68.

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Helen Pov

Eri:"papà?"
D:"sssh"
Eri:"perché pangono? Dov'è mamma?"
Oboro:"è solo colpa di Afo! Non doveva sopravvivere quando Helen gli ha sparato"
T:"Oboro ha ragione! Doveva morire quel giorno e basta!"
D:"potete evitare di urlare e litigare? Almeno oggi..."

Non capisco cosa stia accadendo, perché sono tutti vestiti di nero? E perché piangono? Che è successo? Li seguo fino ad arrivare ad una sala enorme. Ci sono un sacco di sedie e infondo a questa sala c'è una mia foto. Sono sempre più confusa.

H:"Izuku? Perché ce una mia foto li?"
D:"Eri, fa la brava d'accordo?"
Eri:"voglio mamma"
H:"Izuku dai passamela, non vedi com'è agitata?"

Mi ignora, ancora, continua a camminare. Non avendo alternative seguo quella specie di corteo. Solo quando arrivo vicino alla mia foto vedo il mio corpo che giace in mezzo ai fiori.

Eri:"mamma domme in meio ai fiori"
D:"piccola"
H:"Izuku? Che cazzo sta succedendo?! Non è un bello scherzo"
Eri:"vogio anche io dommire in mezzo ai fiori"
A:"fanculo! Ecco cosa dico!"
Is:"Abbie"
A:"no! È morta per colpa mia! Se non l'avessi fatta uscire dalla camera...se..."
H:"Abbie no! È stata colpa mia! Basta con gli scherzi per favore..."
Eri:"papà! Voglio mamma"
D:"amore mamma non c'è più"
H:"SONO QUI! IZUKU SONO QUI!!"

Nessuno mi sta guardando, nessuno mi vede. Perché? Ricordo lo sparo, ricordo di essere stata colpita. Sono morta? Mi dirigo verso l'uscita di quella stanza. Sono stanca. Sono ormai alla porta quando qualcuno mi afferra i pantaloni. Mi volto per vedere chi sia. È Eri, la mia bambina, ma più grande. Avrà si e no sei anni.

Eri:"mamma?"
H:"eh?"
Eri:"non devi andare, devi vedermi diventare grande"
H:"Eri..."
Eri:"io, papà, zio Oboro, Zia Abbie, abbiamo ancora bisogno di te"
H:"io non voglio andarmene"
Eri:"allora non uscire, rimani qui"
H:"Eri"
D:"Helen...ti prego, svegliati..."

Aprì gli occhi e la prima cosa che sentì fu un tubo che dalla bocca mi finiva in gola. I bip dei macchinari erano insistenti, troppo. Come c'ero finita in ospedale? Mi sembrava di aver fatto un sogno lunghissimo e infinito. Eri? Izuku? Dov'erano? Non potevo nemmeno parlare per via del tubo.
La porta della camera si aprì e sulla porta c'era proprio lui. Sembrava così stanco, aveva due occhiaie enormi. Era al telefono e dalle poche frasi che percepì doveva star parlando con la madre.

D:"si... eri dorme?....si lo so, stasera tornerò a casa...lo so, che vuole vedere la sua mamma, ma come posso fargliela vedere cosi?....mam..."

Finalmente mi guardò in viso. Lasciò cadere il telefono a terra e corse da me. Non so bene quanti baci mi dette sulla fronte e sulla guance e quante volte mi scostò le ciocche dei capelli. Un quarto d'ora dopo finalmente mi avevano tolto quel tubo. Parlavo appena, la gola faceva male ad ogni respiro ed era pure peggio quando deglutivo. Nonostante il dolore continuai a bere ogni singolo bicchiere d'acqua che mi veniva dato.

H:"i-izuku"
D:"sono qui, non vado da nessuna parte"
H:"quanto..."
D:"una settimana"
H:"devi...chiamare gli altri"
D:"li ho chiamati, arriveranno presto"
H:"v..voglio vedere Eri"
D:"sta arrivando con mamma"
H:"cosa..."
D:"gli abbiamo detto che non sei stata bene"
H:"mi ha visto?"
D:"no, nemmeno Tomura"
H:"per...fortuna"
D:"sei stanca?"
H:"fa male"
D:"lo so"
H:"cosa ha preso? Dove mi ha colpito?"
D:"non è importante ora"
Eri:"papà!"

Dalla posizione in cui mi trovavo non potei vedere la bambina che correva verso le gambe di Izuku. Riuscì a vederla solo quando lui la prese in braccio. Mi prese subito la mano che strinse con tutte le forze che aveva in quelle manine.

Eri:"mamma non pu bua?"
H:"mamma ha ancora un po' di bua"
D:"fa piano, va bene?"

Dire di fare piano ad una bambina di un anno è una cosa assurda. Eri si strinse al mio collo appena fu appoggiata sul letto. Le baciai la fronte e la strinsi a me.

H:"piano, eh?"
Oboro:"MIA SORELLA È MORTA FATEMI PASSARE!"
H:"Oboro?"
D:"Oboro."
A:"FANCULO! SAPEVO DI DOVER RIMANERE CON LEI"
Oboro:"È MORTA MIA SORELLA, ABBIE"
H:"ma che gli hai detto?"
D:"di venire in ospedale, che eri uscita dal coma..."
H:"a parere loro, ne sono uscita morta"
Oboro:"che ti salta in mente di portare Eri al capezzale di Helen?! Ma sei diventato così tanto scemo?!"
D:"oboro"
A:"povera bambina, vieni qui dalla z....Oboro"
Oboro:"cosa?"
H:"non sono ancora morta testa di...c'è la bambina"
Oboro:"È VIVA!"
H:"ma avete bevuto prima di venire qui?"
Eri:"mamma ha bua! Non uate"

Venni più o meno abbracciata anche da Abbie e Oboro. Anche se quest'ultimo stava stringendo fin troppo forte. Mezz'ora dopo nella mia stanza si era radunata mezza centrale e Inko decise di portare via Eri che non ne fu proprio contenta.

K:"pure dura a morire"
H:"scopriamo se anche tu puoi sopravvivere?"
Is:"riuscite a litigare pure in questa situazione? Che poi adesso la stuzzichi ma a portarla giù per le scale è stato lui"
H:"kacchan mi ha portato...oh, glielo rinfaccerò per il resto della vita"
K:"bastarda"
H:"ti voglio bene anche io"
G:"non hai idea dello spavento!"
T:"Izuku piangeva, io pensavo ai bambini, Abbie prendeva a calci Afo"
H:"Abbie?"
A:"rideva, mi stava dando ai nervi"
Oboro:"io ero in ospedale"
Gt:"dovremmo lasciarla riposare ora"
Nana:"eh no"
Elise:"e chi sta con lei?"
D:"io"
Oboro:"puzzi, va a casa a lavarti, rimango io"
H:"Izuku va a casa a riposare un po'"
S:"in effetti puzza un sacco, da quant'è che non ti lavi?"
H:"Izuku"
D:"per qualsiasi cosa chiamami"
H:"si"

Li guardai andarsene, avrei preferito che rimanesse Izuku. Ma avevo capito perché Oboro era voluto rimanere a tutti i costi da solo con me. Bastò il chiudersi della porta per farlo scoppiare a piangere.

Oboro:"m-mi è preso un colpo"
H:"scusa"
Oboro:"non è colpa tua"
H:"piangerai per sempre?"
Oboro:"dammi cinque minuti"

Da quei giorni è passato due anni, e durante esso mi ero sposata con Izuku ed Eri aveva davvero portato le fedi anche se rischiò di inciampare un paio di volte. Nel mentre, ero anche rimasta incinta; un'altra volta, di un maschio. Anche Abbie e Toshi alla fine si sposarono e per la gioia di Oboro. Lei aveva avuto una femminuccia. Anni di sacrifici e di dolore avevano portato questo. Ormai però eravamo felici e lo sapevamo.

FINE

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