❝Capitolo 57❞

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Sapevano che sarebbe stato difficile, ma insieme, nulla era insormontabile

𝐇𝐢𝐝𝐝𝐞𝐧 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫

«Quindi anche tu credi anche tu che mio fratello abbia voluto ferirmi così profondamente?» chiese Taehyung con voce flebile a causa del pianto arrestatosi poco prima.

«Chi altro lo crede?».

«V».

Jungkook annuì a quella risposta.

«Sì, lo penso anche io. Non conosco nessun altro che nutre così poca simpatia nei tuoi confronti e inoltre non mi sono dimenticato quello che mi hai detto la sera del compleanno di Hyunjae».

Taehyung si morse il labbro inferiore per nascondere il suo tremore ed evitare di piangere. Perché tra tutti proprio suo fratello? Sangue del suo sangue?

Non c'erano abbastanza prove per ritenerlo il colpevole ma non poté evitare alla sensazione di tradimento di sedimentarsi dentro di lui, espandendosi.

«Credo che non sia da solo» gli confessò Jungkook, osservandolo per assicurarsi di non perderlo. Aveva compreso che i pensieri lo divoravano vivo, bloccandolo in un labirinto immaginario ma letale. Sarebbe stato la sua guida, trascinandolo fuori dal suo stesso caos con dolcezza. Appena fu sicuro che Taehyung non sarebbe crollato ancora una volta, cominciò a spiegare. «Quando ho visto il passato, ho capito che ad offrirti la droga era qualcuno di cui ti fidavi e non poteva essere tuo fratello, quindi il suo complice è nel mio palazzo».

Jungkook non ignorò la reazione di Taehyung alla nomina di quel giorno. Jungkook aveva visto ciò che aveva vissuto l'omega al suo fianco, ma lui non poteva ricordarsi. Non poteva comprendere come si sentisse a causa di quel motivo e l'incertezza del buio che l'aveva accolto.

«La maggior parte degli eventi accaduti al tuo ritorno avevano a che fare con tuo fratello e soprattutto è stato lui a trarne vantaggio quando sei stato...» ebbe difficoltà a pronunciare quella parola.

«Declassato,» continuò per lui la frase. «lo so. Woojin non ha mai accettato che fossi diventato primo in linea di successione» gli faceva male ricordarlo.

«Forse l'avevo già capito che mi odiasse a tal punto, ma era talmente difficile da accettare che negare l'evidenza era la via più semplice» sorrise falsamente. «Dovevo capire che qualcosa non andasse quando provò ad impedirmi di tornare, oltre che a nascondere la lettera».

Agli occhi spalancati di Jungkook per quella confessione iniziò a spiegargli.

Flashback

Taehyung con sguardo spento si incamminava nella sala del trono vuota.

«Principe!».

Il nominato arrestò i suoi passi e girò il capo verso la voce e vide Minjae incamminarsi verso di lui. Kang Minjae era la guardia più giovane del castello. Appena ventiduenne ma con una grande forza e volontà. Si era allenato duramente per far parte dell'esercito e ci era riuscito, superando lupi più grandi e prestati di lui. Taehyung gli fece un piccolo sorriso a labbra chiuse a differenza del sorriso smagliante della guardia.

Non capiva perché fosse così legato a lui.

«Minjae» salutò non appena si fu avvicinato.

«Ha letto la lettera?» gli chiese.

A quella domanda Taehyung fu confuso.

«Lettera? Non mi è arrivata alcuna lettera».

Quella volta fu il turno della giovane guardia di essere confuso.

Better in three ❘ KookvLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora