18.3. Giochi del Destino

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"Hai capito Harry?"

In quel momento Potter deglutì sonoramente e la Granger continuò come se nulla fosse.

"Draco è innamorato perso di te, anche se non lo ammetterà mai, fidati di me!"

"Cosa?!" Urlò con voce emozionata. "No, non è vero, non... è possibile! Tu mi stai prendendo in giro!"

"E perché dovrei? Harry ascoltami bene: è tutto molto più facile di quel che pensi, devi solo dargli tempo! Draco ha bisogno di metabolizzare la situazione."

"Ma dai, non..."

Improvvisamente la comunicazione si interruppe e nell'arco di pochi istanti Harry si staccò il telefono dall'orecchio per guardare il display.

"Pronto?! Herm mi senti?!"

Improvvisamente infatti, il camino della grande stanza si illuminò di scintille scoppiettanti verdi e rosse fuoco, mostrando poi il profilo della bellissima Hermione che, in un secondo, si trovava proprio difronte a lui ed il suo sguardo serio e nervoso non era certamente dei migliori.

"Ehi, perché sei qui?"

Potter alzò un sopracciglio con aria stupita.

"Beh, non credo proprio che al telefono sia meglio discuterne, dunque eccomi qui."

La donna in quel momento si sedette sul letto dell'uomo e poi, lo invitò a fare altrettanto.

"Ok." Sospirò per poi mettersi a sedere e guardarsi attentamente le mani lisce e curate, perfette. "Senti Herm, non può essere vero ciò che dici, insomma Draco, ehm Malfoy, mi ha fatto capire bene e molto chiaramente quanto non sia interessato a me. Te l'ho detto, mi ha supplicato di stargli lontano! Come le vuoi interpretare queste dannate parole?"

A quel punto la Granger sospirò esausta.

"Sei cocciuto, eh?! Quando ti metti in testa una cosa è quella, mh?!"

"Perché dici questo?"

"Harry ascoltami; Draco ti ha allontanato, ok, ti ha detto fatto capire con le parole che non ti vuole, ma con i fatti non è come sembra, io lo so!"

"Mh, dammi un motivo per crederlo, sembrava così sincero."

"Hai guardato bene i suoi occhi? Lo hai fissato attentamente? Sai Harry, le parole possono mentire molto bene, ma lo sguardo no, quello mai. È sincero anche quando non vuole."

"Quindi Draco mi stava mentendo."

"Esattamente e continuerà a farlo se tu non ti decidi a metterti alla prova!"

"Cioè?! Che cosa hai in mente Herm?!"

L'aria di Harry era davvero allarmata in quel momento, ma la ragazza gli sorrise incoraggiante, facendogli poi capire più in là quali erano le sue idee.

Ma che intenzioni aveva davvero l'ex Grifona dai capelli ricci, lo sguardo accattivante e gli occhi marrone scuro?

Il giorno seguente, difatti Harry appena uscito dal suo Hotel con in mano le racchette, gli sci e gli scarponi addosso con la quale camminava non bene a causa della neve ed il ghiaccio, pensò al piano che Hermione gli aveva suggerito la sera prima, anche se tutto ciò non lo aiutava a decidersi, perché rendersi sicuro di se e fare in modo di mostrare indifferenza davanti al biondo, ogni volta che si vedevano, non era proprio il suo forte e non era sicuro inoltre di riuscirci.

<<"Ma come puoi pensare una cosa del genere, Herm? Io lo amo, non sarei nemmeno credibile."

"Devi solo mantenere il sangue freddo e fingere che ami un altro. Inventati di essere interessato a Charlie, vedrai che Malfoy non tarderà a reagire. Quello ti ama e farà di tutto per averti!"

"Merlino Herm, se non fosse che si tratta di me, mi metterei a ridere, è assurdo, però hai dei piani incredibili, ti adoro, lo sai?!"

La ragazza lo abbracciò.

"Anche io, fifone! Vedrai che presto il tuo Draco sarà fra le tue braccia e non solo."

A quelle parole così chiare Harry arrossì vistosamente e dunque si alzò velocemente dal letto in quanto non voleva farsi vedere dalla donna con le guance in fiamme.

"Hermione, ma che dici? Merlino, io."

La Granger quindi scoppiò a ridere.

"Eh, l'Amore. Dai tesoro stai calmo, ok? Io sono qui e fammi sapere come andrà, chiaro?!"

Potter perciò alzò gli occhi al cielo.

"D'accordo, è una promessa." Sorrise. "Buona notte e salutami gli altri due, ok?"

Facendo capire che si riferiva a Pansy, Ron, il fidanzato dell'amico, Viktor, Luna e Ginny.

"Ok, ciao caro!"

Hermione quindi dopo pochi secondi sparì dal camino facendo uscire fuori delle piccole scintille verdi e rosse ed il ricordo dell'uomo perciò si concluse così.>>

Harry era davvero affranto e disperato, ma Hermione alla fine aveva perfettamente ragione: Potter doveva immediatamente fare qualcosa e se il suo obiettivo era fingersi indifferente, beh, lo avrebbe fatto!

Certo, il rischio di allontanarlo ancora di più da lui c'era, ma se Draco sosteneva che Potter doveva stargli lontano, in definitiva che cosa aveva da perdere?

No, il moro dai capelli sempre spettinati e mossi, doveva provarci, costi quel che costi.

Nel mentre Harry stava camminando verso le piste da sci per incontrarsi con il suo insegnante privato, la quale non sapeva chi fosse, ad un certo punto senza volerlo andò a scontrarsi con una persona, o meglio, un uomo un pò più robusto di lui che in un attimo lo fece sdraiare per terra, anche se provò sin da subito ad evitare la caduta, ma senza successo.

"Mi scusi signo... Harry?"

"Charlie! Che piacere rivederti qui. Che sorpresa, anche tu aspetti un insegnante privato? Non sapevo che amassi lo sci."

"No, in realtà no, sono io che insegno e tu sei proprio il mio allievo. L'ho scoperto poco fa e difatti stavo per chiamarti: Ron ieri sera dopo aver saputo tutto mi ha dato il tuo numero. Ha sbagliato forse? Comunque, Harry lo sci è sempre stato il mio sport preferito, sin da bambino, ma i miei genitori non erano d'accordo e così da grande senza che nessun mio familiare ne fosse informato, beh, ho mandato avanti il mio obiettivo."

A quelle parole il corvino rise.

Harry infatti credeva che Weasley si occupasse solo ed unicamente di draghi.

Che stranezza!

"Pensa te! Se Ron fosse qui avrebbe sicuramente preso un coccolone di quelli veri, miseriaccia! Comunque ha fatto bene a darti il mio numero e sono felice per te, per la realizzazione dei tuoi sogni, i tuoi progetti."

Il rosso quindi sorrise felice.

"Grazie."

"Beh, allora andiamo?"

L'uomo più giovane infatti credeva che quella lezione fosse solo per loro due, ma...

"No, Harry aspetta, c'è con noi anche un'altra persona che sta per arrivare."

"Ah, sì? E chi sarebbe?"

"Eccomi! Scusate per il ritardo, ma... Potter?!"

"Malfoy, qual buon vento?!"

Fine terza parte.

Drarry ~ StorieDove le storie prendono vita. Scoprilo ora