Madre e figlia

254 11 2
                                        

#Ginevra POV

I miei genitori stanno finalmente venendo a Roma e questo mi fa sentire decisamente più sicura, li sto aspettando in stazione e sinceramente non vedo l'ora di abbracciarli dopo mesi di lontananza forzata. Il treno finalmente si è fermato e io cerco con lo sguardo mia madre e mio padre e li individuo anche abbastanza in fretta. - Mamma, papà! - e alzo la mano per farmi notare da loro mentre mi avvicino.

- La mia bambina! - mamma mi stringe a sè e io faccio lo stesso. - Mi sei mancata così tanto! -

- Mi siete mancati anche voi. - affermo con gli occhi lucidi mentre guardo mio padre.

- Ora siamo qui, e sistemeremo ogni cosa! - mi rassicura mio padre prima di stringermi a sè e io sembro essere tornata quella bambina piccola che si rifugiava tra le sue braccia.

- Grazie! - ribatto mentre mi offro di aiutarli con i bagagli per poi uscire dalla stazione e salire in auto.

- Sei sicura che possiamo stare da voi? - mi chiede mia madre mentre si fa aria, essendo ormai a metà giugno l'estate si sta decisamente facendo sentire.

- Assolutamente si, ho già parlato con Simone e si è detto d'accordo e pure non lo fosse stato poco me ne importava, voglio passare del tempo con voi e almeno forse discuteremo di meno. -

- State litigando ancora molto? - mi chiede mio padre con calma ma si vede che è piuttosto innervosito da questa cosa.

- Purtroppo si, ma spero che con la firma di quel benedetto accordo prematrimoniale tutto possa tornare ad essere più o meno calmo. - dico io. - Non mi fido totalmente delle buone intenzioni della famiglia di Simone per cui lunedì insieme a noi ci sarà un avvocato. - spiego ai miei genitori, ho deciso di parlarne in auto perchè a casa sarebbe un rischio. - Inutile dirvi che Simone non ne sa nulla, deve essere qualcosa ad effetto sorpresa fino all'ultimo secondo. - so che non diranno assolutamente niente.

- E chi è questo avvocato? Il marito della vostra domestica? - si preoccupa mia madre.

- No, non voglio che Teresa perda il lavoro. - replico io immediatamente. - E' uno dei migliori amici di Mattia che si è detto disposto ad aiutarmi. -

- E come stanno Charlotte e Mattia? - domanda mamma, sa quanto sono amica di quei due.

- Stanno bene, sono i soliti, domani magari possiamo passare un po' di tempo solo donne! - dico a mia madre. - Ho prenotato da lei per fare le mani ed i piedi! -

- Assolutamente non vedo l'ora! - parcheggio fuori casa, l'auto di Simone non c'è già più per cui mi appresto ad entrare in casa. - Abbiamo la cena vero? - domanda ancora mia madre.

- Come ogni venerdì! - ribatto io. - Però fate con calma e se siete stanchi posso andare da sola! - li rassicuro, se posso risparmiargli un po' di veleno che si trova in quel covo di serpi lo faccio volentieri.

- Saremo al tuo fianco! - ribatte mio padre che nel frattempo ha posato i bagagli nella stanza degli ospiti. - Ci cambiamo e andiamo! - afferma lui e ringrazio che in casa ci siano due bagni e così ben presto siamo nuovamente in auto e io sto decisamente iniziando ad odiare le cene del venerdì sera.

- Sei agitata? - a mia madre non sfugge mai niente, penso che mi conosca veramente bene.

- Molto, sto odiando queste cene anche se questa sera sono certa che con la vostra presenza si mostreranno degli agnellini. - spiego subito ai miei dal momento che conosco fin troppo bene i miei futuri suoceri anzi a dire il vero la mia futura suocera e cognata, il padre di Simone è sempre pacifico e fin troppo buono nei miei confronti, cerca di mediare per quel poco che può fare.

𝑽𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒕𝒆 ~ 𝑭𝒂𝒃𝒓𝒊𝒛𝒊𝒐 𝑴𝒐𝒓𝒐Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora