67.

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Abbie Pov

Sentivo Toshi ed Izuku parlare in salotto. Non capivo di cosa, ma le loro voci erano l'unico rumore che proveniva dall'appartamento. Mi alzai dal letto, presi Tomura e andai a vedere Helen. Avevo bisogno di compagnia, anche lei era sveglia. Se ne stava seduta sul letto con Eri tra le braccia. Presi posto accanto a lei e passò qualche minuto prima che una di noi parlasse.

A:"non riesci a dormire?"
H:"no"
A:"nemmeno io"
H:"lo notato"
A:"Helen, tu hai più sparato?"
H:"al poligono, si, contro una persona? L'ultima volta è stato contro il padre di Izuku"
A:"dove nasconderemo i bambini? Helen è questo che mi agita più di qualsiasi altra cosa"
H:"c'è una stanza nascosta dietro alla libreria, è insonorizzazata"
A:"come fai a saperlo?"
H:"Toshi ed Izuku, vogliono nasconderci li"
A:"e come fai a saperlo?"
H:"oh cazzo Abbie, ho origliato, secondo te come faccio a saperlo?"
A:"io non mi voglio nascondere"
H:"nemmeno io, ma qualcuno con i bambini deve..."
A:"rimani tu con loro, Helen, io devo essere lì, devo vederlo in faccia"
H:"i ragazzi non lo permetteranno"
A:"frega nulla, è me che vuole, è me che vedrà"

Mi addormentai intorno alle quattro, alle otto ero già sveglia, Helen invece aveva la faccia di una che non aveva dormito per nulla. Non che io avessi riposato bene o abbastanza. Ero esausta ma troppo nervosa per dormire in maniera decente. La libreria era stata spostata, c'era una porta ed era aperta, i bambini erano già la dentro incuriositi da questa nuova stanza comparsa dal nulla.

T:"voi starete lì"
A:"Helen e i bambini staranno lì, io voglio vederlo"
D:"Abbie"
A:"no, non cambio idea"
D:"Helen falla ragionare"
H:"è insonorizzata, come faremo a sapere se e quando sarà arrivato? Come faremo a sapere che non sarà lui ad aprire la porta e non uno di voi?"

Non ci avevo pensato, se la stanza era insonorizzata noi non potevamo sapere niente di ciò che sarebbe accaduto all'esterno. L'idea di chiudermi li dentro mi piacque ancora meno. Eppure qualcuno con i bambini doveva rimanerci. Non potevamo lasciarli completamente soli.

T:"non li permettemo di avvicinarsi alla porta"
A:"io li dentro non ci sto!"
D:"almeno una di voi deve stare con i bambini"
H:"ci starò io"
T:"almeno Helen ragiona"
A:"io ragiono benissimo!"
T:"e se ti dovesse accadere qualcosa?!"
A:"non mi accadrà nulla"
D:"sentite, è inutile litigare, Abbie, se vuoi stare qui fuori, va bene. Ma se ti dico di scappare, tu scappi, se ti dico di entrare nella stanza nascosta tu ci entri, ha una seconda entrata e da lì scapperete."
A:"va bene"
T:"Izuku non puoi essere serio?"
D:"Toshi, tu non hai idea di cosa possono essere in grado le madri"

Helen si andò a chiudere in quella stanza nascosta. E più le ore passavano più io mi agitavo. Anche Toshi ed Izuku non erano tranquilli e camminavano avanti e indietro. Ogni tanto guardavano fuori dalla finestra e ogni tanto aprivano la porta per controllare. Il telefono ci fece sobbalzare tutti e tre. Izuku rispose e ci parlò per qualche minuto, non capì di cosa stesse parlando anche perché non potevo sentire l'altra persona. Quando mise giù la chiamata sorrise.

T:"che succede?"
D:"hanno fermato Shigaraki (Afo)"
T:"come?!"
A:"in che senso?"
D:"Isabel mi ha chiesto di raggiungerli nella volante parcheggiata qui sotto"
T:"scendiamo allora, Abbie tu rimani qui e non fare uscire i bambini finché non saremo tornati"
A:"certo"

Uscirono di corsa con un sorriso stampato sul volto. La prima cosa che feci fu fare uscire Helen per spiegarli cosa fosse successo. Richiuse la porta dietro di sé lasciando i bambini che si erano riaddormentati in quella stanza. Solo in quel momento mi resi conto che aveva la cintura della pistola.

A:"lo hanno catturato"
H:"dove?"
A:"non so i dettagli, hanno detto in un distretto qui vicino"
H:"meglio così"
A:"la pistola è carica?"
H:"n...."
Afo:"ci hanno creduto davvero quelli la, eh?"

Mi voltai, anche se non serviva vederlo in faccia per riconoscerlo. L'anno e mezzo di prigione l'avevano cambiato, era più magro, i capelli più arruffati e gli occhi più glaciali che gli avessi mai visto.

A:"Shi..."
H:"Afo"
Afo:"mi chiami con il nome che mi hanno dato i media?"
H:"non ti chiamerò mai con il cognome di mio nipote o di Yoichi"
Afo:"non farei la sbruffona, hai ancora paura di sparare, Abbie, dov'è mio figlio?"
A:"non è tuo figlio, è figlio mio"
Afo:"mio e tuo, ti ricordo che siamo marito e moglie"
A:"non lo siamo più da tanto tempo, ora ho un altro uomo"

Alzò il braccio e mi ritrovai una pistola puntata contro. È vero, aveva ucciso delle persone, ma non mi aveva mai minacciato in quella maniera. Non ebbi nemmeno il tempo di reagire che con la coda dell'occhio vidi Helen puntare la pistola contro Shigaraki (Afo).

Afo:"dov'è, mio figlio?"
H:"non è qui"
Afo:"ah? Davvero? Gli è piaciuta la macchinina rossa che gli ho regalato se non sbaglio"
A:"bhe, ora non è qui"
Afo:"Non mentite! Se pensate di passarla liscia..."
H:"e cosa farai quando e se li troverai?"
Afo:"è ovvio no? Scapperò portandomi via il bambino, della bambina non me ne importa assolutamente nulla"

Possibile che non si fossero accorti di aver catturato la persona sbagliata? Dov'erano Toshi ed Izuku? Perché non erano tornati da noi? Afo fece un passo verso di noi e il mio istinto prese il sopravvento; presi la pistola dalla cintura e gliela puntai addosso.

Afo:"Abbie? Davvero? Vuoi uccidermi?"
A:"non avvicinarti"
Afo:"eppure mi amavi così tanto, ora mi fai questo?"
A:"tu hai fatto di peggio. Molto peggio. Se vuoi avvicinarti ai bambini, devi ucciderci"
H:"ma sappi che prima uccideremo te"

Il primo colpo partì da Helen, il secondo da Afo e il terzo dalla mia. Lo vidi cadere a terra, non avevamo colpito punti vitali. Ma averlo colpito alle gambe gli aveva fatto perdere l'equilibrio e si era accasciato. Aveva anche lasciato andare la pistola che presi e allontanai da lui.

Afo:"che figlia di puttana"
A:"mai quanto te"
Afo:"Helen, Oboro ti hanno manipolato, ti ha costretto ad odiarmi"
A:"l'unico che mi ha costretto ad odiarti sei stato tu"
Afo:"bhe..."
T:"Abbie!"
A:"È ferito, non è morto, dovranno prestarli delle cure."
D:"HELEN!"

L'urlo di Izuku mi fece guardare in direzione di Helen, che non mi aveva seguito per vedere le condizioni di Afo. Troppo concentrata su di lui; non mi ero resa conto che il proiettile che Afo aveva sparato aveva colpito lei al ventre, Helen era per terra, una chiazza di sangue aveva inzuppato la maglietta e si stava riversando sul pavimento.

Afo:"prima ho ferito Oboro, ora lei, ahahah, se accanto a te non ci sarò io, non ci sarà nessuno"

Fine capitolo 67
Al prossimo capitolo~

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