66.

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Helen Pov

Io ed Abbie con i bambini venimmo portate in un palazzo di proprietà della polizia. L'appartamento era abbastanza grande perché sei persone potessero starci senza troppi problemi. Io e lei però venimmo fatte fuori dal caso. Quindi qualsiasi novità noi non potevamo saperla. Toshi ed Izuku vivevano con noi, ma loro non erano stati esclusi e di giorno andavano in centrale. Tornando solo verso le diciotto senza però dirci cosa stava accadendo. Erano passati tre giorni dal biglietto e che noi sapessimo; non c'è ne erano stati altri.

A:"rischio di impazzire se rimango ancora chiusa qui"
H:"ti stupisci che non ci facciano uscire?"
A:"no! Ma rischio di impazzire comunque"
Is:"lo sappiamo ragazze, ma non ci possiamo fare nulla"
G:"finché lui sarà in giro..."
H:"si, ma il suo ultimatum è domani, cosa accadrà se..."
Elise:"non sa dove siete"
H:"neanche voi sapete dov'è lui"
G:"si sa nascondere"
A:"grazie al cazzo"
Is:"sappiamo che siete stanche, ma non possiamo..."
H:"quando gli ho sparato dovevo ucciderlo ecco cosa"
A:"Helen!"
H:"cosa? Lo proteggi anche? Minaccia te, tuo figlio e tua nipote e lo proteggi?"
A:"no! Anzi, se me lo trovassi davanti lo riporterei io stessa in prigione, ma nessuno merita di morire"
H:"avrei da ridire"
G:"ragazze è inutile litigare, capiamo che siete stanche ma è inutile"

Sia io che Abbie avevamo i nervi a fior di pelle. Normale in questa situazione visto quello che stava accadendo. Eravamo al sicuro, con le ragazze che stavano li tutto il giorno, i poliziotti alla porta e i ragazzi che tornavano la sera. Però era estenuante non poter nemmeno uscire sul terrazzo.

Elise:"si risolverà presto, vedrete"
Eri:"mammaaaaa"

Mi alzai dal divano per andare a prendere Eri che si era svegliata dal pisolino. La presi in braccio per calmarla. Ma anche lei, come noi, era diventata più nervosa, di sicuro era a causa dell'aria che c'era in casa. Eravamo tutti sul chi va la e in casa l'aria era più che tesa.

H:"sono qui basta piangere dai"
Eri:"andamo a casa"
H:"non ti piace stare qui?"
Eri:"no, tutti arabbaiati"
H:"nemmeno se ti dico che ti la ce la torta per te?"
Eri:"totta?"
H:"si"
Eri:"non vogio totta"
H:"e una mela?"
Eri:"mela?"
H:"si"
Eri:"vogio mela"

Tornai dalle ragazze, ma Eri non volle stare con loro. Mi seguì in cucina e aspettò i suoi pezzi di mela. Anche Tomura cominciò a piangere; ma al contrario di Eri. Non era così tanto nervoso, anzi, era contentissimo di vivere in una nuova casa e avventurarsi in giro per scoprire nuovi posti dove nascondersi. Cosa che di sicuro teneva occupata la mente di Abbie il più del tempo.

Eri:"mamma"

Mi chinai per darli i pezzi di mela, dai suoi occhioni cominciarono ad uscire dei gran lacrimoni. La presi di nuovo in braccio per calmarla anche se non capivo cosa l'avesse fatta piangere.
Elise arrivò in mio soccorso con in mano uno dei pupazzi preferiti di Eri.

Elise:"ma chi c'è qui che piange?"
Eri:"io"
Elise:"oh, e perché questa principessa piange?"
Eri:"tutti ullano"
Elise:"oh, anche i grandi?"
Eri:"si"
Elise:"che cattivi! Ma cosa hai li?"
Eri:"mela, voi?"
Elise:"se la voglio?"
Is:"anche io voglio la mela! Cos'è questa storia che le tenete tutte voi?"

Eri scese dalle mie braccia e sgambettando raggiunse le ragazze. Tutta convinta regalò loro dei pezzi di mela che avevo tagliato. Peccato che la metà avessero già i segni dei denti di quella piccola peste. Elise ed Isabel non dissero nulla, si avvicinarono a me e scambiarono i pezzi già mangiucchiati con quelli ancora intoccati, senza ovviamente farsi vedere dalla bambina. Che invece era concentrata sull'unico pezzo che si era tenuta e che ora stava mangiando.

H:"grazie"
Is:"di nulla"
Elise:"anche per questo dovreste mantenere la calma, i bambini sentono queste cose"
T:"sono...oh una mela già tagliata, grazie Helen"
Eri:"MELA MIA!"
D:"Ah è tua?"

La prese in braccio per poi avvicinarsi alla mela tagliata. Ne prese un pezzo e la mangiò senza tanti problemi. Al contrario Toshi appena vide che molti pezzi avevano segni di morsi la lasciò perdere. Le ragazze se ne andarono mentre i ragazzi erano sotto la doccia. I bambini si erano messi a giocare con dei pupazzi e delle macchinine. Mentre io ed Abbie pensavamo a cosa avrei preparato per cena.

D:"ci voleva una doccia"
H:"come sta andando?"
T:"domani staremo a casa"
A:"perché è il giorno dell'ultimatum?"
D:"si"
H:"ma, avete qualche indizio? Qualcosa?"
D:"non possiamo parlarne, lo sapete"
H:"saremmo noi in pericolo, lo sapete?"
T:"tu che c'entri? Ha minacciato Eri"
H:"Abbie"
A:"ignoralo"
T:"che c'è?"
D:"Toshi senti, non sono dell'umore per la tua stupidità"
T:"non ho detto nulla di stupido"
H:"avrei da ridire"
T:"non ho capito"
A:"non mi stupisce"
Tomura:"mamma! Brum brum"
A:"ma che bella...da dove viene?"
H:"cosa?"
A:"quella macchinina, io non glielo mai vista"
T:"come?"
A:"non ne ha mai avuta una così..."

In mano teneva una macchinina rossa, che effettivamente non avevo mai visto nemmeno io. Sia Toshi che Izuku uscirono per chiedere ai poliziotti se fosse arrivato qualcosa. Quando rientrarono, senza troppi convenevoli presero la macchinina e uscirono. Tomura non la prese bene e scoppiò a piangere.

A:"sssh, quando torniamo a casa te ne prendo altre cento"
Tomura:"ento? Tono tantissime!"
A:"si amore, avrai tutte le macchine che vuoi"
Eri:"mamma..."

Presi in braccio Eri la portai in camera. Cullandola finché non si addormentò, finì con l'appisolarmi anche io. Mi risvegliai solo quando sentì Izuku entrare in camera e spogliarsi per mettersi il pigiama.

H:"Izuku? Che è successo?"
D:"quella macchinina la consegnata un corriere stamattina, uno dei poliziotti la solo tolta dalla scatola e la consegnata a Genny. Lei era convinta l'avesse ordinata uno di noi"
H:"e non ha pensato di chiedere?!"
D:"questo posto doveva essere sicuro..."
H:"dove...Izuku, cosa stai dicendo?"
D:"aveva una telecamera nascosta"
H:"telecamera, siamo in pericolo qui?"
D:"no, finché io e Toshi rimarremo qui, ora riposa, tra poco vengo a letto anche io"

Non riuscì a dormire e Izuku non venne mai a letto. Anche se aveva indossato il pigiama era rimasto alzato e potei sentire che anche Toshi era sveglio. Sapevo, che con Izuku non sarei mai stata in pericolo, ma controllai comunque la mia pistola carica che era sempre rimasta chiusa nel cassetto chiuso a chiave del comodino.

Fine capitolo 66
Al prossimo capitolo~

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