Erano passati cinque giorni e intorno a lui non c'era altro che mare. Non aveva pensato a lei nemmeno per un secondo. Non poteva permettere che quel pensiero lo rendesse triste, angosciato e debole.
Continuava a pensare a Simone secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno. L'immagine della sua faccia faceva montare dentro di lui una furia indomabile, quella stessa che lo aveva spinto ad affrontare il mare aperto su un gommone di soli dieci metri.
L'adrenalina gli scorreva nelle vene e il desiderio di vedere la vita di quel miserabile spegnersi nelle sue mani gli aveva rubato la fame, la sete e ogni briciolo di stanchezza.
Aveva la bocca così secca che anche deglutire era diventato fastidioso e le mani sembravano essersi incollate al volante dell'imbarcazione. Non aveva allentato la presa mai, nemmeno per un istante.
<Michele!> La voce di Tonino coprì il rumore delle onde che si infrangevano contro il telaio.
Non emise un solo verso di risposta.
<C'è una nave non registrata che procede a 25 nodi in direzione della Tunisia. Siamo sulla stessa rotta, entro sera la raggiungiamo.>
Il cuore che sembrava essersi intorpidito iniziò a riprende il suo ritmo e quel pensiero che aveva celato per giorni si fece spazio nella sua mente.
Quel paio di occhi verdi fece capolino nei suoi pensieri e un sospiro frustrato gli lascio la gola facendogli male.
Che cosa le aveva fatto?
Conosceva così bene Simone che la prima risposta a questa domanda furono una serie di immagini che mai avrebbe voluto vedere in vita sua.
Socchiuse gli occhi per scacciare quel pensiero.
<Lascia guidare Nicola.> La voce di Tonino era impastata da una strana premura. L'aveva cresciuto come un figlio e servito fedelmente per anni e anche adesso lo stava seguendo in questa impresa avventata ma che stava per dare i suoi frutti.
Strinse con ancora più forza il volante pregustando il momento in cui le sue mani si sarebbero stretta al collo di quel viscido bastardo. Perchè si l'avrebbe ucciso ma senza alcun aiuto, gli avrebbe tolto la vita con la sua sola forza e il suo solo corpo.
Allentò il motore e si stacco dalla pilotina lasciando a Nicola le redini del gommone.
Si sdraio sul lettone adiacente al motore e puntò gli occhi in direzione del cielo.
<Sto arrivando.> Sussurrò per poi rilassare ogni arto e ogni organo del suo corpo. Si addormentò subito cullato dal pensiero che a breve avrebbe riavuto la sua Elena.
Mentre saliva su quella maledetta nave il suo unico interesse era quello di ammazzare Simone. Il desiderio di avere le mani sporche del suo sangue lo rendeva euforico, quasi lo eccitava.
Saltò la ringhiera e quando mise i piedi sul ponte sentì come una scossa, la vista gli si oscurò e impugnò la pistola con tutta la forza che aveva.
Nicola gli stava alle spalle mentre lui si faceva spazio tra gli uomini di quel verme sterminandoli come formiche.
Salì al piano di sopra aprendo ogni singola porta e facendo fuori qualsiasi cosa respirasse al suo interno. Era furioso, implacabile e non avrebbe fatto sconto di pena a nessuno su quella nave.
Non ebbe pietà di Imma, la donna che lo aveva cresciuto. Nessun rimorso, ne pena nel vederla in ginocchio ad implorare il suo perdono. Senza pietà le assestò un colpo in testa vedendo la vita spirare via dai suoi occhi.
Un senso di soddisfazione gli riempì il petto e salì ancora alla ricerca di Simone. Aprì l'ennesima porta e il respiro gli si mozzò.
Stesa su un letto c'èra la sua bambolina. Si avvicinò e la donna che giaceva su quel letto niente aveva a che vedere con la sua Elena.
La fierezza dello sguardo e la sua bellezza erano state strappate via dalle mani viscide di Simone.
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Amore Venduto
RomansaVi siete mai chiesti cosa si prova a vivere una vita che non è come la volete? Ad accettare l'inaccettabile perchè qualcuno ha deciso, che per voi debba andare così? Immaginate a come possa sentirsi Elena, una ragazza napoletana, con tanti sogni nel...
