❝Capitolo 41❞

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...capì di aver fatto la scelta giusta

𝐓𝐡𝐢𝐬 𝐡𝐚𝐬 𝐧𝐞𝐯𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐚𝐧𝐠𝐞𝐝

Il bacio fu dolce ed entrambi sentirono le scintille provenire dai loro corpi.

Taehyung sapeva di aver superato il limite, ma mentre baciava le labbra dell'alpha tutte le incertezze volarono via con il vento che colpiva dolcemente i loro visi.

Fu l'omega colui che si allontanò per primo, nonostante il mugugno insoddisfatto di Jungkook che non lo lasciò andare, tenendolo ancora vicino il suo corpo.

Taehyung non si pentì di quello che aveva fatto, ma non voleva andare oltre: se Jungkook stesse per entrare nel suo periodo -come lui e V e pensavano- era meglio fermarsi prima che i suoi istinti prendessero il sopravvento.

Dentro di sé, però, iniziò a porsi una domanda:

Sarebbe andato oltre se il rut di Jungkook non si stesse avvicinando?

«Taehyung?» sentì sussurrare il suo nome.

«Meglio rientrare»

Era pronto ad allontanarsi ma la presa di Jungkook sui suoi fianchi non si allentava.

«Vuoi dirmi qualcosa»

Non era domanda: Jungkook aveva capito che Taehyung stesse nascondendo qualcosa e temeva che la causa fosse il loro bacio.

"Se n'è pentito?" pensò con timore.

«Io...sì...devo dirti una cosa» ammise.

«Vieni con me» gli baciò la fronte e lo prese per mano, dirigendosi all'interno del castello.

Si avviò nell'ala più isolata, non consapevole di come qualcuno avesse osservato tutte le sue mosse e avesse stretto il pugno con rabbia al loro riavvicinamento.

⸺𓆩*𓆪⸺

Taehyung trattenne il respiro, riconoscendo la strada che stavano percorrendo.

Era di fronte le porta della vecchia stanza di Jungkook.

«Neanche questo è cambiato» sussurrò, ma l'alpha lo sentì e sorrise leggermente.

«Ricordi il motivo per cui venivo qui?» chiese.

«Volevi restare da solo quando sentivi che tutto stesse diventando troppo, non permettevi a nessuno di entrare...a parte me»

«Questo non è mai cambiato, Tae» disse guardandolo negli occhi e entrando mano per mano nella stanza «anche se si è aggiunta un'altra persona»

Chiuse la porta dietro di sé e accompagnò Taehyung sul suo vecchio letto di quando era un bambino, accendendo la lampada sul comodino.

«Hyunjae è tuo figlio dopotutto...hai usato altre volte questa stanza?»

"Chissà quante volte hai avuto bisogno di me e io non c'ero, quando, forse, ero proprio io la causa del tuo dolore" pensò Taehyung rattristendosi visibilmente.

«È nostro figlio» lo corresse Jungkook e si avvicinò all'omega seduto sul letto non appena ebbe notato la sua tristezza.

Il materasso affondò quando Jungkook si sedette sopra di esso.

«Cosa è successo?»

Taehyung non lo guardò e voltò il capo evitando il contatto visivo.

"Non sei costretto a dirglielo, Tae" disse V.

Better in three ❘ KookvLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora