‹‹E questi?...è il tuo colore preferito?›› Inarcò un sopracciglio per lo stupore.
‹‹Già!...›› Esclamò lei.
‹‹Il nero.›› Sospirò in un sussurro.
Si portò le mani alla vita e gli rivolse uno sguardo tra lo scocciato e il divertito.
‹‹Cosa c'è Michele? Non ti aspettavi una simile rivelazione? Credevi mi piacesse il rosa?›› Domandò avvicinandosi al tavolo su cui erano posti gli addobbi per la sua festa di compleanno. C'erano fiocchi di raso neri come la pece di ogni dimensione, festoni neri e oro, palloncini dello stesso colore e delle lettere enormi a comporre la scritta 'Buon Compleanno'. Era il primo compleanno che festeggiava in grande e non si era risparmiata su nulla.
Per l'occasione erano ritornati a Napoli ed Elena si sentiva la settimo cielo. Da lì a poco le sue amiche l'avrebbero raggiunta alla Villa e anche se in cuor suo serbava ancora rancore e risentimento per Maria, non vedeva l'ora di riabbracciare anche lei.
‹‹Ti facevo tutta rose e fiocchetti di pizzo,›› sospirò afferrandola per la vita. La tirò a se con dolcezza e le spostò i capelli dal collo baciondele la pelle morbida e profumata di vaniglia.
‹‹ Sono piena di sorpese...›› Rispose rivolgendogli uno sguardo privo di innocenza. Al ricordo di quanto accaduto in volo quella mattina uno spasmo le colpì il basso ventre costringendola a serrare le cosce per avere un briciolo di sollievo. Arrossì violentemente mentre la scena di loro due avvinghiati nel bagno del jet privato faceva capolino nella sua memoria. Quel calore familiare e incontrollabile la investì violentemente facendole mancare il respiro.
Aveva un'influenza magnetica su di lei. Le bastava averlo troppo vicino per incendiarsi tutta e canalizzare ogni suo pensiero sulla passione che li univa. Fare l'amore con Michele era un'esperienza indescrivibile. Il modo in cui la prendeva, la venerava come se fosse la donna più bella sull'intero pianeta e le attenzioni che le dedicava la mandavano fuori di testa.
Avrebbe passato l'intera esistenza a scopare e farsi scopare dall'uomo difronte a lei senza alcun pudore.
‹‹Peccato per tutta questa gente...›› Le sussurrò all'orecchio stringendole un fianco e facendola bagnare vergognosamente per poi allontanarsi da lei. La lasciò lì sola tra quegli estranei e questo le creò dentro un terribile senso di vuoto. Non poteva vivere senza di lui, non voleva vivere senza di lui.
‹‹ Le appoggio qui?››
Riconobbe la sua voce, si girò di scatto e gli corse incontro con un sorriso sincero. Lo abbracciò cogliendolo di sorpresa, mettendolo in imbarazzo e in difficoltà.Il suo gesto era stato avventato, lo sapeva. Ma la felicità nel risentire una voce amica era stata incontrollabile.
‹‹Signorina...››
Gli colpì il petto con un pugno affettuoso.
‹‹Signorina? Hai forse sbattuto la testa, Gannarino?›› Lui le sorrise e si guardò intorno prima di ricambiare il suo abbraccio. La strinse a se con dolcezza e senza alcuna malizia.
‹‹Si sente la tua mancanza. Era bello piantare insieme i fiori, mi mancano perfino le tue domande assurde.›› Scoppiarono entrambi a ridere.
Si staccò da lei e prese velocemente le distanze alzando lo sguardo oltre le sue spalle.
Elena seguì la traiettoria del suo sguardo impaurito e si scontrò con un paio di occhi che stranamente erano calmi. Non c'era traccia di nervosismo o collera in quello sguardo, anzi potè quasi cogliere un pizzico di dolcezza in quegli occhi tenebrosi.
Michele si avvicinò a loro e dopo aver stretto la mano a Gennaro lo aiutò a sistemare le margherite nei vari angoli della sala. Elena si avvicinò ad uno degli enormi vasi d'oro da cui trabboccavano margherite candide di varie grandezze. Afferrò una delle margherite e la sacrificò per un gioco silenzioso. ' M'ama o non mama'.
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Amore Venduto
RomanceVi siete mai chiesti cosa si prova a vivere una vita che non è come la volete? Ad accettare l'inaccettabile perchè qualcuno ha deciso, che per voi debba andare così? Immaginate a come possa sentirsi Elena, una ragazza napoletana, con tanti sogni nel...
