18. Elena

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Rientrati alla villa la musica si era attutita, ma la festa non sembrava essere finita.Elena, appoggiata la mano alla ringhiera di marmo delle scale che portavano al piano superiore, si voltò in direzione di Michele.

I loro occhi si incrociarono per un istante impercettibile. Michele fu trascinato, da un paio di amici allegri, tra la folla di persone che occupavano l'ampio salone ed Elena rimase a guardarlo fino a che scomparve tra la gente.

Un sospiro le lasciò la bocca, salì le scale velocemente per poi rintanarsi in camera sua. Una volta dentro sbuffò profondamente quando notò che distesa sul letto c'era Vittoria.

L'invadenza di quella ragazza non le piaceva affatto, ma era stanca e non aveva voglia di mettersi a discutere con una perfetta estranea quindi decise di lasciarla dormire.

Si chiuse la porta del bagno alle spalle e si liberò del vestito umido e imbrattato di sabbia. Entrò nella doccia e lasciò scorrere l'acqua sul suo corpo fino a che non si fece bollente, nonostante facesse molto caldo.

Afferrò la boccetta dello shampoo e se ne verso un pò sul palmo, infilò le dita tra i capelli e il pensiero delle mani di Michele che,poche ore prima, le tiravano le ciocche si fece vivido nella sua mente.

Tra di loro c'era una chimica pazzesca, questo l'aveva capito dal modo in cui il suo corpo reagiva ogni volta che lui la sfiorava o si limitava  a guardarla.

Quello che non capiva era chi fosse davvero Michele.

Non conosceva nulla di lui. Le aveva dimostrato in più occasioni quanto fosse spietato, la freddezza con cui reagiva agli eventi, come quando Simone tolse la vita a quell'uomo in giardino e quella strana dolcezza che le riserva quando si ritrovavano da soli.

Muoveva le dita massaggiandosi la cute nella speranza di rilassarsi, ma una domanda impellente, che se ne stava nascosta nei più remoti angoli della sua mente, in quel momento premeva per uscire.

Perchè Michele aveva pagato i debiti di suo padre? Perchè si era premurato di regalarle quella vita?
Nel corso dei giorni passati in solitudine tra le mura di quella camera, aveva riflettuto parecchio ed era giunta alla conclusione che quello che l'era capitato, per assurdo, fosse un regalo.

Aveva un letto comodo su cui dormire, per non parlare della quantità di cibo e dei pasti che Imma preparava ogni giorno. I vestiti poi, era abituata a comprarli nei mercati rionali, mentre la sua attuale cabina armadio poteva fare concorrenza a un centro commerciale.

Ci aveva riflettuto, quella vita era da sogno e sarebbe stata un'ipocrita a dire il contrario. Ma se anche dorata quella era pur sempre una gabbia.

Passava le sue giornate da sola senza mai sapere cosa fare, l'unica compagnia erano quelle tre adorabili bestioline. Ma non le bastava, era cresciuta con le sue migliori amiche e aveva il bisogno di rivederle.

Le parole di Vittoria le ritornarono alla mente e forse si, avrebbe dovuto parlare con Michele,magari sarebbero riusciti a trovare un compromesso.
Uscì dalla doccia, avvolse i capelli nell'asciugamano e il corpo nell'accappatoio morbido. Non aveva nessuna intenzione di asciugarsi, aveva solo bisogno di farsi una bella dormita.

Ritornò in camera e si stese sul letto accanto a Vittoria e Persefone che dormiva beata a pancia all' aria, mentre le altre due se ne stavano stese per terra.

Si mise su un fianco e osservò il volto disteso di Vittoria, era bellissima non c'era alcun dubbio. Studiò ogni dettaglio del suo viso: le labbra a cuoricino, il naso piccolino con la punta all'insù, le ciglia lunghe color oro, i capelli biondi e folti che ispiravano morbidezza solo a guardarli.

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