Kom rimugina sulla situazione attuale, in mezzo a tutti i focolai che si stanno accendendo nelle varie circoscrizioni e l'affare in bilico con i Koreani non è di certo il momento migliore per fare da balia a un ragazzino.
Ma Kom orfano come Kamol sa bene come ci si senta nella situazione di Baiboon e non può che comprendere la scelta del suo capo, solo che sarebbe stato meglio affidare il ragazzino a qualche guardia più giovane; in fondo lui non ricorda neanche più cosa significhi avere quell'età.
Sulla porta di ingresso di casa si volta per guardare le luci accese in quella di zia Nee.
La sua è la prima costruzione che si incontra percorrendo il perimetro della casa svoltando a sinistra, seguono quella di zia Nee e quelle delle altre governanti che vivono in due per abitazione così come fanno le guardie appena arrivate, l'ultima è quella di Kit.
La disposizione non è casuale, Kom deve poter essere di aiuto a zia Nee e controllare quello che accada nella prima parte del filare di casette mentre Ai Kit controlla la parte finale.
Kom entra nella sua abitazione prima di allentare la cravatta e sbottonarsi la camicia per la frustrazione, apre il frigo in cerca di qualcosa da mangiare senza trovare nulla se non delle uova, raramente si preoccupa di fare la spesa visto che di solito consuma i pasti nella residenza principale.
Prende una birra fresca e si siede in salotto con le luci spente, l'appartamento è vuoto e silenzioso: oramai ci ha fatto l'abitudine e pensa che così sarà finché Kamol vorrà tenerlo con se.
Apre la doccia e butta i vestiti nel cesto della biancheria si infila sotto il getto d'acqua e si ferma a pensare a quegli enormi occhi marroni di Baiboon.
Chissà se un tempo ho avuto anche io quegli occhi, forse quando ero molto piccolo perché non lo ricordo; a pensarci bene non ricordo nessuno con occhi così privi di astuzia e inganno ma comunque rilucenti di un certo bagliore.
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"Che fai lì impalato, sbrigati Baiboon non vorrai far aspettare Kuhn Kom."
Baiboon afferra una ciotola di riso e comincia a mangiare prima di recarsi dove gli e stato indicato.
Zia Nee accompagna il nipote all'autorimessa temendo che si spaventi di Kom e si rifiuti di seguirlo.
Quando la guardia sopraggiunge nonna e nipote sono fermi vicino l'auto. Il ragazzo si affretta a chinare il capo mentre Kom lo guarda apprezzando la sua puntualità.
"Hai mangiato?"
Baiboon fa un cenno affermativo.
"Va bene allora possiamo andare."
Pol si avvicina per discutere di qualcosa e poi si allontana ordinando alle guardie più giovani di preparare le auto.
Baiboon non si muove e resta incollato al braccio della nonna.
"Forza vai, io ho molte cose da fare e poi sarei di impaccio, vai con lo zio forza".
Kom si volta in cerca di questo zio prima di capire che la persona a cui si riferisce la donna è lui.
"Oh zia Nee, lascia che Baiboon mi chiami Phi Kom, non sono poi così grande."
"Va bene, come vuole lei Khun Kom".
Baiboon continua a guardare fisso il viso dell'uomo mentre tira a sé la nonna per sussurragli nell'orecchio: "Sarà buono con me questo Phi?"
La nonna sorride sapendo che anche se la guardia odiasse il ragazzo non oserebbe torcergli un capello disubbidendo così agli ordini del padrone.
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Unforgotten night (a modo mio)
RandomSalve a tutti, ho trovato il soggetto di questa novel molto interessante ma più la leggo e più mi pongo domande sul comportamento dei personaggi così ho deciso di farne una mia versione; pertanto questa non è una traduzione esatta della novel ma qua...