Care lettrici, vi avevo avvisato all'inizio della storia che Amore Venduto sarebbe stato ben diverso dalle storie che ho scritto. Adesso entriamo nel vivo della vicenda e la parte cruda di questa storia inizierà a venire fuori.
Buona lettura!
Un dolore lancinante le trafisse entrambi i polsi. Sbarrò gli occhi, aprì la bocca e tirò forte l'aria che le colpì i polmoni come un colpo di frusta.
Si guardò intorno confusa, fece per alzarsi ma qualcosa la teneva incatenata al letto su cui era distesa.
Il polso destro era avvolto da una spessa fascia di cuoio dalla quale partiva una catena attacca ad un anello bloccato nel muro bianco. Lo stesso era per il sinistro.
Un sapore amaro le impastava la bocca e faticò quasi a far uscire quell'urlò straziante che vibrò e si disperse in quella stanza vuota.
Un brivido di terrore la percosse tutta quando abbassato lo sguardo si accorse di essere completamente nuda. I seni prosperosi e il sesso privo di qualsiasi imperfezione erano in bella vista. Un senso di vergogna le attorcigliò lo stomaco. Si sentiva inerme, incapace di difendersi in quello stato chiunque avrebbe potuto farle del male.
A quel pensiero un conato di vomito le bloccò il respiro. Socchiuse gli occhi sperando che tutto quello fosse solo un incubo.
Sospirò sfinita, a cosa sarebbe servito piangere? Si guardò intorno in cerca di qualche via d'uscita ma l'unica fonte di aria era un condotto che portava chissà dove.
Urlò ancora disperata strattonando entrambi i polsi. Quel movimento fu così doloroso che senza volervo iniziò a piangere. I singhiozzi pesanti riempirono quella trappola angosciante strozzandole la gola.
Le pareti erano dipinte di un bianco brillante e su una di esse una tenda di velluto color porpora copriva probabilmente una porta.
Chi l'aveva rapita e perchè l'avevano spogliata di ogni indumento attaccandola alla parete?
Provò di nuovo a liberarsi ma quei lacci erano così stretti che la pelle del polso destro si stracciò e iniziò a sanguinare.
Il bruciore era insopportabile e le urla le avevano seccato la gola. Aveva sete e il suo corpo iniziò a tremare per il freddo e la paura.
Era terrorizzata.
Nella sua mente lampeggiava un nome, ma quell'ultimo bricioli di speranza la convinceva del contrario.
Chissà se Michele si era accorto che aveva raggiunto Maria in giardino, chissà se qualcuna delle sue amiche era lucida al punto da aiutarlo a trovarla, chissà se qualcuno aveva visto quanto accaduto sulla piccola baia.
Al pensiero che nessuno si fosse accorto della sua sparizione le logorava il petto. Era alla sua festa di compleanno, si stava divertendo e adesso era legata e rinchiusa chissà dove tradita ancora una volta da quella che le reputava la sua migliore amica.
Socchiuse gli occhi e inspirò profondamente. Si trovava in quella situazione e non poteva fare altro che andare incontro al suo destino. L'agitazione non aiutava e i suoi intenti di liberarsi si erano dimostrati inutili. Si era fatta solo del male.
Ma quando riaprì gli occhi il terrore la paralizzò su quel letto mentre il cuore le batteva come impazzito al centro del petto.
<No, no...no,no...!> Scuoteva il capo incredula con la voce tremolante di paura.
Lui se ne stava appoggiato alla parete con gli occhi accesi da una scintilla di vittoria. Con lo sguardo percorreva ogni centimetro del suo corpo e l'urgenza di coprirsi le fece tirare ancora una volta i polsi e il sangue prese a scorrere molto più veloce mentre le lacrime le offuscavano la vista.
<Ti fai male così...> Il suono della sua voce rese tutto più reale e le lacrime presero a scendere copiose sul suo viso.
<Non può essere reale... no, no...Michelee!> Iniziò ad urlare e un colpo fortissimo le arrivò dritto sulla guancia sinistra. L'osservò incredula con il petto che andava su e giù per il terrore.
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Amore Venduto
RomanceVi siete mai chiesti cosa si prova a vivere una vita che non è come la volete? Ad accettare l'inaccettabile perchè qualcuno ha deciso, che per voi debba andare così? Immaginate a come possa sentirsi Elena, una ragazza napoletana, con tanti sogni nel...
