65.

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Abbie Pov

Per tutto il fine settimana che passai a Nara non feci altro che parlare con Toshi di tutto ciò che stava accadendo, delle parole di Helen e Oboro e di tante altre cose. Tornati a casa decidemmo di andare a casa sua, perché era vuota; sua mamma e sua sorella erano via

T:"sei sicura?"
A:"ho scritto ad Oboro"
T:"abbiamo casa tutta per noi"

I nostri vestiti finirono lungo le scale che portavano verso camera sua. Arrivati li eravamo completamente nudi e non ci volle molto affinché io finissi sotto di lui. Mi stava ancora baciando quando sentì la sua mano che mi accarezzava il corpo fino ad arrivare nella mia zona più intima. Non sapevo come cazzo fosse possibile, ma sapeva dove mettere le dita per farmi gemere in poco tempo.

A:"e-e questa da dove l'hai imparato?"

Non mi rispose, riprese a baciarmi ma con più foga. Tolse le dita e al posto loro ci finì qualcos'altro; di estremamente più grosso. I movimenti erano fin troppo decisi ma più continuava più io gemevo e mi eccitavo. Quando si staccò finì per sdraiarsi accanto a me. Stavolta era il mio turno.

T:"a-abbie?"
A:"si?"
T:"sei stanca?"
A:"chissà

Mi sedetti sul letto e li guardai il viso; completamente paonazzo. La mia mano si appoggiò sul suo membro che divenne subito dritto. Fu il suo turno di guardarmi in viso confuso su ciò che volessi fare. Sorrisi e senza proferire parola mi chinai e cominciai a succhiare.

T:"c-cazzo!"

Bhe, effettivamente ero chinata su quello. Continuai per qualche minuto e il fatto che più continuassi più lui si agitava e diventava rosso mi faceva impazzire. Mi staccai pochi minuti dopo con lui ancora troppo agitato per riuscire a proferire parola.

A:"c-così impari a non dirmi come hai imparato a fare i ditalini"
T:"i che?"
A:"tu hai fatto a sentimento?!"
T:"più o meno, ho pensato che se quello può entrare, anche delle dita possono farlo"
A:"ma ahahah"
T:"che ti ridi? Non c'è nu..."

Quella frase venne a lasciata a metà. La porta al piano di sotto che veniva aperta e le voci di Anna e Himawari bastarono per farmi andare nel panico. I miei vestiti erano abbandonati tra le scale e la camera di Toshi. E non ci volle molto affinché loro due se ne accorgessero.

Himawari:"TOSHI!"
Anna:"se devi portare qui un'amica almeno lascia i vestiti in camera!"
T:"tieni una mia t-shirt"
A:"avevi detto che non c'erano!"
T:"non dovevano esserci!"

Mi infilai la maglietta appena in tempo: la madre di Toshi aprì la porta senza troppi complimenti o convenevoli. Senza nemmeno bussare. Ci guardò, sorrise, lasciò i nostri vestiti e uscì. Rimessi i vestiti scendemmo dalle due donne che in teoria non dovevano essere in casa e che invece ci avevano sgamato.

Himawari:"buonasera"
A:"sera..."
T:"ciao mamma, lei è la mia ragazza"
Anna:"dato cosa stavate facendo, direi che l'avevamo intuito"
T:"eh, siete troppo intelligenti per i miei gusti"
Himawari:"da quando?"
A:"inizio gennaio"
Anna:"e siamo a fine gennaio, già fate quelle cose?"
T:"Anna!"
Himawari:"comprendo perché l'abbiate tenuto nascosto, ma sappiate, che aspetto questo giorno da quando vi ho visto varcare la porta dell'accademia"
T:"mamma?!"
A:"mi dispiace, è colpa mia, volevo..."
Himawari:"non ti devi giustificare, avevi i tuoi motivi, l'importante è che siate felici"
T:"lo siamo"
Himawari:"e che usiate le protezioni"
A:"s-si le usiamo, Toshi riaccompagnami a casa, devo andare da Tomura"
T:"g-giusto"
Himawari:"torna pure quando vuoi"
A:"s-si"

In macchina scoppiammo a ridere per l'accaduto. Avevamo passato settimane con la paura di venire scoperti e ora era successo nella maniera più assurda e ridicola possibile.

T:"se sapevo che fossero tornate a casa non ti avrei portato la"
A:"fa nulla Toshi"
T:"no sul...che succede?"
A:"cosa?"
T:"c'è un'ambulanza sotto il tuo palazzo"
A:"eh?"

Scesi dalla macchina cercai in tutti i modi di capire chi stesse male, ma i paramedici mi dissero solo che erano stati chiamati per qualcuno ferito alla testa. Decisi di andare a chiedere ad Oboro. Fu solo quando raggiunsi il mio piano e vidi la porta spalancata di casa capì che la persona ferita era lui.

A:"Oboro?! Che diamine..."

Arrivata alla porta vidi casa messa sotto sopra, c'era stata una rissa? Toshi si piazzò di fronte a me come se servisse a proteggermi da qualcosa o qualcuno. C'era troppa calma. Quello fu il mio primo pensiero.

A:"tomura!"

Andai di corsa in camera mia e la culla era vuota. Il bambino non c'era. Il mio bambino non c'era. Il panico prese possesso di me, stavo iperventilando. Toshi mi accarezzò la schiena ma fu inutile. Tornai in sala anche se ormai ero più nel panico che altro.

T:"scusate, non c'era un bambino?"
Paramedico:"bambino?"
A:"s-si ha i capelli bianchi e gli occhi grigi, è mio figlio"
Paramedico:"no, ma l'uomo prima di perdere i sensi continuava a dire "il bambino è al sicuro"."

In tutta quella situazione non avevo minimamente pensato ad Oboro. Era grave? Fu quello il mio unico pensiero nei suoi confronti. Perché se Tomura non era qui. Dov'era? Mi guardai intorno quando vidi un foglio sul tavolo. Anche Toshi lo vide e lo prese per leggerlo. Il suo viso divenne completamente bianca.

A:"c-cos'è?"
T:"Shigaraki (Afo) è scappato di prigione"
A:"i-il mio bambino, Toshi... è venuto qui per lui, DOV'È IL MIO BAMBINO?!"
T:"dovunque sia, non era qui, leggi"

Girò il foglio verso di me e le parole scritte mi fecero risalire qualsiasi cosa avessi nello stomaco.
"Non so dove sia nostro figlio, poco importa, se entro quattro giorni non me lo farai trovare, la tua cara e amata nipotina farà una brutta fine. Ricordati, che tu e quel bambino mi appartenete."

T:"pronto, Helen?"
H:"ohy Toshi? Avevo capito che volevate stare da soli stasera, per questo ho detto ad Oboro di lasciare qui Tomura"
A:"HELEN! HELEN IL MIO BAMBINO È CON TE?!"
H:"e dove pensi possa essere?"
Tomura:"mamma! Zia ha pottato gelato"
H:"Abbie ma che succede? Perché sei così agitata?"
T:"shigaraki (Afo) è scappato, è venuto a cercare Tomura"

Fine capitolo 65
Al prossimo capitolo~

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