...incise molto tempo prima: J e T
【𝐅𝐚𝐭𝐞】
"Fa male"
Jungkook e Hyunjae non furono gli unici a soffrire, c'era anche una terza persona, ovvero Taehyung. L'Omega rimpiangeva quello che aveva fatto, sapeva di non aver scuse, ma era necessario tutto quel dolore che stava provando?
Quando la melodia si interruppe Taehyung poté tornare alla realtà eppure la malinconia non si affievolì e le immagini di sé stesso e Jungkook seduti sullo sgabello mentre suonavano, fingendo che non esistesse nessun altro al mondo all'infuori di loro, gli fece provare un peso al petto che lo costrinse a rientrare in camera, sbattendo la porta e lasciarsi cadere sul pavimento freddo.
Il rumore del legno che sbatté, attirò l'attenzione di un ragazzo.
Il principe Hyunjae stava risistemando gli spartiti quando un tonfo lo fece sobbalzare. Camminò fino all'uscita della biblioteca osservando l'intero corridoio, ma non vide nessuno e, seppur contrario, la sua attenzione cadde sulla stanza dell'Omega. Combatté duramente contro i suoi istinti che lo stavano costringendo ad avvicinarsi, ma ebbero la meglio.
Trattenne un'imprecazione mentre le sue gambe si muovevano verso quella direzione, cercava di fermarsi ma non aveva più controllo sul suo corpo e all'improvviso si ritrovò dinanzi alla porta, confuso su che cosa dovesse fare.
"Devo essere impazzito"
Era sul punto di voltarsi e andarsene quando un singhiozzo lo costrinse a rimanere ancora una volta vicino all'ingresso della stanza. Al primo ne seguirono diversi che vennero attutiti, probabilmente dall'Omega stesso che cerava di non richiamare l'attenzione di nessuno, specialmente quella degli Alpha e del principe Hyunjae ma, diversamente da quanto credeva, il principino era proprio dietro di lui e a separarli c'era solo una porta e se l'avesse aperta avrebbe visto gli occhi preoccupati del suo bambino.
"Sono patetico" pensò Taehyung mentre cercava di calmarsi, senza riuscirci, ignaro della presenza alle sue spalle.
Hyunjae era ancora lì fuori, non riusciva ad allontanarsi e non capiva il perché le sue gambe erano ancora ferme e non si azzardavano a fare neanche un minimo passo indietro.
Era sul punto di alzare il braccio e bussare, ma prima che potesse terminare il suo pensiero, la sua mano stretta a pugno era ancora ferma a mezz'aria e fu indeciso se colpire la porta o andarsene. La seconda ipotesi era quella più realistica e quasi non rise di sé stesso per quello che stava per fare. Decise di lasciarsi alle spalle Taehyung ma, ancora una volta, il suo corpo non collaborava con la sua volontà.
«Fanculo» stava per bussare e chiedergli come stesse, quando un "Hyunnie?" di suo padre non lo fece allontanare di scatto.
⸺𓆩*𓆪⸺
Jungkook era nella sala del trono, quando Yoongi continuava a chiedergli spiegazioni sulla situazione tra lui e Taehyung. Il re era stanco delle ripetitive domande come: "Che cosa ti è saltato in mente?", "Sei stato tu ad avvicinarti?", "Provi ancora qualcosa per lui?".
Jungkook era stanco e lo disse chiaramente alla guardia Min che si scusò e si allontanò. Il re rimase da solo per molto tempo e nonostante la pressione ricevuta dalle domande di Yoongi, la sua mente lo riportò inevitabilmente all'accaduto.
Non poteva credere di aver provato a baciarlo, voleva cercare di dare la colpa a Taehyung, incolpandolo di essersi avvicinato per primo, ma sapeva che non poteva funzionare, perché sapeva bene di essere stato lui a dare inizio a quella situazione carica di tensione...o forse era stato il destino.
Il destino li aveva scelti come compagni e inoltre se Jungkook non fosse arrivato in biblioteca nell'esatto momento in cui anche Taehyung era lì, tutto quello non sarebbe mai accaduto e la loro situazione sarebbe rimasta inalterata. Anche se qualcosa era cambiato molto prima del loro incontro in biblioteca e Jungkook l'aveva capito, altrimenti mai avrebbe parlato all'Omega in quel modo.
In un attimo si ritrovò catapultato vicino alle labbra di Taehyung.
"«Non so cosa mi stia accadendo, perché ti stia chiedendo questa cosa, o per cosa sto pensando di fare, ma per favore...concedimelo»"
Jungkook sapeva a cosa si stesse riferendo quando aveva pronunciato le parole "cosa sto pensando di fare" e "per favore...concedimelo". La sua mente si era bloccata su un unico pensiero e aveva scelto di assecondarla. Quel comando: "bacialo", si ripeteva come un mantra e iniziò ad avvicinarsi.
Jungkook voleva farlo e avrebbe unito le loro labbra in un dolce bacio e questo lo spaventava. Doveva odiare Taehyung con tutto il suo cuore eppure quest'ultimo lo stava guidando verso di lui, ancora una volta.
Come era già accaduto, il cervello e il suo cuore non collaboravano.
Dieci anni fa il contrasto si presentò come uno tsunami e si ritrovò davanti una scelta che prevedeva un'unica soluzione ed entrambe portavano alla sofferenza. Il cervello gli aveva suggerito di seguire il piano dei suoi genitori e punire Taehyung con l'esilio, mentre il cuore gli chiedeva, anzi lo pregava di ripensarci e ascoltare l'Omega perché non avrebbe mai potuto fare qualcosa del genere. Se avesse seguito il cervello, l'avrebbe perso per sempre, ma se avesse seguito il suo cuore, l'avrebbe perdonato convivendo, però, con una mancanza di fiducia nei confronti del ragazzo e una relazione senza fiducia nei confronti della persona amata, non è una relazione. L'Alpha non pensò mai a una terza ipotesi e questo gli costò un'unica scelta, dettata dalla sua visione bianca e nera.
Dopo una riflessione, interminabile potrebbe definirla Jungkook, giunse a una decisione, la più difficile della sua vita: assecondare i suoi genitori ed esiliare Taehyung. Questa scelta fu un duro colpo e la loro storia d'amore terminò con un triste epilogo.
A quanto pare, però, il destino aveva altro in serbo per loro e quella che l'Alpha aveva considerato la "fine", fu soltanto l'inizio di una nuova storia che si stava per compiere e Jungkook, Taehyung e loro figlio, erano ignari di tutto.
Il ricordo delle labbra di Taehyung non aveva alcuna intenzione di lasciarlo e per questo motivo il re ci mise tutta la sua forza pur di pensare ad altro e ci riuscì. Il ricordo dell'Omega venne sostituito da suo figlio:
"Tra poco è il compleanno di Hyunjae" pensò Jungkook e subito si alzò dal trono per cercare suo figlio, intuendo dove si trovasse.
Salì le scale diritte verso il primo piano, raggiungendo l'ala ovest. Era sicuro che il principino si trovasse in biblioteca oppure a suonare il loro pianoforte. Quando terminava i suoi impegni era solito rintanarsi per leggere o suonare e quel giorno non sarebbe stato differente. Per questo motivo non si soprese quando lo vide nel corridoio, ciò che lo stupì, invece, fu vederlo di fronte la stanza di Taehyung sul punto di bussare e non riuscì a trattenere la sua voce nel pronunciare il suo nome.
«Hyunnie?»
˚ ༘✶ ⋆。˚ ⁀˚ ༘✶ ⋆。˚ ⁀➷˚ ༘✶ ⋆。˚ ⁀˚ ༘✶ ⋆
Hey, volevo innanzitutto scusarmi per questa settimana di ritardo, ma purtroppo degli impegni mi hanno reso impossibile scrivere. Spero che con questo capitolo mi perdoniate 🙏❤.
Forse non è granché, ma ho provato a migliorarlo. Spero che nonostante tutto che vi piaccia e vi auguro un buon fine settimana. Al prossimo aggiornamento💞.
Ale♡
STAI LEGGENDO
Better in three ❘ Kookv
Fanfiction𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐑𝐎𝐓𝐓𝐀 Erano passati dieci anni senza notizie dell'Omega, oramai erano solo Jungkook e Hyunjae che aveva compiuto 15 anni. Avevano raggiuto il loro nuovo equilibrio, nulla avrebbe potuto distruggerlo...tranne l'arrivo della stessa pers...
