Capitolo 52

15.1K 800 163
                                        

Sono davanti al grande portone del grattacielo. Fa freddo e fiocchi di neve non smettono di cadere sull'asfalto ormai bianco. Dovrei andare verso il marciapiede che non è molto distante da dove mi trovo, solo che non riesco a camminare con i tacchi alti sulla neve ancora soffice. Guardo le poche persone uscire dal portone mentre si avviano verso le loro macchine. Louis ha insistito tanto nel venirmi a prendere, così gli ho chiesto di aspettarmi nel Mc-Donald che si trova dall'altra parte della strada. Il punto è che non so come cazzo attraversarla. Mi faccio coraggio. Se cammino piano e decentemente non dovrei rischiare di cadere, giusto? Faccio un sospiro e avanzo di un passo poi di un altro e fino ad ora sto andando bene quando improvvisamente il piede sinistro scivola giocandomi un brutto scherzo. Il tacco si rompe e sto per cadere sfracellata a terra, ma fortunatamente non succede. Sento due forti mani tenermi per la vita, quando alzo il viso per vedere chi è il mio salvatore rimango sorpresa nel vedere il viso del mio capo. Rimango per pochi secondi a fissare i suoi occhi chiari color miele. Sono così belli da vicino. Sbatte piano le palpebre e noto come le sue ciglia sono così folte e lunghe. E' strano ma mi manca per la seconda volta il respiro. Non riesco a parlare, a dirgli grazie, sono come bloccata da un'aura che non mi sembra nuova.

" Si sente bene?" Chiede schiarendosi la voce. Mi sveglio dal mio coma e cerco di alzarmi con il suo aiuto. Appena sono in piedi, noto che le sue mani tengono ancora stretta la mia vita.

Sento il mio corpo bruciare, nonostante nevichi e ci siano 5 gradi di temperatura. La sue dita schiacciano i miei fianchi e mi viene quasi da sussultare. Non so cosa mi stia accadendo, è come se le sue mani non avessero mai smesso di toccarmi. Le sento famigliari, come se facessero parte del mio corpo. Eppure il suo tocco è come una scossa elettrica a cui non puoi fare a meno.

Cerco di respirare ma sembra che in quel momento non abbia nemmeno i polmoni.

" Le fa male la gamba?" Chiede. 

" Si.. no cioè no.. sto bene." Mi agito. " Grazie." Dico sorridendo timidamente. Mi fissa in uno strano modo e poi noto che la sua mano destra non è più nella mia vita, ma l'alza all'altezza del mio viso. Il suo fiato è poco lontano dal mio e sa di fumo. Noto come le sue dita sottili volteggiano nell'aria, quasi insicure sul da farsi.

" Vedo che sei in bella compagnia." Commenta una voce acuta alle mie spalle. Mr. Mayer toglie subito la mano dalla mia vita e l' abbassa. In quell' istante sento qualcosa mancarmi. 

" Lou!" Esclamo con gli occhi sgranati come se mi avesse sgamato con le mani nel sacco. Lui non mi fissa, le sue iridi azzurre non guardano verso la mia direzione, ma sono rivolte verso il mio capo che a sua volta guarda il mio amico.

" Ti presento il mio datore di lavoro, Mr. Mayer" Dico mostrando una faccia da ebete. Solo in quel momento Louis mi guarda, in una maniera sconvolta, come se fosse successo qualcosa di inaspettato.

Mr. Mayer abbassa lo sguardo verso le sue scarpe, non mi sembra intenzionato a stringergli la mano.

" Bene." Dice Louis interrompendo quella strana aura che si era creata.

" Hai i capelli tutti bagnati tesoro, è meglio che entriamo in macchina." Dice appoggiando la sua mano nel mio fianco e successivamente tolta da me.

" Si, già." Dico toccandomi i capelli. Il direttore ci fissa per un istante e poi senza dire una parola si allontana.

" Potevi come minimo dire 'salve'." Commento una volta seduta nel sedile del passeggero.

" Avrei dovuto?" Alza un sopracciglio lui mettendomi la cintura di sicurezza.

" Come rispetto, lui è il mio capo e tu lo hai trattato come se fosse uno qualunque." Mi tolgo i tacchi e sento i miei piedi congelare. Lui chiude la porta e fa il giro della macchina per poi sedersi nel suo posto di guida.

Inside you  [ Z.M ]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora