XXI.

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Il mattino seguente, Damiano telefonò alla reception e chiese di portare loro la colazione in camera. Ordinò per Vic un'omelette con verdure e per sé prese un frullato proteico al cioccolato.

Svegliò la moglie con un bacio e appoggiò il vassoio sul letto. Mentre mangiavano, la ragazza alzò lo sguardo.

- Sai, Dam, stavo pensando...

- Mh?

- Stasera sarà la mia prima apparizione sul palco dopo la data di Londra.

- E..allora?

- Allora, appena mi vedranno scopriranno..il nostro segreto.

- Che lo scoprano. Abbiamo il diritto di dire al mondo chi siamo. Noi sosterremo sempre il nostro modo di essere.

- Anche se questo comportasse non avere più un angolo di privacy?

- Vic, non ce l'avremmo comunque. Sono anni ormai che la nostra vita è costantemente controllata da telecamere. Ma ormai ci abbiamo fatto l'abitudine. Loro sanno quando ci siamo sposati, quante e quali relazioni abbiamo avuto, i giorni esatti in cui abbiamo registrato tutti i nostri album, alcuni sarebbero persino in grado di dirci quando e dove abbiamo dichiarato di avere mal di denti o l'ultimo tatuaggio che ci siamo fatti. Hai idea, in questo momento, di quante persone siano venute a conoscenza delle nostre acrobazie di stanotte?

Vic sorrise arrossendo.

- Vabbè, per quello penso non ci voglia un genio per capirlo...

- Quello che sto cercando di dirti è che non c'è motivo di nascondere una cosa così bella come questa. Secondo me sarebbe peggio che venissero a saperlo di nascosto e facessero la soffiata alla stampa. Per questo quello che faremo noi stasera sarà salire su quel cazzo di palco e gridare al mondo noi siamo Damiano e Victoria, ci amiamo e aspettiamo un bambino, e ce ne freghiamo delle vostre malelingue sul fatto che siamo giovani, che stiamo sbagliando, che siamo dei pazzi. Perché chi si ama deve pur essere pazzo!

- Sì, Damiano, siamo dei fottuti pazzi!

Presero a baciarsi con voga e si trattennero a letto ancora per un po' di tempo.

Appena furono pronti, scesero nella hall dove Thomas ed Ethan li stavano aspettando già da mezz'ora.

- Ah, siete vivi.- disse Thomas nascosto dietro a una rivista e girò la pagina indignato. Damiano si sedette accanto a lui e gli diede una pacca sulla spalla.

- Che hai, chicco? Dormito male?

- Già. Ma voi a quanto pare, no.- girò di scatto un'altra pagina.

Dam e Vic si guardarono colpevoli.

- Ragazzi, anch'io avevo la camera attaccata alla vostra. Ma non lo sapevo finché mi so' domandato, mentre facevo meditazione, chi potesse essere ad attaccare un quadro nel muro alle tre e un quarto del mattino.

- Daiii!- rise Vic portandosi la mano alla fronte.

- Thomas, mi dispiace. Se volevi unirti a noi, bastava dirlo.- lo prese in giro Dam.

- Simpatico.

- Dai su, mi perdonerai presto. Girati.- Il chitarrista chiuse la rivista e si voltò.

Entrò una ragazza alta e piuttosto secca con lunghi capelli neri ed enormi occhiali da sole neri con le lenti blu e un rossetto rosso fuoco. Indossava una tuta rosa pastello e i tacchi a spillo. All'anulare sinistro, portava un enorme diamante scintillante. Si tolse gli occhiali e sorrise. Thomas era al settimo cielo.

𝐹𝑜𝑟 𝑦𝑜𝑢, 𝑙𝑜𝑣𝑒Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora