23. Bianco&Nero

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"Hai fatto?!"

Blaise, un bell'uomo sui trent'anni anni, dai capelli scuri così come la sua pelle simile al cioccolato fondente e gli occhi color nocciola, quella sera chiamò, o meglio urlò per l'ennesima volta al fidanzato Harry da dietro la porta del bagno, dato che da circa una decina di minuti il ragazzo più piccolo di quattro anni si era rinchiuso lì dentro e non c'era verso di farlo uscire.

"Eccomi, sì! Sono pronto!"

"Vuoi muoverti?! Stiamo facendo tardi!"

Appena Harry uscì, dopo pochi secondi, Blaise gli fece subito una breve radiografia del proprio corpo assolutamente perfetto e decisamente nascosto sotto degli abiti che lo rendevano ancora più bello.

"Ehi, riprenditi se no, fai un gran lago!"

Rise per poi prenderlo in giro, tanto che l'altro moretto se lo spalmò sul muro e lo riempì di intensi baci.

Harry quindi gemette chiudendo gli occhi verde smeraldo come un prato fiorito in primavera e alla fine disse: "Non dovevamo andare?"

"Sì. Muoviti prima che ti tolga tutto e ti spalmi sul letto fino a domani mattina!"

Potter quindi scoppiò nuovamente a ridere e dopo essersi sistemato meglio un ciuffo corvino, si infilò la giacca con la sciarpa ed il berretto, data la temperatura rigida che c'era fuori.

Mezz'ora più tardi, dopo aver parcheggiato la macchina, i due fidanzati da circa cinque anni e mezzo, si diressero verso l'entrata diretta al grande palazzo dei congressi.

Quella sera infatti i due uomini dovevano partecipare ad un'organizzazione molto importante che riguardava l'Africa e tutti i pregiudizi rivolti alle persone provenienti dai paesi stranieri che erano costretti a vivere tra la povertà e le malattie più insidiose della Natura, ma in particolare tutta la Somalia e gli abitanti della sua Capitale, Mogadiscio.

"Eccoci arrivati. A dopo tesoro!" Disse Zabini con un gran sorriso nel mentre il suo Harry si stava mettendo a sedere accanto a tutti gli altri spettatori e l'altro uomo invece si era avvicinato ai suoi colleghi per poter finalmente iniziare quella splendida serata che avrebbe completamente cambiato la vita di Harry.

Ma in che modo?

"A dopo!"

Blaise era una di quelle persone che amava il proprio lavoro e in ciò che faceva ci metteva sempre il cuore, la grinta e la passione, tutte qualità molto importanti che stavano alla base di quel tipo di mestiere che permetteva anche di essere persone migliori, dato che lui in passato per certi aspetti non lo era stato per niente ed Harry questo lo sapeva molto bene.

Ma perché?

Le luci si spensero e Potter guardò avanti a se con l'aria un po' annoiata.

Se in quel momento il moretto dagli occhi verdi era lì, beh, doveva dire che il merito era tutto del suo uomo.

Potter infatti si occupava di computer ed era laureato in informatica da due anni.

"Dunque, questa sera..." Iniziò Pansy, una donna dall'aria distinta. "Parleremo dei bambini del Mogadiscio e delle loro madri che per bere e procurarsi del cibo per poter sopravvivere sono costrette a camminare per dei km interi sotto il sole."

Dopo circa un'ora di ascolto fitto, Harry decise di uscire per prendere un po' d'aria dato che faceva molto caldo e fumarsi anche una bella sigaretta.

Non ne poteva davvero più di quella conferenza e in oltre stava letteralmente scoppiando di mal di testa.

Blaise non si era fermato nemmeno un secondo per respirare nel mentre parlava, ma come faceva?

Drarry ~ StorieDove le storie prendono vita. Scoprilo ora