Nuova storia 20
#Ginevra POV
Ho sempre amato follemente l’estate, è decisamente la mia stagione preferita, e ho a dir poco una fissazione per il mare. Sono nata e cresciuta con il mare, inizialmente ho proprio sofferto molto quel distacco motivo per cui ho scelto di restare a Roma, c’è la possibilità di andare al mare mentre se avessi optato per Milano penso che mi sarei decisamente sentita persa. A me rigenera anche solamente stare dieci minuti seduta in spiaggia a pensare cullata dal rumore delle onde.
- Sapevo che ti avrei trovata qui! - sento dire da Simone alle mie spalle, siamo ad una cena di lavoro ma essendo ad Ostia ho approfittato per allontanarmi un po’ da tutto quel caos ed estraniarmi dal mondo a modo mio. Simone è perfettamente conscio del rapporto che mi lega al mare, lui non ama il sole e starsene in spiaggia tutto il giorno per cui generalmente lo devo proprio trascinare ed obbligare.
- Sono prevedibile! - ribatto io mentre mi volto leggermente. - Perdona la sparizione! - gli dico io, non ho alcuna intenzione di litigare.
- Sei stanca? - mi domanda lui.
- No, tranquillo, sto bene, solamente sono questioni tue di lavoro e sai che non mi piace intromettermi. - ribatto io. - Sono discorsi che la maggior parte delle volte nemmeno comprendo quindi mi sento leggermente di troppo e ho approfittato del mare di notte! - e fisso le stelle che illuminano il cielo.
- Vuoi il dolce? - mi domanda poi notando che stanno iniziando a servire il dolce.
- Sto bene così! - dico io restando seduta sui gradini del ristorante per non rischiare di sporcare il vestito che indosso. - So che ai tuoi colleghi sarò sembrata strana, una specie di zingara che va ad ascoltare il rumore del mare di notte. -
- Pensi che mi importa realmente di ciò che pensano quelle persone? - mi domanda lui.
- Generalmente si, per te sono soci d’affari e il loro parere per te è importante. - ribatto io. - Mi hai umiliato varie volte alle cene anche per molto meno, che diavolo ti prende? - sto decisamente perdendo la calma perchè non può essere cambiato fino a questo punto. Ha ragione Fabrizio quando dice che le persone non cambiano.
- Mi sono reso conto che ho esagerato, sto tentando di rimediare e dimostrarti che io ti amo esattamente come sei. - Quasi mi sale un conato di vomito nel sentir dire quelle due parole dalla sua bocca. - Ginevra? - e mi passa la mano di fronte al viso per riportarmi alla realtà. - Ti senti male? -
- Mi gira un po’ la testa! - dico io mentendo, non ho nessuna intenzione di fingere di nuovo di amarlo e desiderarlo.
- Vuoi tornare a casa? - mi chiede lui.
- No, tranquillo, ora mi passa! - mi giustifico io.
- Penso che tu stia esagerando un po’ con il lavoro e tutti gli impegni connessi agli ultimi preparativi, permettimi di darti una mano! - da quando è tornato dal viaggio di lavoro se possibile è ancora più premuroso.
- Ormai è praticamente tutto pronto, non ti preoccupare, in vacanza avrò sicuramente modo di riposare. - lo rassicuro io.
- Ho sentito mia madre! - mi dice, i suoi sono partiti per una breve vacanza per evitare un po’ di affollamento. - Mi chiedeva se stavamo pensando ad allargare la famiglia! - di certo non mi aspettavo di sentire queste parole mentre siamo ad una cena di lavoro.
- Simone siamo ad una cena di lavoro, non penso che sia il momento nè il luogo adatto per parlare di queste cose. - ribatto io prontamente, al pensiero della combo matrimonio e figlio rischio seriamente di svenire e mi rendo che è l’ultima cosa che vorrei è costruire una famiglia con lui.
- Perchè fai così? - mi domanda lui alzando leggermente il tono. - Ci sposiamo, è anche lecito fare questi pensieri! - e mi sorride accarezzandomi la guancia. - Penso che sarai una madre a dir poco perfetta! -
- Penso che sia assolutamente presto per pensare a questo genere di cosa. Prima affrontiamo le nozze e poi con calma ci pensiamo, non c’è alcuna fretta! -
- Gin hai 31 anni penso che sia esattamente il momento perfetto! -
- Mi devi far sentire vecchia? - domando io esasperata. - Io non mi sento pronta a fare la madre e ad avere un figlio. - sbotto attirando più sguardi del dovuto su di noi.
- Penso che sia meglio andarcene, inizi a dare spettacolo. - ribatte Simone e mi rendo conto che forse il suo cambiamento non è poi così sincero. Saliamo in auto dopo aver salutato tutti e io guardo la strada scorrere e mi sento decisamente un animale in gabbia in questo momento. - Io sinceramente non ti capisco! - dice Simone all’improvviso.
- Siamo ad una cena e mi dici che tua madre chiede nipoti? Dovremmo essere noi a volere figli, non devono essere gli altri a dirci che cosa fare. E lo so che tua madre non voleva la convivenza, anzi voleva il matrimonio ancora due anni fa. Ed è chiaro che lei non mi sopporta per quella questione e ora chiede a gran voce dei nipoti? - domando non trattenendo in nessun modo il sarcasmo.
- Perchè dici che non ti sopporta? -
- Perchè è la realtà dei fatti, non ha mai nascosto che non voleva vedere me al tuo fianco. Io sono una comune ragazza mentre secondo lei dovrei sentirmi una principessa visto chi devo sposare ma a me non me ne frega dei tuoi soldi e nemmeno del tuo cognome. - dico duramente. - E francamente dopo quello schifo di accordo prematrimoniale voglio pensarci molto bene prima di fare dei figli con te. - ribatto sbattendo lo sportello dal momento che siamo arrivati a casa.
- Ma quell’accordo non c’è più dal momento che ne abbiamo firmato un altro. - mi fa notare Simone mentre sta stringendo i pugni e penso che sta decisamente perdendo tutta la sua calma.
- Se permetti non mi fido comunque tu e la tua famiglia siete più strani che mai in questo periodo. - dico io togliendomi i tacchi.
- Come sarebbe a dire che non ti fidi? - domanda incastrandomi tra il muro e la parete alle sue spalle e la sensazione di sentirmi in trappola aumenta decisamente. Il cuore batte forte e sento le gambe cedere. - Ginevra! - Simone mi prende in braccio prima che sia troppo tardi. - Ma che diavolo ti prende? - domanda preoccupato.
- Sono solo agitata! - e mi faccio aria con le mani. - Sicuro questo caldo non mi aiuta. - aggiungo ancora. - Vado a fare la doccia e poi a dormire! - e vorrei alzarmi da sola ma proprio non ci riesco e così devo accettare l’aiuto di Simone.
So benissimo che cosa era ciò che ho vissuto poco fa, un attacco di panico in piena regola, è una sensazione difficile da spiegare a parole, è solamente un modo del mio corpo di manifestare che c’è qualcosa che non va. E so benissimo che cosa non va in questo momento, la mia storia con Simone e forse questo dovrebbe essere lo slancio per mettere un punto ma evidentemente sono troppo codarda per farlo.
- Se vuoi domani ti accompagno dal medico! - e vedo il suo sguardo accendersi.
- Frena i tuoi entusiasmi non sono incinta! - ribatto io. - Mi è passato da poco il ciclo e sai bene che prendo la pillola. - dico indossando il pigiama. - Semplicemente è un po’ di stress misto al caldo ma passerà presto. - aggiungo alzando le spalle. - Ora riposo e domani sarò come nuova! - provo a dire mentre lui fa scorrere le mani sotto alla maglietta che indosso, fino a qualche tempo fa avrei avuto i brividi solo al contatto mentre ora mi da estremamente fastidio oltre che farmi schifo. - No! - dico quando mi sta per abbassare i pantaloncini. - Non me la sento! -
- Come vuoi! - e si dirige in camera da letto, io mi sistemo sotto al lenzuolo e lui ovviamente mi da le spalle e direi che non è il miglior metodo per addormentarsi ma francamente non mi va più nemmeno di chiarire.
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𝑽𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒕𝒆 ~ 𝑭𝒂𝒃𝒓𝒊𝒛𝒊𝒐 𝑴𝒐𝒓𝒐
FanficGinevra Ferrari e Fabrizio Moro si conoscono a Sanremo nel lontano 2007 quando lui è in gara con le nuove proposte, lei all'ultimo anno delle scuole superiori svolge un tirocinio formativo in sartoria. In quella settimana di gara Fabrizio trova in G...
