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-Una verità amara.-

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La neve residua attutiva i suoi passi lenti, il naso tirato su a resistere alle temperature fredde e le mani ficcate dentro le tasche della felpa.
Bloccò il passo solo quando raggiunse la fine della collina laddove il fiume semi ghiacciato giaceva silente, quasi giudizioso.

Quante volte aveva già percorso quella strada?

Troppe, eppure stavolta non udiva le risate dei fratelli al suo seguito, le parole volate via in cielo e disperse tra le nuvole.
Aubrey non era più tornato in quel luogo dal fatidico giorno, da quando il suo mondo aveva preso una rotta diversa, piegandosi su se stesso fino a collassare.
Si chiese quanti colpi sarebbe stato in grado di sopportare, prima di vedere il proprio corpo fatto a pezzi e abbandonato al ricordo di chi aveva amato.

L'ultima frase pronunciata da Aaron gli risuonò nella mente e si ritrovò a sospirare dolorosamente, i pugni stretti nella stoffa delle tasche.
Era accaduto tutto in fretta, come al solito.
C'era amore, il secondo dopo la rovina.
Perché la loro storia non poteva avere un lieto fine? Lo stesso letto nei libri da parte dei suoi genitori quand'era solo un bambino, dove esisteva il per sempre e una serie di fattori infarciti di goia e felicità.
Si massaggiò le palpebre e sedette a un passo dal fiume, le gambe rannicchiate al petto e le braccia a cingerle per tenerle ferme.

Sentiva dentro di sé una strana calma nell'osservare quella distesa immobile. I suoi fratelli avevano provato la stessa tranquillità, prima di vedersi trasportare via dalla corrente e morire?
No, di certo era accaduto quando non avevano ancora raggiunto l'acqua, i corpi rigidi a rotolare giù per il pendio e tuffarsi oltre. Uno scenario macabro che si stampò nella sua testa, ricostruito in parte dai dettagli tutt'attorno.
Abbassò le sopracciglia e un paio di lacrime scesero lente sulle sue guance, le sentì bruciare sulla pelle di un dolore innominabile, la bocca tesa e un bordo del labbro stretto tra i denti.

Tutti i passi compiuti, tutti i traguardi ottenuti, li aveva raggiunti solo per Aaron.
Per quel ragazzo che si era impegnato ad allontanarlo con ogni mezzo a disposizione, arrivando persino a dipingersi di una tinta che non gli apparteneva.
Non era lui, continuava a ripetersi Aubrey, eppure lo percepiva ancora il sapore delle sue labbra sulle proprie, la lingua a giocare con il segno del morso procurato dal compagno.

«Che faccio... che faccio?» disse e incastrò le dita tra i capelli, il capo chino e le palpebre chiuse.

Aveva perso il conto di quante volte si erano già lasciati e ricongiunti, così tante da farlo dubitare per un momento della loro unione. Dopotutto, il loro rapporto pareva incline a disfarsi di continuo, ad aggiungere dolore su dolore in un vaso già pieno.
Ascoltò il suono dei passi alle sue spalle, un intercedere frettoloso, poi il profumo di Noah a invadergli le narici e il suo calore al proprio fianco.

Non era tornato.

Aaron non lo aveva seguito.
Ci aveva sperato, inutile mentire, tuttavia una parte dentro di sé sapeva che non sarebbe accaduto.
Abbozzò un mezzo sorriso basso e si perse nel prato in ombra delle iridi dell'amico, sfiorò i contorni di un livido violaceo sul viso a coprire la generosa manciata di lentiggini sparse tra naso e guance, e lo vide indugiare per un attimo sul fiume, prima di portare l'attenzione su di lui.

«Sei andato via di corsa» mormorò Noah e Aubrey annuì mesto, si strinse nelle spalle e gettò una risata senza divertimento, poi se ne stette in silenzio, schiavo dei suoi stessi pensieri.

Un uccello gracchiò in lontananza e molti altri lo seguirono in un folle volo che si tramutò in una lotta contro il vento freddo, le sferzate a colpire le loro ali e farli tremolare.
Aubrey li fissò per qualche istante, in seguito tornò a guardare le sue mani.

«Mi sembra lo stesso giorno in cui mi trovo davanti alla tua palestra» disse con una smorfia ironica rammentando l'episodio di un paio settimane addietro. «Lo stesso morale di merda e i miei stupidi pianti» aggiunse e lanciò un sassolino in avanti, lo vide rimbalzare e rotolare su una lastra di ghiaccio.

Schiavo del Mio amore MalatoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora