Die bastard

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Steve pov

Sono in una macchina immerso nel bosco con l'ennesimo cliente,stasera è la grande sera quella dove la mia vendetta sarà finalmente attuata. Già gusto la faccia di quel fottuto vampiro quando scoprirà di avere succhiato via la vita del suo uomo.... Che crepassero entrambi all'inferno
-Vuoi un po'? -  l'uomo ha tagliato un po' di roba e la sta tirando col naso, annuisco felice di sballarmi un po' per non pensare orma sta diventando un abitudine- passa- prendo dalle sue mani la banconota chiudo una narice con l'indice dell'altra mano e inspiro... - cazzo è di prima scelta- lui sorride nei suoi occhialini da dottore, ha la fede al dito e cerca piacere in macchina con uno sconosciuto.... Che gente di merda non si rendono conto che siamo noi ad usarli per avere un po' di soldi... Mi afferra la testa il bastardo - ora inizia a succhiare- almeno questo è pulito ultimamente non uso il preservativo, non me ne fotte niente. Lo lecco con dovizia e lui reagisce con suoni sconci - sì sì sì così leccamelo ahhhh siiiii- non provo niente,  solo un po' di fastidio al collo ma nulla di cui non sia abituato. Un rumore fuori attira la mia attenzione mi sempra di aver visto qualcuno che mi guardava, sollevo di botto la testa - hey che cazzo fai.... Non ti pago per trattarmi così - il cliente s'è incazzato nella fretta ho usato i denti - scusa scusa è che qui è troppo buio - lui si massaggia il cazzo ancora irritatato - levati i pantaloni e fatti perdonare - faccio come dice levo i pantaloni, le mutande non le ho messe. Gli salgo a cavalcioni e gli stuzzico l'orecchio leccando e succhiando il lobo... Il mio cazzo è ancora floscio quindi mi sollevo e mi calo sul suo durissimo e grosso iniziando i a muovere su e giù, lui si artiglia ai miei fianchi chiude gli occhi in estasi... Due mani si poggiano sul vetro della macchina e un volto senza occhi spunta nell'oscurità, il grido esce dalla mia bocca e salto sul sedile passeggero
- che cazzo ti prende adesso? - sono in panico cerco di mettere i pantaloni ma infilo solo una gamba, fuori delle mani sbattono sul cofano e si sente lo stridente suono delle unghia che graffiano la carrozzeria il vetro posteriore va in frantumi, apro istintivamente lo sportello e scappo nella notte a piedi nudi con solo una gamba del pantalone messa.... Corro, corro, corro a perdifiato, inciampo tra i rami ma è come se quell'essere stia giocando con me...una voce inumana echeggia sulle mie orecchie  - non mi scappi- piango i polmoni mi bruciano finché non finisco su un tronco, provo ad arrampicarmi la corteccia graffia e si con ficca sulle mie dita cado verso in basso.... Riprovo a salire per nascondermi ma l'essere mi raggiunge... Vedo una figura ad una decina di alberi da me e in un battito di ciglia me lo trovo affianco. Al posto degli occhi ha due pozze nere e dei canini sporgenti, sono terrorizzato.. -ti prego  non ho fatto nulla -cerco di tenerlo a distanza con una mano ma il suo corpo è freddo come il ghiaccio, lui inizia a tremare scosso da convulsioni, è orribile mostruoso mi si avvicina al volto e mi lecca la faccia sul lato destro, è una sensazione strana e mi piscio addosso lui mi sussurra - Adesso tocca a te - lo guardo senza capire - VA ALL'INFERNO - gli dico, lui ride e mi tiene per la nuca, ha una for, a sovrumana non riesco a scappargli. Si fionda su di me, si attacca al mio collo sento i denti sprofondare nella carne e le sue mascelle si serrano con avidità, fa male, tanto. Inizio a sentire freddo agli arti non riesco a muovermi ho solo questa sensazione di svuotamento la vista si appanna...riconosco solo la sua immagine. I suoi capelli biondo e il corpo statuario. Un rumore assordante nelle orecchie - Aaron lascialo - dice una voce alle sue spalle, solo in questo momento mi rendo conto chi ho davanti. Lui si ferma all'istante con la bocca arpionata al mio collo  bloccandomi tra il suo corpo gelido e l'albero - lascialo andare Aaron te ne pentirai quando ritornerai in te- la voce continua a parlare. Sento il mio sangue caldo colare dalla sua bocca al mio collo... Non riesco a guardarlo negli occhi ma so che è un demone assetato di sangue e vendetta, non ricordo più neanche come si prega ma spero che possa avere un briciolo di pietà... Lentamente sembra allentare la presa, ringrazio mentalmente Dio ma è solo una magra illusione i suoi denti mollano un attimo per assestare meglio il morso.
-Aaron ti prego, ti scongiuro lasciami- riesco a dire malamente con la gola che mi brucia. Lui sembra obbedire. Molla il morso e mi guarda negli occhi con i suoi neri come il petrolio. Poi mi afferra il collo quasi da non farmi respirare, la pressione della sua mano è troppa. Annaspo in cerca di aria ma anche graffiando con le unghia lui non molla. Poi mi sorride maligno.
-Ciao Steve- mi dice con la sua voce distorta da demone
-Addio Steve! -

Oooooooh è schiattato finalmente c'è lo siamo levato davanti!

Ancora tu nella testaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora