3. Elena

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L'acqua del mare le rinfrescava la pelle accaldata dal sole, socchiuse gli occhi inspirando a pieno quell'odore di salsedine che tanto adorava, quando degli schizzi ghiacciati le bagnarono il viso, costringendola ad aprire gli occhi.

Amava sognare e starsene ad occhi chiusi ad immaginare una vita perfetta, ma quest'oggi non aveva bisogno di sognare perchè proprio in quel giorno il suo sogno più grande aveva preso forma e sembianza del ragazzo che aveva desiderato con tutta se stessa, da quando ne avesse memoria.

<Lena vieni o no?> le urlò Sasà che iniziò a nuotare verso il largo, lasciandola lì sulla riva. Lo osservò attentamente, ancora per un pò,incredula di essere al mare insieme a lui.

Stentò a crederci quella mattina, quando a svegliarla era stata la chiamata di Salvatore. Le aveva chiesto se le andasse di andare al mare con lui a Sorrento e solo dopo essere salita a bordo della sua macchina costosa si capacitò che quello non era solo un sogno. Appena mise piede in quell'auto ed il profumo di lui le invase le narici, sospirò di sollievo. Fu come se avesse trovato finalmente il suo posto in questa vita.
Ed ora vederlo a pochi metri da lei, con i capelli bagnati e quel corpo perfetto, fatto di muscoli scolpiti e addominali ben definiti, le sembrava davvero un sogno.

Lo ammirava come imbambolata, così incantata da quel ragazzo da non accorgersi che era tornato indietro, per lei, fino a che non si sentì afferrare per i fianchi e si ritrovò immersa nel mare cristallino.
Quando riemerse gli sorrise e lui l'attirò a se per baciarla. Le baciò le labbra con tenerezza, rendendola partecipe di un bacio bellissimo, che lei aveva solo potuto immaginare fino a quel momento.

<Sei così bella, Lena> le sussurrò all'orecchio facendo scorrere le sue mani più giù, sul suo sedere tondo lasciato scoperto dal costume nero.
Lo osservò senza dire una parola, quella vicinanza la imbarazzava e l'intrigava al tempo stesso. Non aveva mai fatto l'amore con un ragazzo e l'idea che con lui potesse spingersi oltre non la spaventava, anzi la incuriosiva e le creava una strana sensazione, mai provata prima, tra le sue cosce.

<Come ho fatto ad essere così cieco?> chiese quasi più a se stesso, rivolgendo il suo sguardo in quegli occhi verdi, così rapiti ed affascinati dal suono di quelle parole, da non riuscire a pronunciare nemmeno una singola sillaba.
Sentiva il cuore battere così forte nel petto, che quasi pensò di soffocare per l'intensità dei suoi battiti, che risuonando all'interno dello sterno, coinvolgevano la gola, i polmoni e le orecchie.
L'aveva immaginata quella scena, ma la realtà era così sorprendente che non la reputava possibile. Non riusciva a capacitarsi, che tutto quello fosse reale e così, senza dire una parola, si spinse verso di lui impossessandosi delle sue labbra carnose ed infilando le dita tra i suoi capelli.

<Fai la brava Lena> le sospirò lui, allentando il vigore di quel bacio. Era così presa da lui, da loro, che non si accorse di quanto in quel momento fosse affollata la spiaggia.
<Scusami> balbettò lei paonazza in viso, staccandosi da lui.

Era così imbarazzata e spaventata da ciò che lui potesse pensare di lei in quel momento.
Era stata una sciocca a lasciarsi andare in quel modo affrettato, ma quando lui l'attirò di nuovo a se baciandola con prepotenza, allontanò ogni pensiero negativo e si lasciò trasportare da quel vortice di emozioni inaspettate e nuove,che solo lui era stato in grado di darle fino a quel momento.

Le sue mani grandi le accarezzavano la schiena e le farfalle nello stomaco di lei sembravano impazzite, il cuore pompava nel petto ad ogni tocco gentile e Elena non pensava a niente altro che non fosse quel momento perfetto e felice.

<Non mi piace che lavori in quel posto> le disse Sasà all'improvviso mettendosi a pancia in giù sul lettino e fissandola con un'intensità tale da farle contorcere lo stomaco e tremare il cuore.
<Mio padre deve restituire un favore> si limitò a rispondere lei, nascondendo la rabbia che le provocava il solo pensiero che da li a poche ore avrebbe dovuto indossare quella divisa indecente e sopportare le mani viscide di Nicola e dei suoi clienti.

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