Provava vergogna e repulsione verso se stessa.
Quel sentimento la perseguitava da giorni, rubandole il sonno, torturandole la mente e logorandole l'anima.
Eppure non poteva impedire ai suoi pensieri di correre in direzione di quell'uomo. Quel brivido di piacere le percorreva la schiena, stuzzicandole il basso ventre ogni volta che ripensava a ciò che le aveva fatto nella sala da pranzo.
L'immagine di lei piegata su quel tavolo, alla sua mercè, le si presentava dinanzi agli occhi come la scena di uno di quei film che non riesci a fare a meno di guardare.
Non l'aveva più visto dopo quella volta, ma il tono roco della sua voce, che le ordinava di aprire le gambe, le rimbombava nella testa accendendo il suo corpo di una desiderio carnale,mai provato prima d'ora.
Immaginava il suo corpo marmoreo flettersi su di lei e le sue mani grandi e forti tastare ogni centimetro della sua pelle vulnerabile e calda. Si odiava con tutta se stessa, perchè per quanto lo desiderasse non c'era uomo al mondo che odiasse con tanto ardore, come Michele.
Si torturava le dita, stringendole con forza contro ai palmi delle sue mani per evitare di ripetere quel gesto, a lei nuovo e che l'aveva sconvolta lasciandola senza fiato, ma di cui era diventata completamente schiava in quegli ultimi giorni.
Socchiuse gli occhi e lasciò scivolare la mano lungo la sua pancia piatta per poi infilare le dita al di sotto della biancheria color pesca e raggiungere quel punto che smanioso, attendeva che lei gli desse finalmente quel sollievo che reclamava.
Immaginò le spalle forti e gli avambracci muscolosi di Michele, fasciati in una delle sue camice costose e profumate.
Oh quel profumo!!! Ancora girava nelle sue narici e la sua pelle abbronzata sembrava di cioccolato, così invitante e dolce che lei desiderava prenderlo a morsi.
A quei pensieri le sue esili dita iniziarono a muoversi ad un ritmo che ormai aveva imparato a memoria, come se fosse il ritornello della sua canzone preferita. Stuzzicava quel lembo bollente di carne, massaggiandolo con forza e facendo pressione quel tanto che bastava per farlo scoppiare in un vortice di piacere e calore dilagante.
Finalmente il suo corpo aveva trovato il sollievo che agognava, ma la sua anima no, quella era sprofondata in un baratro nero e la luce infondo al tunnel le sembrava irraggiungibile.
I battiti impazziti del suo cuore le rimbombavano nelle orecchie e il respiro accellerato le bruciava i polmoni insieme al viso che le sembrava stesse andando a fuoco.
È questo che si prova a godere? Sono queste sensazioni così acute e così liberatorie che ti fanno sentire leggera come una nuvola ma con il resto del corpo che va letteralmente in fiamme?
Forse stava già bruciando nel suo inferno personale, il suo gesto peccaminoso l'aveva condotta all'ingresso della porta dell'inferno? Un sorriso ebete provocato dai suoi sciocchi pensieri, le riempì il viso ancora estasiato.
Si alzò dal letto e camminò scalza in direzione del bagno, si liberò del completo intimo soffermandosi ad osservare la macchia umida che le imbrattava gli slip e il rossore le macchiò le guance.
Si guardò allo specchio e osservò il suo aspetto. Si trovava più bella del solito, il suo viso era luminoso e non sembrava per nulla una che era stata condannata, senza il proprio consenso, a vivere una vita che non le apparteneva.
Si fermò a riflettere, se non le fossero mancate le sue amiche, le sarebbe piaciuto vivere in quella prigione dorata. Suo padre non aveva esitato un istante a venderla, consegnandola nella mani di quel bruto.
Non aveva nessuno da cui ritornare, non sarebbe mancata a nessuno, se non alle sue amiche.
Chissà se si erano chieste che fine avesse fatto?
Chissà se le avrebbe riviste un domani.
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Amore Venduto
RomanceVi siete mai chiesti cosa si prova a vivere una vita che non è come la volete? Ad accettare l'inaccettabile perchè qualcuno ha deciso, che per voi debba andare così? Immaginate a come possa sentirsi Elena, una ragazza napoletana, con tanti sogni nel...
