L'acqua calda scorreva lenta sul suo corpo e le goccioline d'acqua le imperlavano la pelle morbida e leggermente dorata. Il tepore creatosi all'interno del box doccia la fece sospirare di sollievo e l'avvolse completamente rilassandole i muscoli.
Si immerse sotto al potente getto d'acqua e socchiuse gli occhi, liberando la mente da ogni pensiero e lasciando che tutto lo stress e l'agitazione, che in quei giorni erano stati come un macigno al centro del petto, scorressero via trascinati dal fruscio d'acqua, il più lontano possibile.
Aprì gli occhi e dopo essersi pulita il viso dalle gocce d'acqua, si guardò intorno. Ancora non riusciva a capacitarsi del fatto che non fosse più in quel tugurio di casa sua, ma in un bagno bellissimo dall'arredamento lussuoso, con un box doccia in cui ci sarebbero entrate benissimo lei e le sue tre amiche.
Dopo un tempo che le sembrò infinito, girò la manopola dell'acqua calda e si avvolse nell'accappatoio bianco, morbido e profumato che ogni giorno Imma, la governante, le portava in camera.
Per quanto quella donna si sforzasse di creare un minimo rapporto, lei non ne voleva sapere.
Non parlava con nessuno in quella casa e fino a quel momento non era mai uscita da quella stanza, se non di notte per rubare qualcosa dalla dispensa super fornita.
Le uniche con cui scambiava quattro parole erano le meravigliose cagnoline, ma sfortunatamente loro non potevano risponderla.
<Buongiorno principesse> esordì uscendo dal bagno e camminando in direzione del letto dove le tre cucciole se ne stavano appallottolate, occupandone la metà. Da un paio di sere, le faceva salire di nascosto in camera sua e si addormentavano insieme tra coccole e slinguazzate. Poteva sembrare assurdo, ma un pò le ricordavano Maria, Manuela e Nunzia.
Al loro pensiero quel senso di nausea e di soffocamento la investì ancora una volta.
Si chiedeva se loro sapessero dove fosse e cosa più importante se le avrebbe mai più riviste.
Come sarebbe stata la sua vita senza di loro, non voleva nemmeno immaginarlo.
Si tamponò il corpo con l'accappatoio per poi lasciarlo cadere ai suoi piedi. Si avvicinò a passo svelto verso l'enorme cassettiera e aprì il secondo cassetto, all'interno del quale c'era tanta di quella lingerie da far invidia ad un intero negozio di intimo.
Un rossore improvviso le colorò il viso al pensiero che lui avesse scelto per lei tutti quei pizzi e merletti. Tirò fuori un completo in pizzo bianco e osservò i ricami che decoravano le coppe del reggiseno e poi soffermò il suo sguardo sulla striminzita strisciolina di stoffa che da li a poco, sarebbe sparita tra le sue natiche.
Era così che lui se l'immaginava? Era in quel modo che voleva vederla? Scacciò via quei pensieri scrollando il capo con forza. Non ci sarebbe mai stato niente tra loro, su questo sarebbe stata irremovibile, si sarebbe fatta ammazzare piuttosto.
Indossò il completo e si posizionò difronte all'enorme specchio al lato del letto. Puntò il suo sguardo sulla lastra di vetro che rifletteva per intero la sua figura, studiando attentamente ogni dettaglio del suo corpo.
Era stata da sempre consapevole della sua bellezza, era un dato oggettivo, lo poteva notare da sola guardandosi allo specchio e glielo faceva presente chiunque posasse lo sguardo su di lei.
Continuava a specchiarsi, osservando il modo in cui il completino le rivestiva le intimità, facendola sentire non solo bellissima, ma sensuale e allo stesso tempo irresistibile.
Con le dita accarezzò i ricami che impreziosivano il completo, proseguendo sulla stoffa morbida e liscia, che niente aveva a che vedere con l'intimo scadente che Nicola le aveva propinato come divisa da lavoro.
Si voltò di tre quarti osservando la curva pronunciata del suo sedere tondo e le cosce perfettamente toniche e lisce. Osservò quella curva perfetta che delineava lo stacco tra la sua natica e la coscia e d'istinto ne tracciò con le dita il contorno morbido.
Risalì piano verso l'alto, e un fremito la percorse tutta quando si accarezzò un fianco con le dita. Afferrò tra il pollice e l'indice la sua carne, strizzandola con forza per poi salire più su solleticando la pelle sottile delle costole, fino a raggiungere la curva del seno sodo, che si teneva su anche senza bisogno del reggiseno.
Ne tracciò il contorno con le dita, accarezzando quelle protuberanze perfette. Erano come dei semicerchi rigonfi che formavano una "v" al loro centro. Osservò le sue forme con soddisfazione per poi risalire con le dita lungo il suo collo sottile e privo di imperfezioni.
I suoi occhi poi si soffermarono sulla sua bocca carnosa, di colore rosa acceso. Tracciò con l'indice il contorno dell'arco di cupido, mentre con l'altra mano si attorcigliava una ciocca di capelli ancora umida per lo shampoo appena fatto. Si passò la lingua sulle labbra e sorrise mettendo in mostra i denti bianchi.
Non era mai stata dal dentista eppure non poteva lamentarsi, fatta eccezione per qualche piccola macchiolina il suo sorriso non era poi così male.
Si toccò la punta all'insù del piccolo nasino e poi concentrò la sua attenzione sui suoi occhi verdi.
Fu in quel preciso istante che i suoi smeraldi si scontrarono con un paio di occhi scuri riflessi nello specchio, che la stavano osservando intensamente.
Quello sguardo sembrava potesse bruciarle la pelle attraverso lo specchio ed era così attento e così concentrato che non si vacillò nemmeno quando lei cacciò un urlo e si voltò di spalle schiacciando il sedere e la schiena contro al vetro freddo dello specchio.
Si portò una mano al petto per lo spavento e diventò di colore bordeaux quando realizzò che quegli occhi appartenevano a lui, a Michele e che lei in quel momento era in piedi davanti allo specchio mezza nuda. Si coprì il petto con un braccio e si portò la mano destra all'altezza dell'inguine coprendo per intero la stoffa trasparente delle mutandine in pizzo.
Lui continuò a fissarla intensamente, ricoprendole la pelle di brividi e facendola morire per l'imbarazzo. Ingoiò il groppo che aveva in gola e si fece coraggio <Non si usa bussare?> chiese con l'irritazione nella voce sostenendo il suo sguardo.
<Cosa ci fanno loro qui?> chiese lui impassibile rivolgendosi alle cagnoline, senza però distogliere lo sguardo da Elena.
<Dormono con me> affermò scocciata stringendo ancora di più le braccia intorno al suo petto come a volersi proteggere da quegli occhi furibondi che continuavano a scrutarla senza pudore.
<Il loro posto è nel giardino> affermò lui e con la testa fece un cenno alle cagnoline che ubbidienti scesero dal letto e si avvicinarono a lui, che accarezzò il capo di ognuna prima che uscissero in fila indiana dalla stanza.
<Ed il tuo> affermò duro squadrandola da capo a piedi <è a tavola, tra dieci muniti, per la colazione> le ordinò brusco per poi infilare le mani nei pantaloni eleganti e voltarsi, uscendo dalla stanza senza darle opportunità di replica.
Rimase impalata accanto allo specchio, come paralizzata, infilò le unghie nella sua carne per la rabbia e per la mortificazione.Chissà per quanto tempo era stato lì a fissarla.
Arrossì violentemente al pensiero che lui l'avesse vista mentre con le dita accarezzava e analizzava ogni centimetro del suo corpo.
Allentò la presa delle sue dita dal corpo nudo e si mosse entrando a passo svelto nella cabina.
Afferrò una minigonna nera ed un top brillantinato e tutto scollato. Li indossò e si guardò allo specchio, la gonna le copriva praticamente solo l'inguine ed il top le risaltava la scollatura, coprendo di poco il pizzo bianco del reggiseno.
Sorrise soddisfatta.
Una cosa era certa, quella mattina avrebbe reso la colazione di Michele indimenticabile.
Spazio Autrice
Scusate per il ritardo, ma tra lavoro ed impegni vari mi è difficile stare al passo con gli aggiornamenti.
Michele, Michele così prepotente e presuntuoso, che non chiede il permesso prima di entrare 💦💦💦💦
Chissà cosa avrà in mente Elena😜
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Amore Venduto
RomanceVi siete mai chiesti cosa si prova a vivere una vita che non è come la volete? Ad accettare l'inaccettabile perchè qualcuno ha deciso, che per voi debba andare così? Immaginate a come possa sentirsi Elena, una ragazza napoletana, con tanti sogni nel...
