Lee Minho è un CEO molto famoso, conosciuto per il suo carattere freddo e pretenzioso e si dice che non abbia mai avuto un assistente personale per più di 3 ore. Ma sarà veramente così? Oppure sarà esattamente il contrario?
Dal testo:
Io: "vuoi una...
Dring dring* Allungai la mano destra verso il comodino e spensi velocemente la sveglia sul mio telefono, borbottando imprecazioni senza senso.
Mi sollevai sui gomiti e mi guardai un attimo in giro, per poi sedermi sul bordo del letto.
Presi il telefono e guardai l'ora: erano le 6.30 di lunedì mattina, così mi alzai e ancora un po' stordito, mi diressi verso il mio armadio.
Presi dei jeans neri un po' strappati, una semplice maglia del medesimo colore e infine una giacca marroncina per dare un po' di colore all'outfit.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Mi cambiai e andai in bagno per aggiungere anche una collana argento e un paio di orecchini neri a cerchio.
Finito di sistemarmi, scesi in cucina e mangiai l'ultima fetta di cheesecake, per poi mettermi i miei stivaletti neri, prendere il mio curriculum e andare all'autobus.
Il mio amico Changbin mi aveva detto che nell'azienda in cui lavorava lui si era liberato da poco il posto di assistente personale del CEO e quindi eccomi qui diretto verso il mio primo colloquio.
Salì sull'autobus e mi sedetti su uno dei posti in fondo vicino al finestrino, per poi estrarre le mie AirPods dalla tasca e mettere i Day6.
Dopo 20 minuti di viaggio, scesi alla mia fermata e camminai ancora per un po', fino ad arrivare davanti all'enorme azienda.
Presi un respiro profondo ed entrai, dirigendomi verso l'ascensore.
Appena salì, schiacciai sul numero 6 e subito partì. Mentre andava, si fermò diverse volte, tra cui al quarto piano, in cui salì un ragazzo abbastanza alto, con dei capelli marroncini tendenti al viola e un completo semplice bianco e nero.
Si accostò accanto a me e schiacciò anche lui il numero 6, per poi girarsi verso di me. X: "sei il nuovo assistente? Non ti ho mai visto qui" mi chiese sistemandosi la cravatta; Io: "sì, sono qui per il colloquio" risposi sorridendogli; X: "Han Jisung giusto?" mi domandò sorridendo di rimando; Io: "esatto... ma, non per essere scortese, come fa a saperlo?" gli chiesi educatamente con un sopracciglio alzato; X: "dammi del tu per piacere e comunque sono il CFO dell'azienda e anche un grande amico del CEO, perciò mi ha detto lui chi sei" mi spiegò sorridendo.
Io annuì e l'ascensore si aprì, così uscì e mi guardai in giro. X: "seguimi, devo andare anche io da Minho per chiedergli una cosa" disse camminando davanti a me.
Mentre lo seguivo in mezzo a tutte quelle persone, lui si girò e si affiancò ancora a me. Seungmin: "ah comunque, sono Kim Seungmin, scusa mi sono dimenticato di presentarmi" si scusò ridendo un po'; Io: "aspetta, quel Seungmin? Conosci Changbin vero?" gli chiesi riconoscendolo; Seungmin: "certo... perché?" mi chiese curioso; Io: "beh, mi parla spesso di te" gli risposi muovendo su e giù le sopracciglia; Seungmin: "d-davvero?" balbettò diventando tutto rosso e abbassando lo sguardo; Io: "già" risposi sorridendogli.
Arrivammo davanti ad una porta bianca e Seungmin bussò. Minho: "avanti" disse la voce del CEO dall'altra parte; Seungmin: "buongiorno Min, scusa se ti disturbo, ma volevo chiederti una cosa urgentemente" gli disse appena entrò; Minho: "veloce però che devo fare anche uno stupido colloquio" sbuffò lui, mentre Seungmin si avvicinava.
Io ero rimasto sul bordo della porta, non volendoli disturbare. Minho: "allora? Entri o cosa?" chiese guardandomi con sguardo di ghiaccio; Seungmin: "eddai Min, non voleva disturbarci, potresti essere più simpatico sai" gli sussurrò, ma io riuscì a sentire comunque dato che mi ero avvicinato per chiudere la porta alle mie spalle; Io: "s-scusi" dissi imbarazzato inchinandomi più volte.
Minho sbuffò e mi indicò la sedia davanti alla sua scrivania, così avanzai velocemente e mi sedetti. Seungmin: "buona fortuna" mi sussurrò quasi più spaventato di me; Io: "perc-" provai a chiedere confuso; Seungmin: "a dopo Jis, sono sicuro che farai un'ottimo lavoro" mi disse sorridendo, per poi uscire velocemente dalla porta e chiuderla alle sue spalle, lasciandomi a fissarla più confuso che mai.
Appena mi girai, trovai Minho che già mi fissava con i gomiti sulla scrivania e il mento poggiato sulle mani chiuse a pugno. Minho: "vi conoscevate già?" chiese poggiandosi allo schienale della sedia; Io: "io e Seungmin?" chiesi non capendo a chi si riferisse; Minho: "sì, chi se no?" rispose alzando gli occhi al cielo; Io: "beh no, ci siamo incontrati giusto pochi minuti fa in ascensore, però abbiamo un amico in comune" spiegai già infastidito dal suo comportamento; Minho: "Changbin?" suppose guardandomi con sguardo vuoto; Io: "s-sì" balbettai a disagio, distogliendo lo sguardo dal suo; Minho: "è strano" sussurrò sollevandosi dalla sedia, per poi riappoggiare i gomiti sulla scrivania; Io: "cosa?" chiesi guardandolo con le sopracciglia aggrottate; Minho: "di solito Seungmin non è uno che fa amicizia così facilmente... devi avergli trasmesso molta fiducia" rispose continuando a guardarmi {sta già cotto questo}; Io: "c-credo di sì" risposi non sapendo cosa dire.
Ci guardammo per un po', fino a quando Minho si mosse e allungò una mano verso di me da sopra la scrivania. Minho: "dammi il curriculum, così posso licenziarti e siamo apposto" disse guardandomi con il suo solito sguardo freddo.
Lo guardai male e non riuscì più a trattenermi. Io: "senta, con tutto il rispetto, non ha ancora visto il mio curriculum, perciò perché deve dire cose prima del dovuto, in più così cattive" risposi alterato, pentendomene subito dopo "i-io s-scusi non era m-mia intenzione" balbettai abbassando lo sguardo.
Ci fu silenzio per un bel po' e io continuai a guardarmi le scarpe, sentendo il suo sguardo freddo perforarmi. Minho: "mi piace il tuo carattere... Jisung, giusto?" chiese facendo alzare il mio sguardo sul suo; Io: "sì" risposi facendo un piccolo sorriso; Minho: "tuttavia, non puoi rivolgerti così a un tuo superiore perciò sei licenziato a prescindere" concluse guardandomi con un ghigno.
Io lo guardai per un po', non sapendo cosa fare, ma poi mi alzai dalla sedia e parlai. Io: "beh, ci ha perso lei" dissi guardandolo con aria di sfida, per poi inchinarmi e dirigermi verso la porta, sentendo il suo sguardo sulla nuca.
~ Ne vedremo delle belle da parte di Jisung e fa bene onestamente. Io gli avrei già tirato un pugno (p.s. Minho sei il bias e ti amo taaaaaanto).