Capitolo 9

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- Luke!-

Diciamo io e Michael allo stesso momento.

-Ragazzi non volevo interrompervi, ma Calum ha avuto di nuovo una di quelle crisi e abbiamo bisogno di Michael.-

Michael corruga la fronte preoccupato. Chi è Calum? Sembra un nome familiare. Forse qualche mia vittima o forse l'avrò letto da qualche parte.

Do voce ai miei pensieri e chiedo.

- Chi è Calum?-

- Qualcuno da cui stare alla larga. Come qualcun'altro.-

Dice Luke incrociando le braccia al petto e guardando Michael con un'espressione quasi incazzata. Poi continua a parlare.

- Andiamo Alison. Ti porto a fare un giro dell'istituto, mentre Michael va a risolvere questo piccolo problema.-

Usciamo dalla cella di Michael e Luke mi fissa.

- Perché continui a fissarmi? Vuoi che ti prenda a calci in culo o cosa?-

Dico scazzata. Odio le persone che mi fissano. Mi fanno sentire ancora più diversa da loro e così fuori luogo.

- Nulla di personale. È solo che se non vorresti essere scopata da qualche pazzo, ti converrebbe metterti qualcosa oltre alla maglia di Michael.-

Ah già. Ho solo la maglia addosso e per di più non è molto coprente dato che mi arriva a metà coscia.

Inizio a stuzzicare Luke.

- E se non volessi? Non ti da fastidio vero?-

Mi avvicino a lui con fare provocante e guardandolo negli occhi. È immobile e cerca di non guardarmi. Poggio una mano sul suo petto. La maglia nera gli fascia i muscoli che sembrano scolpiti. Lo sento trattenere un gemito mordendosi le labbra.

- Certo che non mi da fastidio. Ma come ti ho già detto ci sono tante persone pazze in questo posto e potrebbero sbatterti senza farsi troppi problemi. A partire da me.-

Un ghigno prende posto sulla sua faccia e le sue mani raggiungono le mie cosce. Fa scorrere le mani verso l'alto, alzando leggermente il bordo della canotta.

Questa situazione non dispiace ad entrambi, ma mi allontano e vado nella mia cella per indossare il mio solito skinny jeans nero e le mie vans rigorosamente nere e consumate. Scendiamo fino al primo piano. E Luke inizia a parlare.

- Alison stai alla larga da Michael.-

-Per quale assurdo motivo?-

Dico infastidita. Non riesco a stare lontana da quel ragazzo, ha come qualcosa di magnetico. I suoi occhi forse, è come se parlassero.

- É pericoloso, potrebbe farti del male. Non sai di cosa è capace.-

- So difendermi. Ho ucciso 105 persone, so come devo comportarmi se dovesse mai succedere qualcosa.-

Non lo avrei mai ucciso, ma devo cercare un modo per rassicurare Luke. Quel ragazzo mi ha aiutato, ad uno scopo preciso, ma mi sto fidando di lui e sento che la cosa è reciproca. Sembra una cosa da pazzi fidarsi di qualcuno solo dopo poco tempo che lo si conosce. Forse è davvero una cosa da pazzi. Lo è e come. Ma dopotutto cosa ti puoi aspettare da noi? Siamo qui tutti per un motivo che ha niente di buono, emarginati dalla società, il mondo ci ripudia, la gente gira alla larga. Se non ci diamo fiducia tra di noi, chi potrebbe darcene?

- Sai difenderti da questo Michael, ma dall'altro? Michael ha come qualcuno dentro di sé, che alcune volte prende il sopravvento. Lo spinge a fare cose che non vorrebbe. Non bada ai suoi sentimenti o alle sue emozioni in quel momento, uccide senza pietà. Prende delle pillole ovviamente, ma alcune volte le butta. Non vorrei ti facesse del male. Non so perché ma sento una strana energia che ci lega. Come se nella nostra vita passata siamo stati delle persone che si conoscevano molto bene, fratelli o amanti penso, o forse succederà nella nostra vita futura.-

Insane || Michael CliffordDove le storie prendono vita. Scoprilo ora