzo di spalle intendo a telefonare alla polizia quasi sicuramente.
La porta scricchiolò e il ragazzo si girò di scatto, terrorizzato.
- Sorpresa!-
Urlò Alison per poi lanciarsi contro di lui e accoltellarlo in testa spaccandogli la scatola cranica in due parti.
Ora mancava l'ultimo ragazzo.
- Vieni qui, vieni da me.-
Disse Alison iniziando a girare per la casa alla sua ricerca.
- É solo uno scherzo. I tuoi amici mi hanno pagato per farti spaventare. È solo uno scherzo di Halloween. Vieni fuori, dai.-
Alison era ferma in corridoio e dietro la schiena teneva un'ascia. Il ragazzo uscì dal sotto scala ancora terrorizzato.
- Che figli di puttana che siete!-
Rise per il nervoso asciugandosi le lacrime che aveva pianto per la paura.
Alison si avvicinò a lui sorridendo e lo abbracciò.
Piantandogli l'ascia nella schiena.
Il corpo del ragazzo cadde a terra inerme come successe agli altri quattro.
Ormai la veste candida di Alison era diventata una veste sanguinante.
Rise per quello che aveva appena fatto. Solo che a volte si compiono dei piccoli errori. Aveva fatto forse un grosso errore.
Una voce dietro di lei urlò e prima che Alison potesse girarsi era già corsa fuori dalla casa.
Si era dimenticata di un ragazzo.
Un ragazzo che l'aveva vista.
Che forse l'aveva anche riconosciuta.
Quello che riuscì a fare fu scappare il più lontano possibile. Arrivata a casa si svestì di quelle vesti che l'avrebbero incriminata e chiuse tutte le porte e finestre per poi sedersi su una sedia al centro del soggiorno, dove si addormentò.
Il mattino seguente, tremante accese la televisione per paura di trovare il suo nome sotto la notizia degli omicidi che aveva commesso.
Un urlo di felicità, un urlo insano uscì dalle sue labbra quando sentì la notizia.
I corpi erano stati ritrovati. Erano stati riconosciuti come le vittime 40, 41, 42, 43, 44, 45 e 46 dello stesso assassino solo che c'era una nuova novità. Un testimone che avrebbe visto l'assassino.
Che testimoniò di aver visto una ragazza che però non l'aveva riconosciuto.
Vestita di un vestito lungo, macchiato di sangue, le labbra rosse e i capelli che le coprivano il viso.
Ora l'assassino aveva finalmente una forma, un aspetto, un nome.
Perché sì.
Furono loro a soprannominarla Dama Rossa.
ACTIMEL
Parto con il scusarmi per questo enorme ritardo nell'aggiornare, ma volevo fare uno special chapter un po' speciale (?) come avete visto.
Stasera andrò a casa di un mio amico a vedere un film e voi che farete?
Piaciuto il capitolo?
Vi aspettavate di meglio?
Avete qualche chiarimento da chiedermi?
Avete un unicorno da regalarmi?
Detto questo, ciao xx
